La celebrazione

Il Vescovo alla Giornata del malato: «Il Signore è accanto alla nostra sofferenza»

Una bella e sentita partecipazione per la XXXIV Giornata del malato, tenutasi a livello interdiocesano e organizzata dagli uffici della Pastorale della salute delle due diocesi, presso la parrocchia Santa Maria della Mercede, in località La Fiura ad Alatri, sabato 14 febbraio.
Presieduta dall’arcivescovo Santo Marcianò e concelebrata dai  direttori degli uffici di Pastorale della salute delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone, don Alexandre Tannaus e don Giuseppe Vitelli, dagli assistenti delle Unitalsi delle due diocesi, don Pietro Bonome e don Francesco Frusone, da diversi sacerdoti delle due Chiese, con una celebrazione arricchita dalla presenza dei volontari che quotidianamente si occupano di disabilità nel territorio delle due diocesi: le Unitalsi diocesane, la Siloe e l’associazione Peter Pan. Presente anche l’Arvas (Associazione Regionale Volontari Assistenza Ospedaliera) che ogni giorno fa assistenza ospedaliera in ospedale. Presente anche sindaco di Alatri, Maurizio Cianfrocca.

«Che bello essere qui con voi, oggi, nella trentaquattresima Giornata del Malato – ha esordito il vescovo Santo nell’omelia –    Voi malati non siete soggetti passivi, ma siete soggetti attivi, siete i protagonisti di questa Giornata.  Spesso ci chiediamo: che cosa posso fare io? Tutti noi abbiamo un talento, dei talenti. Gesù si è caricato della nostra sofferenza e delle nostre fatiche, andando sulla Croce.  Il Cristianesimo è  prossimità, è farsi prossimo, è amore e compassione ed è  donazione di sé stessi.  La preghiera si lega con la speranza e attraverso la sofferenza viviamo la Pasqua del Signore, dobbiamo vivere la dimensione dell’amore del Signore, dobbiamo vivere nella sua dimensione. Papa Leone ci parla anche dell’importanza della cura. Attenzione: non è che il Signore non soffre con noi, il Signore vive accanto a noi, alla nostra sofferenza, una sofferenza che non è solo fisica ma è anche psichica. E la sofferenza psichica distrugge tutto. L’evangelista Luca, nel Vangelo, ci parla del Samaritano a cui fascia le ferite con la cura, ma ci parla anche di chi scende e chi sale perché la vita è un po’ come una salita e una discesa di chi si è fatto prossimo al Samaritano, chiediamo al Signore di aiutarci», ha concluso il presule.

Particolarmente importante il momento dell’unzione degli infermi, che l’arcivescovo ha voluto sottolineare come un atto di cura integrale della Chiesa verso chi soffre, che trasforma la malattia in un momento di unione con Cristo.
Ricordiamo che la Giornata del malato coincide con la festa della Madonna di Lourdes perché Lourdes è il simbolo della sofferenza, della malattia e della guarigione da essa attraverso la fede, come certificato dalla guarigione di Antonietta Raco, una donna italiana, guarita in modo inspiegabile dalla Sclerosi Laterale Primaria nel 2009 durante un pellegrinaggio con l’Unitalsi. Riconosciuta come il 72° miracolo di Lourdes, la sua guarigione ha comportato la scomparsa immediata dei sintomi dopo un bagno nelle piscine.

La celebrazione interdiocesana si è conclusa con la fiaccolata in chiesa aux flambeaux e il canto dell’Ave Maria di Lourdes, in onore della Vergine Maria.

di Francesco Santoro

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