
DA FROSINONE – Prosegue il silenzioso lavoro della fondazione interdiocesana antiusura Goel che coinvolge le quattro diocesi della provincia di Frosinone. Era il 5 febbraio 2007 quando, presso l’Episcopio di Frosinone, veniva costituita la fondazione, promossa dagli allora pastori delle diocesi frusinati: Salvatore Boccaccio (Frosinone- Veroli-Ferentino), Lorenzo Loppa (Anagni-Alatri), Bernardo D’Onorio (Montecassino) e Luca Brandolini (Sora-Aquino-Pontecorvo). La fondazione ha sede legale presso l’Episcopio di Frosinone e il comitato di indirizzo è costituito dai direttori delle quattro Caritas diocesane tra i quali, a turno, viene nominato il presidente: l’attuale è Marco Toti, co-direttore della Caritas di Frosinone-Veroli-Ferentino.
Quello dell’usura nella provincia di Frosinone è una piaga silenziosa che colpisce i singoli e le loro famiglie: per questo il lavoro della fondazione, che parte il più delle volte dalla segnalazione dei parroci, vuole gradualmente incidere nella dimensione culturale della prevenzione per sradicare i presupposti che portano all’illegalità.
Si parte dall’ascolto di chi versa in condizioni di indebitamento ed è a rischio di usura, approfondendo le prospettive di soluzione, valutazione, discernimento e accompagnamento.
Nella fase istruttoria si chiede la collaborazione delle parrocchie per valutare le reali condizioni della persona e se il parere è positivo, l’equipe diocesana invia la richiesta al consiglio di amministrazione che cura la valutazione tecnica del caso. Al parere positivo del Consiglio si invia la richiesta di finanziamento alla banca.
Contestualmente alla costituzione della Fondazione, infatti, è stato creato un fondo di garanzia presso alcune banche locali con cui sono state sottoscritte delle convenzioni.
I prossimi passi saranno l’iscrizione della fondazione alla sezione interregionale dell’albo istituito presso il ministero dell’Economia e la promozione di un progetto per sensibilizzare gli studenti delle scuole secondarie a stili di vita ispirati all’uso responsabile del denaro, diffondendo la cultura della legalità e la conoscenza delle leggi antiusura e antiracket.
Roberta Ceccarelli
© www.avvenire.it – 25 agosto 2010
