
Sabato 8 marzo 2025
Concattedrale – Veroli
Concattedrale – Veroli
Sorelle e fratelli, caro Cristiano,
siamo qui con te per accogliere la tua domanda di ammissione agli Ordini Sacri per poter essere ordinato Diacono Permanente. Come tu sai, il Diacono è chiamato al servizio dei poveri, come fu nelle prime comunità cristiane, della Parola e dell’altare secondo il ministero della Chiesa. Nella nostra Diocesi abbiamo voluto sottolineare fin dall’ordinazione del primo Diacono permanente, il caro Donato, la dimensione della diaconia come servizio verso il bisogno che si manifesta in molti modi anche in questa terra, dalla cura dei malati e degli anziani fino al servizio in carcere. E’ in questo spirito che vogliamo continuare questa tradizione e siamo contenti che tu ti sia sentito chiamato ad abbracciare questo dono che il Signore ti fa rispondendo alla sua chiamata, con il consenso ovviamente di Roberta, che condividerà con te questa chiamata insieme ai vostri figli Maria Salome ed Elia, lei abituata a condividere con tanti il compito di rendere vivibile il creato.
Tu ti inserisci quindi in una storia e in una tradizione, come ognuno di noi che vive la sua vocazione all’interno del popolo santo di Dio nella diversità di ciascuno. Proprio nella prima lettura dal libro del Deuteronomio, che stabilisce le norme per l’offerta al Signore delle primizie dei prodotti del raccolto, si sottolinea l’importanza della memoria della propria storia donando a Dio i primi frutti di una terra ricevuta in dono. Sorelle e fratelli, siamo in un mondo che abitua al possesso, che misura l’importanza di un uomo e di una donna dal potere e dalla ricchezza, da ciò che appare e si esibisce. Quanta ingiustizia provoca questo modo di vivere e di pensare, ma anche quanta angoscia e vergogna per chi non riesce a essere all’altezza di questa mentalità. Pensate a chi fa un prestito (in genere dagli usurai, molto diffusi anche in questa terra!) ad esempio solo per comprare l’abito adatto per una festa, per non essere giudicato male dagli altri. Quante ruberie e quanta sete di denaro ovunque nel mondo! Da qui le ingiustizie, le guerre, l’ossessione per i beni, l’oppressione dei poveri, l’occupazione di terre e l‘assoluta indifferenza per le conseguenze ambientali di chi sfrutta le risorse della terra in modo inappropriato. Facciamo sempre memoria di essere in una storia di amore, per cui siamo venuti al mondo e a motivo della quale siamo chiamati ad essere una comunità che condivide i beni ricevuti.
Il racconto evangelico delle tentazioni di Gesù ci descrive molto bene questa mentalità in cui si nasce e si cresce. Sete di beni, potere, esibizione del proprio io e della propria forza e capacità, sono parte di questa mentalità, da cui non è facile liberarsi e che di sicuro alla lunga non rende felici. Ogni giorno sembra dirti: fai vedere chi sei! Mostra la tua forza! Esibisci ciò che hai! Essa elimina e disprezza i deboli e i poveri, esclude gli anziani e i fragili. È impressionante costatare come chi ha molto non si accontenta mai, vuole sempre di più. Siamo nella prima Domenica di Quaresima, che abbiamo iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, proprio per ricordarci chi siamo e per orientare la nostra vita in maniera diversa, assumendo la parola di Dio come sorgente di saggezza e luce delle nostre giornate. Due sono gli avvertimenti della Quaresima, che ci dovrebbero accompagnare in questo tempo: “siamo polvere”, e perciò chiamati a “convertici e a credere nel Vangelo”. Sì, in un mondo di esibizione della forza, ci scopriamo in realtà fragili, deboli, pieni di paure, a volte incerti. Ma non dobbiamo avere paura. Scrive Paolo nella lettera ai Romani: “Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo… Chiunque crede in lui non sarà deluso… Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato”. La sua Parola viene a noi, entra nel cuore, lo cambia, ci salva. La fede è una forza che trasforma, una forza che fa vivere, salva, ci aiuta a vivere nell’amore e a comunicarlo a tutti senza distinzione. Se crediamo in lui non saremo delusi. Quante delusioni nella vita di chi confida solo nel denaro, nel possesso! E’ facile rimanere prigionieri di questo modo di pensare, una vera tentazione. Certo, purtroppo proprio per l’ingiustizia del mondo a molti manca persino il necessario per vivere. Quante famiglie soffrono di questo. Quanti anziani riescono a stento ad affrontare le necessità quotidiane.
Sorelle e fratelli, proprio quanto abbiamo detto all’inizio di questa celebrazione ci fa riscoprire il bisogno che ci siano donne e uomini che si mettono al servizio, che accettino di condividere la loro vita con gli altri. Le nostre comunità devono crescere in questa sensibilità. Una fede che non fa crescere la carità, la condivisione, lo spirito di servizio, si inaridisce. Oggi l’inizio del cammino di Cristiano verso il diaconato ci aiuti a riscoprire in tutti il desiderio e l’urgenza del servizio agli altri, della cura di cui tanti hanno bisogno, della forza di un popolo che vive la gioia e la bellezza di essere insieme, al servizio gli uni degli altri. La Parola di Dio, che sarai chiamato a conoscere, a vivere e a comunicare, assieme all’Eucarestia, di cui all’altare diviene servo, siano la tua forza e l’abito con cui ti rivesti ogni giorno. Sarà l’abito più bello con cui ti presenterai agli altri.
+ Ambrogio Vescovo
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Di seguito si possono consultare gli interventi e delle omelie del Vescovo Ambrogio:
