Mercoledì delle Ceneri, 9 Marzo 2011

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Il giorno delle Ceneri segna la fine del carnevale e l’inizio alla Quaresima, ma cosa significa ricevere le Ceneri?
Ricevere le ceneri sul capo, equivale a riconoscere il male che è in noi, ad esprimere dispiacere, a manifestare il pentimento. Ed è infatti l’atteggiamento “penitenziale” che deve contraddistinguere il cammino cristiano verso la Pasqua. Questo non vuol dire adempiere solo ad una pratica devozionistica. Il cristiano percorre concretamente l’itinerario quaresimale lasciandosi guidare continuamente dalla parola di Dio, facendo sue le pratiche che lo caratterizzano (digiuno, elemosina, preghiera) e che vanno reinterpretate secondo le parole di Paolo VI nella pasqua del 1967: "Ciascuno esamini la sua coscienza, che ha una voce nuova per la nostra epoca" (Populorum progressio, 47).
Il digiuno ha certamente una dimensione fisica; oltre l’astinenza dal cibo, può comprendere altre forme, come la privazione dal fumo, di alcuni divertimenti …Tutto questo però non è ancora la realtà del digiuno.

E’ solo il segno esterno di una realtà interiore; è un rito che deve rivelare un contenuto salvifico; è il sacramento del santo digiuno. Il digiuno rituale della quaresima:

  • è  segno del nostro vivere della parola di Dio. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della parola di Dio.”Tu non ci nutri soltanto di cibo terreno”, canta la liturgia ambrosiana, ”ma di ogni tua santa parola”, sull’esempio di Cristo il quale “più che il nutrimento, bramò la santità dei cuori; suo cibo è la liberazione dei popoli, suo cibo è fare la volontà del Padre”;
  • è  segno della nostra volontà di espiazione: “Non digiuniamo per la pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, perché stiamo per accedere ai misteri.” (san Giovanni Crisostomo);
  • è segno della nostra astinenza dal peccato:” Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l’astinenza dalle iniquità. e dai piaceri illeciti del mondo; questo è il digiuno perfetto …… E’ dunque, quando in questo mondo viviamo rettamente, quando ci asteniamo dalle iniquità e dai piaceri illeciti che osserviamo in certo modo i quaranta giorni del digiuno”. (sant’Agostino).


 

L’elemosina è frutto del digiuno e delle privazioni ad esso connesse. Non è però soltanto un ripiego che cerca di far sopravvivere situazioni di ingiustizia. Oggi probabilmente l’elemosina cristiana si associa all’impegno per la giustizia e la ristrutturazione dei sistemi sociali. L’elemosina così intesa inserisce il cristiano nello sforzo che si va facendo per un nuovo ordine sociale.

Anche la preghiera trae origine da quel digiuno che fa vivere l’uomo della parola di Dio. Essa infatti può nascere solo dall’assiduo ascolto della parola di Dio, fatta soprattutto in comune. Nel Tempo di quaresima il singolo, le famiglie, le comunità cristiane si raccolgono più frequentemente attorno alla Scrittura, trovano nuovi spazi di ascolto (perché non far tacere anche la televisione qualche sera?), rispondono al Dio dell’alleanza con il loro <<Amen>> corale.


Significato dei quaranta giorni della Quaresima
Nella determinazione della durata della quaresima ebbe grande peso il numero quaranta che ricorre nell’Antico Testamento molte volte.
Le risonanze principali che hanno a che fare con la quaresima sono:
– i quaranta giorni del diluvio universale (Genesi 7,4.12.17;8,6)
– i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai (Esodo 24,18; Deut 9,9.11.18.25;10,10)    
– i quaranta giorni che impiegarono gli esploratori ebrei per esplorare la terra in cui sarebbero        entrati (Numeri 13,25)
– i quaranta giorni camminati dal profeta Elia per giungere al monte Oreb (1Re 19,8)
– i quaranta giorni di tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a Ninive prima di distruggerla (Giona 3,4)
Nel Nuovo Testamento ci sono alcuni passi chiave nei quali si parla di quaranta giorni:
– i quaranta giorni che Gesù passò nel deserto (Matteo 4,2; Marco 1,13; Luca 4,2)
– i quaranta giorni in cui Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione e l’Ascensione (Atti 1,3)
Un altro riferimento significativo sono i quaranta anni trascorsi da Israele nel deserto (Deuteronomio 2,7): è il tempo della prova a cui YHWH sottopone il popolo d’Israele, tempo di purificazione, tempo in cui rinasce una nuova generazione fedele a Dio.
Il carattere originario della quaresima fu riposto nelle penitenza di tutta la comunità cristiana e dei singoli, protratta per quaranta giorni

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