
Le reliquie dei Patroni Ormisda e Silverio in pellegrinaggio nelle parrocchie della città.
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Proseguono le celebrazioni in questo anno dedicato al 1500° anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Sant’Ormisda, Papa e santo frusinate, che è anche il patrono del capoluogo assieme a San Silverio: da domenica prossima, si svolgerà una peregrinatio delle reliquie nelle comunità parrocchiali della città di Frosinone.
Lo scorso anno, proprio a ricordo della celebrazione del giubileo ormisdiano, è stato realizzato un reliquiario che potesse custodire le reliquie dei Santi Patroni del capoluogo. L’opera è stata realizzata – anche grazie al sostegno economico della Banca Popolare del Cassinate – dal prof. Mauro Palatucci, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone e riproduce la “Torre della Pace” (contenente la formula ormisdiana) già ideata in precedenza dalla stessa Accademia.
La peregrinatio si svolgerà a partire dalla prossima domenica secondo il calendario che segue, con vari appuntamenti ed iniziative stabilite di volta in volta dalle singole parrocchie del capoluogo:
Domeniche 8–15 marzo: Sacra Famiglia
Domeniche 22–29 marzo: Santa Maria Goretti
Domenica 12 aprile: Sacro Cuore di Gesù
Domenica 19 aprile: San Paolo apostolo
Domenica 26 aprile: Madonna della Neve
Domeniche 3–10 maggio: Sant’Antonio da Padova
Domenica 17 maggio: San Gerardo.
Anche i prossimi mesi saranno un’occasione speciale per poter riscoprire ed enfatizzare la figura di questo Papa, figlio della nostra terra, con momenti di riflessione e studio, anche mediante la presentazione e la pubblicazione di alcune lettere.
Per i collezionisti e gli appassionati della filatelia, ma anche per tutti coloro che lo desiderano, ricordiamo che è possibile acquistare la cartolina, il francobollo e l’annullo postale realizzati da Poste Italiane a ricordo delle celebrazioni. Il ricavato della vendita dei vari prodotti filatelici sarà utilizzato per i restauri nella Chiesa Cattedrale ma anche a sostegno della mensa dei poveri aperta a Frosinone all’interno dei locali messi a disposizione dalla ASL presso l’ex Ospedale Civile di viale Mazzini (per informazioni sui prodotti filatelici rivolgersi alla Curia vescovile in via dei Monti Lepini n.73 a Frosinone, o telefonare allo 0775.290973 oppure scrivere una email all’indirizzo di posta elettronica curia@diocesifrosinone.com) – Tratto da Avvenire Lazio 7 di domenica 1 Marzo 2015 qui –
S. Ormisda, Papa e Patrono di Frosinone
Celebriamo quest’anno il quindicesimo centenario dell’elevazione al sommo pontificato di S. Ormisda, Papa e Patrono di Frosinone (514-2014). Il nome Ormisda, derivato dal persiano e latinizzato in Hormisdas, significa “buono”, ma sappiamo che fu anche un papa dotato anche di notevole energia, diplomazia e capacità politica. Il 20 luglio 514, infatti, un giorno dopo la morte del suo predecessore, Simmaco, fu proclamato all’unanimità successore di Pietro. In ottimi rapporti con il potente vescovo di Pavia, Ennodio, ebbe sicuramente l’avallo del re ostrogoto Teodorico che allora governava l’Italia. Nativo del capoluogo ciociaro, prima di intraprendere la carriera ecclesiastica si era sposato e, caso unico nella storia, ebbe un figlio, Silverio, che divenne pontefice a sua volta. Una delle sue prime preoccupazioni fu rimuovere gli ultimi focolai dello scisma laurenziano (così chiamato dal nome dell’antipapa Lorenzo) riaccogliendo nella Chiesa coloro che non si erano ancora riconciliati. Gran parte del suo pontificato fu tuttavia rivolto a ricomporre le divisioni dottrinali tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, a cominciare dallo scisma acaciano (dal nome di Acacio, patriarca di Bisanzio) iniziato all’indomani dell’emanazione, nel 482, dell’Henotikon, il famoso editto voluto dall’imperatore Zenone al fine di ristabilire l’unità religiosa dell’Impero tra calcedoniani e monofisiti. Dopo la morte dell’Imperatore Anastasio I, con l’avvento del suo successore, Giustino, la Chiesa romana riuscì a instaurare un nuovo corso con la realtà orientale. Le basi per giungere ad un comune intento, nell’ambito dell’ortodossia teologica, furono gettate durante un importante sinodo tenutosi a Costantinopoli che, riaffermando i canoni dettati nei precedenti Concili ecumenici di Nicea (325) e di Calcedonia (451), si propose di eliminare definitivamente tutte le eresie imperversanti, quali quelle ariane, monofisite, eutichiane e manichee. Lo stesso patriarca di Bisanzio sottoscrisse la cosiddetta “formula Ormisda” che si chiudeva con le seguenti parole: “ Sono concorde con il papa e rimprovero tutti quelli che il papa rimprovera”. Utile ricordare che, a tale formula, il Concilio Vaticano I si riferì più volte, soprattutto nelle discussioni a favore dell’infallibilità pontificia. Papa Ormisda cercò anche di mediare nella controversia pelagiana, e nella controversia trinitaria. Ormisda, tra le altre cose, incaricò Dionigi il Piccolo (Il monaco famoso per avere calcolato la data di Nascita di Gesù) di tradurre in lingua latina i canoni della Chiesa orientale, per poi pubblicare una nuova edizione del Decretum de recipiendis Libris di papa Gelasio I. Riguardo alla politica architettonica della città di Roma, Ormisda ristrutturò i presbiteri di tre basiliche patriarcali, San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura, interessandosi pure dei restauri di opere già iniziate durante il precedente pontificato, come la basilica di San Pancrazio sul Gianicolo. Saggio e accorto amministratore della Chiesa, mandò lettere a vari vescovi della Gallia e della Spagna, allora sotto il dominio dei Visigoti ariani, sulle più disparate questioni ecclesiastiche. I suoi rapporti con Teodorico furono amichevoli e il Liber Pontificalis ne è buon testimone, enumerando gli importanti doni a lui elargiti da questo sovrano. Nei suoi ultimi giorni di vita, il papa ricevette la notizia che Trasamondo, il re vandalo dell’Africa del Nord, era morto e che le persecuzioni dei cattolici in quella regione potevano definirsi cessate. Papa santo e pacificatore, Ormisda si spense il 06 agosto del 523, lo stesso giorno e mese del pio transito di un altro grande pontefice, questa volta a noi molto più vicino, Paolo VI.
