EMERGENZA MAREMOTO ASIA

COMUNICATO DELLA CARITAS DIOCESANA

(28.12.2004)

 

 

 

Le immagini del tragico maremoto in Asia ci spingono in questi giorni di fine anno ad un supplemento di attenzione e di solidarietà.  La rete internazionale della Caritas si è già attivata per gli interventi di emergenza. Anche noi collaboriamo promuovendo, come tutte le Caritas in Italia, una colletta aperta a tutti.

 

Si può versare la propria offerta sui seguenti conti:

 

Conto corrente postale n. 17206038

intestato a Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino/Caritas diocesana

Via Monti Lepini, 73 03100 Frosinone

 

Conto corrente bancario presso la Banca popolare del Frusinate coordinate:

BBAN M 05297 14801 000010083434

intestato a Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino/Caritas diocesana

Via Monti Lepini, 73 03100 Frosinone

 

in entrambi i casi causale Maremoto Asia.

 

In tutta la Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino sarà effettuata, con l’autorizzazione del Vescovo, una colletta straordinaria Domenica 9 gennaio 2005.

 

Diffondiamo tutti questo messaggio il più possibile. Grazie a tutti della collaborazione.

 

Di seguito l’elenco delle zone maggiormente colpite dal maremoto.

 

 

 

Zone maggiormente colpite dal maremoto

 

India

Stato dell’Andhra Pradesh (Diocesi di Visakhapatnam)

Stato del Kerala (Diocesi di Ernakulam-Angamaly, Changanacherry, Trichur, Trivandrum, Verapoly)

Stato del Tamil Nadu (Diocesi di Madras e Mylapore)

Territorio delle Isole Andamane e Nicobare (Diocesi di Port Blair)

Territorio di Pondicherry (Diocesi di Pondicherry e Cuddalore)

 

Indonesia

Province di Aceh e di Sumatera Utara (Diocesi di Medan e di Sibolga)

Province di Bengkulu, di Jambi e di Sumatera Selatan (Diocesi di Palembang)

Provincia di Lampung (Diocesi di Tanjungkarang)

Province di Riau e di Sumatera Barat (Diocesi di Padang)

 

Malaysia

Isola Langkawi, Isola Penang, Kedah State, Perak State (Diocesi di Penang)

Johor State (Diocesi di Melaka Johor)

Malacca e Selangor State (Diocesi di Kuala Lumpur)

 

Maldive

Diocesi di Colombo (nello Sri Lanka)

 

Myanmar (ex Birmania)

Ayeyarwardy Division (Diocesi di Pathein)

Mon State e Tanintharyi Division (Diocesi di Mawlamyine)

Yangon Division (Diocesi di Yangon)

 

Sri Lanka

Provincia settentrionale (Diocesi di Jaffna)

Provincia orientale (Diocesi di Trincomalee-Batticaloa)

Provincia meridionale (Diocesi di Galle)

 

Thailandia

Territori meridionali (Diocesi di Surat Thani)

 

I Primi interventi della Caritas a favore dei paesi Asiatici colpiti dal Maremoto

APPELLO PER UN CAPODANNO RESPONSABILE E SOLIDALE” (Mons. S. Boccaccio)

 

 

 Appello della Caritas Nazionale

00146 ROMA – Viale F. Baldelli, 41 – Conto Corrente Postale 347013
Tel. 06 541921 (r.a.) – Ufficio Comunicazione: 06 541922 26/27/77-348 5804275 – Fax 06 54192275 – 06 5410300 –

Sito internet: http://www.caritasitaliana.it

 

Emergenza Asia: l’appello della Caritas

Aumentano di ora in ora le vittime del maremoto che ha interessato un’area vastissima dell’Asia.

La rete internazionale delle Caritas si sta coordinando per l’invio degli aiuti.

La Conferenza Episcopale Italiana ha indetto una raccolta nazionale affidata alla Caritas Italiana.

 

«La situazione è gravissima. C’è bisogno della solidarietà di tutta la comunità internazionale. Anche perché una tragedia di così vaste proporzioni non si era mai verificata. Neanche in zone come queste, non nuove a devastanti cicloni e terremoti». Così la rete internazionale delle Caritas all’indomani del maremoto che ha coinvolto un’area di 6.000 chilometri e sei meridiani, originato da un terremoto di magnitudo 9 della scala Richter.
Il network ha già compiuto un’analisi di tutti i paesi colpiti dal maremoto. Quelli che versano in condizioni più gravi sono Indonesia, Sri Lanka e India.

In India le diocesi della costa sud-orientale hanno aperto scuole e chiese per accogliere gli sfollati. Oltre ai 5.000 morti stimati, sono moltissime le persone disperse. Sono stati organizzati dei centri per la distribuzione di viveri. Caritas India ha inviato alcuni operatori a Chennay, un centro della costa, per monitorare la situazione.

In Indonesia le vie di comunicazione sono interrotte. Un delegato di Caritas India vi si recherà domani per valutare la situazione. Nell’isola di Sumatra, a nord del paese, le difficoltà sono ancora maggiori poiché si tratta di una zona presidiata dal Governo a causa della presenza di indipendentisti. È dunque difficile muoversi liberamente.

Anche nello Sri Lanka le comunicazioni sono rese più difficili dalle conseguenze della guerriglia nella parte nord dell’isola. Soprattutto in questo paese si teme lo scoppio di epidemie: le Caritas si stanno organizzando con medicinali e prodotti per la disinfestazione dell’acqua.

Per Sri Lanka e India, la Caritas Internationalis attiverà due team composti da esperti per rispondere alla prima emergenza, che saranno operativi entro 48 ore.

I primi contributi inviati dalla rete internazionale Caritas ammontano a 1.700.000 dollari. Tra questi i 100.000 euro messi a disposizione da Caritas Italiana.
E proprio alla Caritas Italiana, la Conferenza Episcopale Italiana, che ha già stanziato tre milioni di euro, ha affidato la raccolta nazionale, alla quale invitiamo tutti a contribuire con generosità.

Roma, 27 dicembre 2004.


MAREMOTO OCEANO INDIANO

Aggiornamento Interventi Caritas al 3 gennaio 2005

    

Sono stati attivati due team di coordinamento della rete Caritas Internationalis per lo Sri Lanka e per l’India. Terry Dutto (operatore di Caritas Italiana) è partito domenica 2 gennaio per l’India per essere parte del coordinamento.

Tenterà di coordinare anche le operazioni relative agli altri paesi colpiti dal maremoto, nei quali si sposterà appena possibile.

Il coordinatore di Caritas Asia, padre Yvon Ambroise, è in missione dal 29 dicembre fino al 14 gennaio in quasi tutti i paesi colpiti dallo Tsunami (Sri Lanka, Indonesia, Thailandia e India) per verificare i bisogni, anche a livello di supporto e coordinamento per le Caritas locali.

In questa situazione drammatica è esemplare come sempre la solidarietà manifestata da diocesi, parrocchie, enti, gruppi, associazioni, e singoli, in risposta all’appello della Conferenza episcopale italiana e ai ripetuti inviti del Santo Padre.

Mentre Il network internazionale si è mobilitato, mettendo in campo un budget di diverse milioni dollari, ad oggi la rete delle Caritas in Italia, ha stanziato € 500.000,00 (cinquecentomila) per questa prima fase di aiuto d’urgenza.

Le indicazioni che al momento ci giungono dalle Caritas locali è di inviare solo fondi, in quanto le procedure amministrative per lo sdoganamento sono piuttosto complesse. Inoltre gli acquisti in loco risultano più economici, come confermato dal direttore della Caritas Sri Lanka, in una e-mail del 3 gennaio 2005: «we believe that cash donation may be the most effective way at this time, also considering the fact that most of the items can be purchased here quite cheaply».

Si stanno in ogni caso prendendo in considerazione eventuali spedizioni di beni di prima necessità (in particolare acqua potabile e potabilizzatori).

 

Focus Paesi

India

Il Governo non è propenso a dichiarare il disastro nazionale e si ritiene in grado di gestire la situazione senza gli aiuti pubblici dall’estero, ma col solo contributo della società civile locale.

Caritas India negli stati del Tamil Nadu, Kerala e Andrha Pradesh ha allestito più di 100 campi di accoglienza, nei quali si sono riversate 125.000 persone. In queste strutture vengono garantiti pasti caldi, acqua, soluzioni reidratanti, vestiti, tavolette per purificare l’acqua e in più assistenza medica per i feriti lievi. Inoltre è stato attivato un servizio di consulenza psicologica per aiutare chi ha subito traumi. Un team di operatori Caritas e numerosi volontari locali stanno anche raggiungendo quotidianamente almeno 50.000 persone nelle aree più remote, per fornire cibo, acqua e altri generi di prima necessità. La situazione più grave è all’esterno dei campi, dove si sono ammassate tutte le persone che non hanno trovato posto all’interno, in condizioni igienico sanitarie precarie, senza riparo, e con l’acqua e il cibo che cominciano a scarseggiare.

Caritas India è anche riuscita a mettersi in contatto con le Isole Nicobare.

La Caritas continuerà per altre due settimane a fornire aiuti d’urgenza per poi avviare per almeno 18 mesi interventi di riabilitazione, con un impegno stimato intorno agli 11 milioni di euro.

Come accennato è stato avviato oggi il team di coordinamento composto da 4 espatriati provenienti dalle Caritas di Germania, Austria, Stati Uniti e Italia (Terry Dutto), che saranno affiancati da personale di Caritas India. Già da domani si potrà essere in grado di fornire dettagli più precisi circa le attività in corso ed in programma.

Sri Lanka

In Sri Lanka la Caritas locale (SEDEC), grazie al sostegno della rete internazionale, è riuscita ad allestire 93 campi di accoglienza che ospitano 45.000 famiglie, nelle zone di Batticaloa, Galle, Colombo, Trincomalee.

A breve sarà avviato il meccanismo di coordinamento di Caritas Internationalis che, date le difficoltà logistiche del territorio, si articolerà in tre gruppi regionali: Colombo e Galle, Jaffna e Vanni, Batticaloa e Trincomalee. Il coordinamento generale verrebbe affidato alla Caritas Sri Lanka/SEDEC affiancata dalla Caritas Francia (agenzia di liaison per lo Sri Lanka).

Importante il coordinamento anche con Caritas India per acquisti ed eventuale invio di personale.

Indonesia

In Indonesia continua ad essere difficilissimo raggiungere i luoghi del disastro: le strade sono interrotte e gli aiuti bloccati all’aeroporto. I numeri relativi alle vittime, ai dispersi e agli sfollati sono in continuo mutamento. Il Governo indonesiano afferma di avere sufficienti aiuti immediati ma il problema è nella distribuzione.

Percepibile la carenza di coordinamento, complessa anche a livello della rete Caritas.

Le diocesi locali, sempre sostenute dalla rete internazionale, hanno predisposto aiuti d’urgenza e stanno valutando ulteriori possibilità di intervento. La rete Caritas, tramite Cordaid (Caritas Olanda), la Caritas Australia e il Catholic Reflief Service (Caritas USA) lavora soprattutto in stretta collaborazione con la Diocesi di Medan che comprende la zona più disastrata della Provincia di Aceh. Importante il coordinamento che si sta portando avanti con il Jesuit Refugees Service (Servizio per i Rifugiati dei Gesuiti) e l’ICMC (International Catholique Migration Commission) presenti in loco già da prima del disastro. Diversi i team del Catholic Relief Service nelle diverse aree già attivi nella distribuzione.

Oggi, 3 gennaio, è previsto un incontro delle Caritas in loco con il Cardinale Darmaatmadja (arcivescovo di Jakarta). È in preparazione un incontro con il Nunzio apostolico in Indonesia Mons. Patabendige Don.

Share