IL NUOVO ANNO LITURGICO: significato ed indicazioni pastorali

«Nel corso dell'anno la Chiesa ricorda tutto il mistero di Cristo, dall'Incarnazione al giorno della Pentecoste e all'attesa del ritorno del Signore» (NG 17; cf. SC 102).


La liturgia della Chiesa é la celebrazione del mistero di Cristo, centro della storia della salvezza. Tutte le azioni liturgiche, con il loro coronamento nell'Eucaristia, sono celebrazioni e proiezioni di questo mistero, attualizzazioni e comunicazioni della pienezza del sacramento della salvezza, che é Cristo Gesù.


Tuttavia, appartiene a quella espressione della liturgia che é l'anni circulus, il ciclo liturgico annuale, il compito di presentare nella sua più compiuta esattezza tutto l'arco del mistero e dei misteri di Cristo nella Chiesa.


Così il Popolo di Dio, anno dopo anno, ha la possibilità di immergersi nel mistero e di riviverlo, facendo di esso il cammino del proprio mistero di salvezza.

In altre parole, l'anno liturgico significa la somma di tutte le celebrazioni liturgiche che hanno trovato un posto fisso nel ciclo annuale. Esso esprime bene quello che é la spiritualità ecclesiale della Sposa di Cristo che vive con il suo Signore i misteri della sua vita, morte e risurrezione, perché dove una liturgia è celebrata, Gesù Cristo come sommo sacerdote della Nuova Alleanza, si unisce all'assemblea celebrante in una comunione di azione che ha per scopo la salvezza dei credenti e la glorificazione del Padre celeste (cf. SC 7).


Si deve ricordare che all'interno dell'anno liturgico, e di conseguenza all'interno dei singoli tempi liturgici (Avvento – Natale – Quaresima – Pasqua – Tempo Ordinario), ci sono anche numerose solennità e feste dedicate sia al mistero della redenzione che ai Santi. Sono sempre attuali, e non solo belle, le parole del papa Pio XII: "L'anno liturgico… non è una fredda e inerte rappresentazione di fatti che appartengono al passato, o una semplice e nuda rievocazione di realtà d'altri tempi. Esso è, piuttosto, Cristo stesso che vive sempre nella sua Chiesa e che prosegue il cammino di immensa misericordia… allo scopo di mettere le anime umane al contatto dei suoi misteri, e farle vivere per essi; misteri che sono perennemente presenti ed operanti, non nel modo incerto e nebuloso del quale parlano alcuni recenti scrittori, ma perché, come ci insegna la dottrina cattolica e secondo la sentenza dei Dottori della Chiesa, sono esempi illustri di perfezione cristiana, e fonte di grazia divina per i meriti e 1'intercessione del Redentore; e perché perdurano in noi col loro effetto, essendo ognuno di essi, nel modo consentaneo alla propria indole, la causa della nostra salvezza" (Enciclica Mediator Dei, n. 140)


Si può, dunque, parlare di una presenza di Cristo e dei suoi misteri nei tempi liturgici, nelle feste e nel corso dell'anno, come ce lo conferma il Vaticano II in SC 102. Si tratta di una presenza nelle azioni liturgiche che la Chiesa compie in giorni determinati nel corso dell'anno per attualizzare l'opera della nostra salvezza. In definitiva, la presenza di Cristo nei tempi della celebrazione si produce e si esprime nell'assemblea riunita per la festa, nella proclamazione della Parola, negli atti sacramentali e soprattutto nell'Eucaristia. Per mezzo di queste celebrazioni Cristo si rende presente alla sua Chiesa e santifica i giorni, le settimane e gli anni.

Ma questi giorni determinati, tra i quali primeggia chiaramente la domenica, sono pure un ambito della presenza del Signore del tempo e della storia. I cristiani che celebrano la domenica e le feste, i tempi e l'anno liturgico, sono coscienti che è la totalità del tempo festivo che è inondato dalla presenza di Cristo e non soltanto il momento della celebrazione. Perciò essi "santificano" il tempo anche quando mettono in relazione al Signore ogni attività umana, familiare, culturale, sportiva, ecc., e, com'è logico, ogni attività evangelizzatrice, caritativa, spirituale e pastorale a cui si dedicano nei "giorni del Signore".


L'anno liturgico, contemplato come epifania di Cristo nel tempo in funzione del processo della nostra identificazione con lui per mezzo dei sacramenti, è celebrazione e attualizzazione mediante il sacro ricordo di quanto è successo in Cristo e per Cristo per la nostra salvezza. Questo non suppone soltanto la rievocazione per mezzo della proclamazione della Parola divina nelle letture e nei salmi, ma anche la preghiera della Chiesa e l'azione rituale nella quale si compie quanto è stato annunziato. Qui il sacro ricordo che la Chiesa fa di Cristo e della sua opera salvifica coincide con la anamnesi-epiclesi eucaristica, cioè con la celebrazione dell'Eucaristia, memoriale consegnato da Cristo alla sua Sposa (cf. 1Cor 11, 24-26).


Il nuovo anno che inizia con la Prima domenica d'Avvento (28 novembre 2004), rimane sotto l'impronta dell'anno eucaristico proclamato da Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica "Mane nobiscum Domine" (7 ottobre 2004). A noi il compito di riscoprire l'importanza dell'Eucaristia all'interno del nostro cammino cristiano. L'Eucaristia è come il centro del giorno e dell'anno liturgico, come il nucleo che sintetizza tutto il mistero di salvezza che si svolge nei diversi tempi della celebrazione. Se ogni segno sacramentale e ogni realtà ecclesiale ha la sua radice e la sua sorgente nel mistero eucaristico e verso esso si orienta, altrettanto può dirsi dei tempi liturgici: si svolgono tutti attorno alla celebrazione eucaristica.

Per cui, al centro di ogni festa dell'anno liturgico e di ogni domenica ci deve essere sempre l'Eucaristia (a cui si deve partecipare in modo pieno, cosciente e attivo), senza la quale la memoria efficace che compie la Chiesa dell'opera di Cristo resterebbe una semplice rievocazione soggettiva. Per questo non c'è domenica, né festa, né solennità alcuna senza Eucaristia.


Il nuovo anno liturgico prenderà in esame, durante la liturgia festiva della Parola, soprattutto il Vangelo di Matteo e così, attraverso una giusta, preparata e matura spiegazione, ci insegnerà soprattutto che cosa vuol dire il vero discepolato.


Si deve inoltre ricordare che l'anno liturgico fa pure da "quadro" alle attività pastorali della comunità cristiana.

Da qui allora qualche suggerimento per le nostre parrocchie:

–      la "Lectio Divina" sul Vangelo di Matteo

–     la catechesi sull'Eucaristia, basandosi soprattutto sui due documenti papali: Enciclica "Ecclesia de Eucharistia" (17 aprile 2003) e Lettera Apostolica "Mane Nobiscum Domine" (7 ottobre 2004)

–     gli incontri di studio per analizzare a fondo il nuovo "Ordinamento Generale del Messale Romano" (25 gennaio 2004)

–    ripristinare o ravvivare l'adorazione comunitaria (mensile o settimanale) del SS. Sacramento.

  A cura dell'ufficio liturgico diocesano 

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