
«Non limitatevi alla commemorazione, ma studiate ancor di più per fare luce su quegli aspetti della Shoah ancora da approfondire. Questo vi aiuterà a rendervi conto che l’orrore può annidarsi dappertutto e a costruire un futuro davvero migliore». E’ l’accorato appello che l’ingegner Nando Tagliacozzo, ebreo romano, ha rivolto alla platea di quasi 500 studenti di scuole superiori riuniti al teatro Nestor di Frosinone nella mattinata di martedì 11 febbraio per l’evento “Memoria, memorie”, organizzato dall’Ufficio Scuola della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Un appuntamento che ha voluto offrire ai giovani studenti, accompagnati da diversi insegnanti, un momento di confronto e riflessione sul tema della memoria, con particolare riferimento all’Olocausto ebraico, senza dimenticare il dramma delle foibe. La toccante testimonianza di Tagliacozzo, oggi settantacinquenne, su quanto vissuto dalla sua famiglia negli anni della deportazione di migliaia di ebrei della capitale è stata il cuore della manifestazione, che ha dato del resto ampio spazio al protagonismo degli studenti, che hanno presentato apprezzati contributi didattici sul tema dell’incontro. Tagliacozzo, dunque, ha ricordato la tragica mattina del 16 ottobre 1943, quando all’età di appena cinque anni scampò per buona sorte al rastrellamento dei tedeschi che sottrasse invece al suo affetto la nonna ottantenne, uno zio di 43 anni e la sorellina Ada, 8 anni. Deportati ad Auschwitz, non li avrebbe più rivisti. Il resto della famiglia trovò rifugio in un convento delle suore del Preziosissimo Sangue. L’anno seguente anche il padre veniva arrestato dai fascisti in seguito alla denuncia di un amico. Deportato anche lui ad Auschwitz, vi troverà la morte insieme ad altri duemila ebrei romani. Con il suo intenso racconto Tagliacozzo ha fatto rivivere all’attento pubblico di giovani almeno qualcosa di quegli anni terribili, tra la tragedia familiare, resa ancora più amara dal non aver mai avuto una tomba su cui piangere i propri cari, e la graduale presa di coscienza del pericolo incombente sull’intera Europa. Nel racconto più volte c’è stato spazio per riflettere sulle complicità e le responsabilità di tanti che anche in Italia resero possibile l’orrore. Soprattutto Tagliacozzo ha chiesto ai ragazzi di «piantare alberi, come quelli che sessant’anni fa qualcuno ha piantato in una regione dell’Africa dove ho fatto un viaggio di recente. E voi siete disposti a costruire il futuro di questo nostro Paese, perché chi verrà dopo possa ammirare quanto da voi seminato?».
Come detto, la mattinata, presentata dal professor Gianni Guglielmi, è stata arricchita da validi contributi degli studenti, che hanno presentato lavori didattici e brani musicali (anche canti della tradizione ebraica) preparati in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio e per il Giorno del ricordo del 10 febbraio. Le scuole di Frosinone presenti erano il Liceo classico “Turriziani”, il Liceo scientifico “Severi”, il Liceo socio-psico-pedagogico “Maccari”, l’Itis “Volta”, l’Itc “Da Vinci-Brunelleschi” e l’Itas. C’erano inoltre il Liceo scientifico e linguistico di Ceccano e il Liceo classico di Ferentino.
Qui una Fotogallery incontro al Nestor
