Mercoledì scorso pellegrinaggio diocesano sulle orme di S. Paolo

In Duemila hanno accolto l’invito del Vescovo, S. E. Ambrogio Spreafico, a suggellare con un pellegrinaggio diocesano il cammino intrapreso in questo anno paolino: in mattinata, visita alla Basilica di S. Paolo fuori le mura e, nel pomeriggio, al Santuario del DIvino Amore.


Si è trattato, in prevalenza, di gruppi parrocchiali, ma anche di associazioni e movimenti, assieme a diverse classi di scuole paritarie (come la primaria “Santa Giovanna Antida” di Ceccano) ma anche statali (ad esempio, i duecento ragazzi del Liceo Scientifico “Severi” di Frosinone e quelli del Liceo scientifico “Sulpicio” di Veroli).

Sin dal giugno scorso, infatti, la Diocesi ciociara ha avuto modo di soffermarsi sulla storia, la figura e il carisma dell’Apostolo delle genti: basti pensare, ad esempio, al ciclo di catechesi per i giovani tenute dal Vescovo nella chiesa di S. Paolo, in Frosinone (l’ultima, è in programma il 15 maggio); o alle meditazioni proposte in occasione dei vari incontri del clero o di formazione per gli operatori pastorali.

La giornata di mercoledì è stata scandita da due momenti: il primo, nella mattinata, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura e, dal primo pomeriggio, al Santuario del Divino Amore.

Subito dopo l’arrivo e l’accoglienza nella Basilica, Mons. Spreafico ha rivolto un breve saluto al nutrito gruppo di pellegrini «segno di unità» della nostra Chiesa locale, rappresentanti della «nostra Diocesi, ma anche di tutti coloro che oggi, per vari motivi, non sono potuti essere quì». Poi, Maria Rosaria Gigliello, animatore pastorale – guida dell’Opera Romana Pellegrinaggi, ha illustrato ai presenti la storia e le caratteristiche della Basilica.

È seguita la Liturgia Eucaristica – animata dal coro diocesano – presieduta da mons. Ambrogio Spreafico e concelebrata da una cinquantina di sacerdoti diocesani che hanno accompagnato i propri fedeli. Nell’omelia, il vescovo ha espresso alcune considerazioni sulla figura del pellegrino e sul cammino diocesano portato avanti in questo anno paolino. Poi, ha sottolineato due caratteristiche della figura dell’apostolo delle genti: il primo aspetto, è la chiamata – conversione, che a Paolo «cambia la vita, il suo cuore, perché risponde alla chiamata di Gesù e lo ascolta»; e l’invito è per ciascuno di noi, perché se «non si ascolta il Signore, si finisce con l’ascoltare sempre e comunque noi stessi» e, allora anche le cose belle si inaridiscono, nascono le contrapposizioni. Il secondo aspetto, invece è il cambiamento di Paolo in uomo nuovo: al contrario del nostro pensare che «tanto non si può cambiare», il cristiano può ed è chiamato a migliorare ogni giorno. E il segreto della vita di Paolo è proprio il suo ascoltare e accettare l’aiuto di Anania: è così che inizia a cambiare. Ma Paolo è anche un uomo che ha creduto che le sue comunità potessero essere unite, in comunione, anche nella diversità dei componenti.

Dopo il trasferimento in pullman alla volta del Santuario del Divino Amore, alle ore 14.30 ci si è ritrovati nella chiesa nuova dove il Rettore, Mons. Silla, ha voluto rivolgere un saluto ai fedeli e accennato sia alla storia del Santuario che illustrato le caratteristiche della nuova struttura. Il pellegrinaggio è volto, dunque, alla conclusione con i Vespri, la recita della preghiera dedicata all’Apostolo delle genti e un festoso saluto tra i partecipanti.


Dopo questo pellegrinaggio, la Diocesi concluderà l’Anno Paolino con un altro importante momento: una mostra interamente dedicata a Paolo di Tarso che sarà allestita presso la Villa Comunale di Frosinone nel mese giugno.

Segue breve fotogallery

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