Omelia Ordinazione Diaconale di Federico Mirabella

Mirabella 04 02 25

Martedì 4 febbraio 2025

chiesa San Michele arcangelo – Vallecorsa

Sorelle e fratelli, Caro Federico,

siamo qui con te attorno alla tavola della Parola e del pane di vita eterna per accompagnarti in questo momento importante nel quale sarai ordinato diacono. Si distingue nel linguaggio della Chiesa il diacono transeunte, che poi diventa sacerdote, e quello permanente, non certo perché il primo smetta in seguito di essere al servizio per diventare padrone. Certo è una distinzione solo terminologica, che tuttavia potrebbe di nascondere l’essenziale della tua e della nostra vita, che è servizio al Signore nella Chiesa per il mondo. Quanto è lontana a volte questa dimensione dal modo comune di vivere. Il mondo è pieno di padroni che esercitano il loro potere giudicando, sottomettendo gli altri, con arroganza e rifiuto del dialogo e dell’amicizia. Anche nella Chiesa e nelle nostre comunità non è sempre assente questo modo di pensare e di vivere.

Perciò diventerai “diacono”, servo, perché persino lui, Gesù Cristo Figlio di Dio è venuto per servire e non per essere servito. “Io sono in mezzo a voi come colui che serve”. Ma i discepoli, nonostante fossero attorno a quella tavola in cui il Signore donava se stesso in quel pane e quel vino, riproposero se stessi, la propria idea di grandezza. Quanto è triste un diacono, un sacerdote, un laico, una religiosa o religioso, chiunque, quando vive la smania di esibire se stesso per mostrare chissà quale grandezza. Ma bisogno essere grandi! Gesù non nega il desiderio di grandezza che è in ognuno, ma “chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve”. Questa è la vera e unica grandezza che realizza la nostra umanità in ogni situazione e condizione del nostro vivere.

Sorelle è fratelli, siamo servi gli uni degli altri e diventeremo amici, come Gesù chiama i discepoli. Infatti il servo che fa la volontà del Padre suo non è chiamato servo, ma amico. È nell’umiltà del servizio che si diventa amici. Perché servizio è ascolto, è sedersi con gli altri, è chinarsi sugli altri, sulle loro fatiche, il loro dolore, è prendersi cura delle loro ferite. La tavola dell’Eucaristia, la proclamazione del Vangelo siano per te luogo in cui nutri il tuo diaconato per crescere in quella grandezza che ti farà servo per condividere nella comunità in cui sei e nella Diocesi la gioia di essere parte di un popolo, di fratelli e sorelle che con te e con noi desiderano costruire un mondo fraterno, libero da inutili e sciocchi primati o esibizioni di se stessi, figli di un mondo che non è spesso quello di Gesù.

Il racconto degli Atti degli Apostoli ti indica anche un altro aspetto del tuo diaconato. Un angelo parlò a Filippo e gli disse: “Alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme”. Prima cosa. Non sei solo. Un angelo del Signore ti guiderà come guida ognuno di noi. È l’angelo della sua parola. “Alzati”. Sì, alzati, non stare dove sei abituato a stare. Vai su quella strada, incamminati. Riecheggia l’invito di Dio ad Abramo: “Esci dalla tua terra… verso la terra che io ti indicherò…”. Non gli dice chi incontrerà, ma è chiaro che non si incontrano gli altri stando a casa propria. Su quella strada incontra un etiope, un funzionario importante di una regina. E lo Spirito disse a Filippo di accostarsi a quell’uomo.
 
Sorelle e fratelli, la vita cristiana è incontro, è avvicinarsi agli altri, per capire che ci sono tanti come quell’uomo che cercano di capire, di trovare il senso magari di parole antiche che hanno ascoltato, ma che poi hanno perso. Il mondo, ma anche le nostre città e i nostri paesi, sono pieni di questi uomini e donne. A volte cercano nel buio e nessuno li aiuta. Percorriamo i luoghi dove vivono queste persone e aiutiamole a scoprire dietro le loro domande il volto buono fi Gesù, la sua parola di vita e salvezza. Non si tratta solo del catechismo, ma di molto di più. Santa Maria Maria de Mattias, che oggi noi ricordiamo nella sua festa, capì che c’era bisogno di rispondere alla violenza del mondo aiutando le ragazze e le giovani a conoscere il Signore, ma anche a crescere nella cultura. Lo Spirito di Dio la guidò, lei donna, a rispondere al desiderio di crescita umana e spirituale delle donne del suo tempo. Un dono a questa terra e alla Chiesa. Con lei ricordiamo anche il Beato Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue, sacerdote e formatore di sacerdoti, le cui reliquie tornano a Vallecorsa dopo la beatificazione. Fu lui che aiutò Maria De Mattias a far crescere la sua risposta alla chiamata del Signore. Sorelle e fratelli, ognuno di noi ha bisogno di essere aiutato a vivere la sua vocazione, a rispondere alla Parola di Dio, perché essa fecondi il campo del nostro cuore e si realizzi nella nostra vita.

Caro Federico, con te ringraziamo allora il Signore, perché circondato da tali testimoni, tu possa essere sempre servo del Signore e del suo amore, prendendoti cura degli altri, soprattutto dei poveri e dei sofferenti, ma anche di chi vive spaesato in questo mondo complesso, come tanti giovani che non vedono un futuro radioso davanti a loro. C’è bisogno di riscoprire la forza della Parola di Dio, che chiede a te e a noi, come chiese a Maria De Mattias, un nuovo inizio. Così anche per quel funzionario della regina l’incontro con il diacono Filippo fu la scoperta che Gesù parlava alla sua vita e dava una risposta piena alla sua domanda tanto che quell’incontro fu davvero per lui un nuovo inizio, come indica il battesimo ricevuto. Chiediamo allora al Signore di farci tutti servi gli uni degli altri, per crescere in sapienza e  grazia.


+ Ambrogio Vescovo

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Di seguito si possono consultare gli interventi e delle omelie del Vescovo Ambrogio:
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