
“L’angelo disse ai pastori: Pace in terra agli uomini amati dal Signore. Non temete, ecco io vi annunzio una grande gioia: oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore che è il Messia, Signore” (Luca 2, 10-11)
Un Salvatore che è il Messia, Signore!
Shalom, Pace, è il nome santo di Dio e significa abbondanza, pienezza, totalità cioè Dio stesso. Ebbene proprio Lui si erge a difesa del piccolo e del povero e si costituisce parte civile contro ogni ingiustizia.
Il mio cuore di pastore, padre e fratello, concentra l’attenzione e la partecipazione in modo particolare sulla sofferenza degli operai delle fabbriche in crisi che, non soltanto sono posti in cassa integrazione, ma da mesi non ricevono lo stipendio per il lavoro svolto.
Come la famiglia di Bethlem, le famiglie di questi miei fratelli soffrono non solo la solitudine e la penuria di mezzi ma anche l’indifferenza di una provincia che pensa soprattutto a far festa, allo shopping, al consumo.
Proprio da queste righe voglio lanciare un grido di richiesta d’attenzione perché non è lecito, nella maniera più assoluta, permettere una sofferenza così grande.
La Chiesa, il vescovo, i cristiani si interessano di questi problemi perché Il Signore Gesù e la Dottrina Sociale della Chiesa spingono noi cristiani a chiedere a tutti: alla Proprietà, alle Amministrazioni Pubbliche ed al Governo che si realizzi il Bene Comune e la dignità della Persona Umana.
Sono amareggiato e deluso per il nulla di fatto di questi mesi, costringendo a manifestazioni che rasentano la disperazione… tuttavia sono ricco di Speranza e perciò sono ancora convinto che al di là delle estrazioni socio-politiche o religiose, che si possano incontrare, prioritario è l’Uomo, la sua Famiglia e la dignità del suo lavoro. Sono anche convinto che ci siano ancora nella nostra società uomini veri e di buona volontà.
A loro mi rivolgo appassionatamente, con tanta umiltà ma con altrettanta insistenza: a nome di Gesù Cristo e delle tante famiglie degli Operai della CST Net ( ex Alcatel), della Olivieri di Ceprano, della Klopman, della VideoCon e della Terme di Fiuggi (per le quali anche il Vescovo Lorenzo di Anagni ha fatto sentire la sua autorevole voce) tutte da troppo tempo nella sofferenza, vi supplico, amati fratelli, di volervi adoperare per sbloccare la tremenda situazione e salvare l’Uomo, la sua dignità, la sua famiglia e la produttività stessa del nostro Paese.
Unitamente a queste famiglie, non posso dimenticare tutte le situazioni di disoccupazione, sottoccupazione, lavoro nero che tormentano le famiglie dei poveri che, per altro, aumentano sempre più vistosamente.
Comprendo bene che lamentarsi ed esprimere sentimenti, come quelli esposti sopra, certamente non restituisce lavoro e dignità, rischiando di rimanere soltanto parole.
È indispensabile invece che tutti noi che ci definiamo cristiani, ci impegniamo per qualcosa di serio e immediatamente fattivo che potrebbe già consentire di alleggerire la pressione sociale: avviare prioritariamente una conversione autentica alla sobrietà e al cambiamento del tenore di vita.
In vista di tempi futuri assai problematici, è indispensabile che ciascuno abbia il coraggio di ridimensionare le proprie scelte di vita.
Mi rivolgo in modo particolare a voi bambini e ragazzi che affascinati dal luccichio della televisione, siete trascinati a colmare la vostra gioia e la vostra serenità con gli acquisti di piccoli oggetti costosi, effimeri ed inutili.
Mi rivolgo ai giovani che spendono ingenti somme per avere il fascino di un’auto nuova, o di una moto, o almeno di qualcosa che riesca a placare il confronto e la competizione con gli altri (per non parlare delle spese pazze, assurde e distruttive per alcool e stupefacenti).
Le famiglie cristiane devono puntare piuttosto alla utilità che all’esibizione vana, inutile e troppo dispendiosa.
Chiedo agli imprenditori, ai gestori del potere economico, di stornare dall’evidente guadagno e profitto quelle somme che potrebbero diventare il fiore all’occhiello della loro istituzione stessa, creando posti di lavoro, sostegni di microcredito, opere sociali cooperativistiche: a loro l’esperienza e la modalità certo non mancano.
Un impegno globale di tutti cambia il volto di una Provincia già troppo penalizzata e punita per l’assenza di servizi pubblici efficienti, grandi opere, viabilità, infrastrutture e quant’altro potrebbe contribuire al rigoglio di un popolo, quello ciociaro, onesto, lavoratore e fin troppo remissivo.
“Giunsero a Gerusalemme dall’oriente dei Magi che domandavano dove fosse nato il Re di Israele” ( Matteo 2, 1-2)
I Magi vennero dall’Oriente: la tradizione da duemila anni li attribuisce all’Africa, alla lontana India, all’estremo Oriente dal popolo dei Persiani. Mi fa molta impressione che attorno alla culla del Bambino Gesù, il popolo che “attendeva e camminava nella notte” pur avendo visto una grande Luce non l’accolse mentre da lontano, popoli nobili e ricercatori della Verità si sono stretti attorno alla culla di Bethlem…
Abbiamo la fortuna di avere anche noi “i Magi” dall’Oriente: nomadi e immigrati da ogni parte del mondo, con religioni e culture certamente diverse ma potenzialità da condividere e non rifiutare…e tuttavia, notizie inquietanti di violenza, rifiuto, espulsione, venti di fuoco, vengono da ogni parte della nostra amata Italia che non ha di per sé queste radici violente ma, al contrario, affonda le proprie in quelle cristiane di accoglienza, condivisione, pace ed integrazione.
Da noi, in Provincia, forse non ci sono violenze così acute e tuttavia serpeggia il rifiuto, il disprezzo, lo sfruttamento, l’emarginazione, il giudizio pesante ed ingiusto, non fosse altro con i vicini di casa del medesimo paese.
“Giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in face e lo depose in una mangiatoia” (Luca 2,6-7).
La Vergine Maria accolse il piccolo Gesù…mi piace pensare che ancora una volta Maria accoglie tutti i cinque miliardi di uomini e donne che vengono concepiti sotto il cuore della madre e chiede a ciascuno di noi un’accoglienza reciproca, gli uni con gli altri, generosa e fattiva come la sua.
Maria avvolse il Bimbo in fasce e lo depose al caldo della mangiatoia…una povera cosa, forse, ma era tutto quello che Giuseppe e Lei avevano a disposizione. E se ci provassimo anche noi?
+ Salvatore Boccaccio
Vescovo di Frosinone—Veroli—Ferentino
