Il Postulatore della Causa di Giovanni Paolo II ha incontrato il clero – Mons. Slawomir Oder relatore all’incontro di giovedì scorso

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È stato Mons. Slawomir Oder, Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Giovanni Paolo II – proclamato Beato lo scorso 1 maggio da Papa Benedetto XVI – il relatore del recente incontro del clero della nostra Diocesi tenutosi nella sala Mons. Marafini dell’Episcopio, a Frosinone. Nato a Chelmza (Polonia) il 7 agosto 1960, Mons. Oder viene ordinato sacerdote il 14 maggio 1989 per la Diocesi di Toruń (Polonia). E’ Vicario Giudiziale del Tribunale di Appello del Vicariato di Roma dal settembre 2001, in passato ha seguito come Postulatore anche il processo del Beato Stefan Frelichowski, Sacerdote martire.Alla preparazione del processo per il Pontefice polacco, invece, Mons. Oder vi ha dedicato quasi sei anni, documentandone la fama di santità, ma anche le virtù eroiche ed il miracolo necessario per completare la causa stessa.

Davvero numerosi i sacerdoti e i religiosi che, attenti, hanno voluto prendere parte all’incontro, giovedì mattina, per ascoltare i racconti, le riflessioni e gli aneddoti del Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Giovanni Paolo, un Pontefice con il quale la nostra terra ha avuto da sempre un forte legame, rafforzato dalla storica visita del settembre 2001 nel quartiere Cavoni, a Frosinone, come ha ricordato anche il vescovo, S.E.Mons.Ambrogio Spreafico. Nel suo intervento, il sacerdote polacco ha messo in risalto, in particolare, i tre pilastri che hanno caratterizzato la spiritualità di Giovanni Paolo II, vale a dire a) la presenza di Cristo nell’Eucarestia, b) il grande affidamento di Wojtyla alla Vergine Maria, c) la forte fede nello slawomir-2Spirito Santo. E’ dallo Spirito Santo che deriva quella dimensione della speranza del “Papa venuto da molto lontano”: proprio la speranza, infatti, era – come ha sottolineato Mons. Oder – il suo orizzonte ultimo, che passava per la concretezza della storia. Ma, al di là degli aneddoti, come ha vissuto Papa Wojtyla? Se, da un lato, è stato un uomo libero (tanto dalle regole istituzionali quanto dal denaro, per esempio) ma, d’altro canto, nella sua vita si è sempre considerato come un debitore e come un sopravvissuto, sia nei confronti degli uomini che di Dio. Questo debito è stato pagato nella sofferenza dopo l’attentato e negli ultimi anni della sua vita, avvicinandosi così sempre più alla Croce.

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