
Accompagnato da don Giorgio, S.E. Mons. Spreafico ha passato due giorni ospite della Chiesa ortodossa d’Africa, partecipando alla celebrazione del giovedì santo “In coena Domini” e visitando presso il palazzo patriarcale, la ricca biblioteca che contiene ben 500 codici molto antichi tra cui alcuni rari e preziosissimi vangeli di San Marco.
La visita è stata organizzata su desiderio del Patriarca, a seguito della preghiera ecumenica che si era svolta nella chiesa di S. Paolo a Frosinone nel mese di gennaio, durante la settimana di preghiera par l’unità dei cristiani, a cui su invito del nostro vescovo, aveva preso parte Sua Eccellenza Genadios, segretario del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Africa.
Il patriarcato di Alessandria, è una delle sedi più antiche della cristianità. La tradizione attribuisce infatti all’evangelista Marco la conversione dei primi cristiani in Egitto. Ad Alessandria aveva sede la famosa scuola teologica fondata da Clemente Alessandrino attorno al 190 D.C. e che successivamente fu affidata ad un appena diciottenne Origene, destinato a diventare il più grande teologo della chiesa greca. Dopo Roma e Costantinopoli (la attuale Istanbul), Alessandria è tradizionalmente sede del terzo patriarcato della cristianità e il suo patriarca, che dal III secolo ha il titolo di papa e patriarca di tutta l’Africa, ha la facoltà di portare la tiara, copricapo liturgico, simbolo della regalità di Cristo, portata anche dal papa di Roma.
Attualmente Nel clima di cortesia e amicizia in cui si è svolta la visita si è discusso su come
Al termine della visita Mons. Spreafico ha donato a Sua Beatitudine Theodoros una originale immagine delle mirofore, le tre Marie che si recano al sepolcro di Cristo, riproduzione dell’antico affresco conservato nella basilica di Santa Maria Salome di Veroli, patrona della nostra diocesi. Unitamente a questo gesto fraterno, il nostro vescovo ha rivolto al Patriarca l’invito a recarsi il prossimo anno per una visita presso le spoglie della Santa. A questo gesto Sua Beatitudine ha risposto con il dono di una icona dell’arcangelo Gabriele e una pregevole croce pettorale.
