ECHI DEL CONVEGNO DIOCESANO 2004
DUE
TESTIMONIANZE: ECCO COME IL VANGELO FA CAMBIARE LE COSE.
Riportiamo di
seguito la sintesi di due significative testimonianze, tra quelle
che sono state portate durante il Convegno diocesano di settembre
per far conoscere iniziative di evangelizzazione in diocesi e
soprattutto per mostrare come, in diversi ambiti e con diversi
impegni, la verità del Vangelo possa cambiare le cose e le persone
ancora oggi ed incidere sul tessuto delle nostre comunità.
Grazie a
Carla Rossini di Ceprano (la prima testimonianza) e ad Alessandra
Testani di Arnara (la seconda) per la disponibilità ad essere
ospitate su queste pagine.
"Nella
parrocchia la mia missione": da animatrice nei centri di ascolto a
Ceprano
Sono Carla e
vi porto la nostra esperienza dei centri di ascolto nella comunità
di Ceprano. Parlo a nome delle 10 coppie che stanno portando
avanti questa esperienza, preparata da oltre 3 anni, soprattutto
dal parroco Don Giovanni, che vi ha fortemente creduto, ed
iniziata nell'ottobre dell'anno scorso con la "missione-giovani"
dei frati francescani di Pofi, proseguita poi durante l'ultima
Quaresima come missione agli adulti. Quando i missionari, dopo 10
giorni, andarono via, ci dissero: "La missione continua, ora
tocca a voi!". Eravamo tanti in chiesa quel giorno quando,
durante la messa conclusiva celebrata dal Vescovo Don Salvatore,
siamo stati chiamati uno ad uno per essere gli animatori dei
centri di ascolto. Siamo rimasti in 10 coppie: strada facendo
qualcuno si è perso, ma qualcun altro si è anche aggiunto. Eravamo
pronti per un tale compito? No, chi può dire di sentirsi pronto di
fronte a Gesù che ti chiama ad essere suo annunciatore? Noi
abbiamo compreso che dobbiamo fidarci di Lui, metterci
completamente nelle sue mani e tutto il resto ci verrà dato
gratuitamente.
Spesso non
siamo noi gli evangelizzatori, ma torniamo dagli incontri
evangelizzati. Preghiamo molto gli uni per gli altri. A questo
proposito è importante sentirsi parte di una comunità che ti
manda, di una comunità che ti ama e nella quale ti senti amato.
Non possiamo portare, testimoniare, il Cristo agli altri se prima
non lo abbiamo sperimentato nella nostra vita quotidiana.
Spesso ci
attendiamo degli incontri diversi da quelli che poi si verificano
nella realtà e le domande che ci poniamo sono tante, ma abbiamo
compreso che il Signore ha le sue vie che non sono le nostre e noi
dobbiamo solo fidarci e metterci a disposizione per quel poco che
sappiamo essere. È ora che i discepoli diventino apostoli! A
questo proposito mi viene in mente il messaggio di tenerezza che
era nella scheda dei centri di ascolto che abbiamo tenuto di
recente: Dio ci porta in braccio quando ci sentiamo più soli e
abbandonati, quando pensiamo di non farcela o di non essere
all'altezza della situazione. Anche le persone che hanno
partecipato ai centri di ascolto hanno accolto con gioia questo
messaggio e perfino i più colpiti dalla disgrazia si sono sentiti
consolati. Tutti ci siamo sentiti sereni e stupiti di stare
attorno ad un tavolo a parlare di Gesù, di sera, mentre in TV
c'erano le partite o il Grande Fratello. A chi mi chiedeva perché
uscissi di sera per i centri di ascolto, a quanti "sacrifici"
facessi per essere lì, ho risposto: "Quando incontri Qualcuno che
ti dona la pace e la serenità, vorresti che tutti potessero
incontrarlo e potessero essere sereni e in pace come ti senti tu:
allora non puoi tenere per te questa bella notizia e non puoi non
raccontarla ad altri".
Chiudo dicendo
a tutti che Cristo, come dice un altro brano molto noto, non ha
bocca, non ha mani, non ha piedi: noi siamo la sua voce, le sue
mani, i suoi piedi e se noi dicessimo che non sappiamo parlare,
che non possiamo andare perché siamo stanchi, chi parlerebbe di
Gesù agli uomini?
"Io
volontaria, cambiata da quei bambini che hanno bisogno di Amore"
Mi chiamo
Alessandra e da molti anni faccio volontariato. Ho cominciato
nell'ambito della mia Parrocchia ad Arnara e da qualche anno sono
Socia Volontaria dell'Associazione Nazionale "Il Giardino delle
Rose Blu". È un'associazione che attraverso i suoi volontari offre
assistenza a circa 100 bambini affetti da malattie genetiche
ospiti dell'Ospedale Pediatrico di Gornja Bistra, un piccolo paese
della Croazia a pochi chilometri da Zagabria.
Attraverso la
presenza costante e continua dei volontari italiani, questi
piccoli ospiti, (molti di loro sono costretti sempre a letto)
oltre a ricevere amore e serenità seguono programmi ed attività
riabilitative personalizzate, atte a sviluppare e recuperare i
propri sensi, altrimenti oscurati dall'indifferenza.
La prima volta
che sono partita per Gornja Bistra non sapevo bene cosa avrei
trovato, anche se il mio parroco, don Ermanno D'Onofrio,
Presidente del "Giardino delle Rose Blu", ce ne aveva già parlato.
E anche se avevo già conosciuto alcuni bimbi dell'Ospedale
Pediatrico ospitati ad Arnara in occasione del gemellaggio tra i
due Comuni, non ero sicura di essere in grado di vivere una tale
esperienza …
Sono entrata
in una delle tante stanze insieme ad altri volontari e quello che
ho visto mi ha chiuso lo stomaco… non si erano nemmeno accorti
della nostra presenza, volevo scappare……. Da dove cominciare? Che
cosa potevo fare per loro?
Mi sono
avvicinata ed ho fatto una carezza ad uno di quei bimbi ….. È
stato bellissimo vedere il loro risveglio alla vita, è stato come
vederli nascere di nuovo, i loro sorrisi mi hanno spalancato il
cuore, mi stavano aspettando!
Quest'anno è
il terzo viaggio che ho fatto ed anche stavolta ci ho lasciato il
cuore, anche quest'anno sono tornata a casa piena di amore per la
vita. È un mistero! Parti per donare, torni più ricca che mai, hai
ricevuto più di quanto ai donato!
Ho visto molti
volontari partire per Gornja Bistra alla ricerca di sé, per
cercare risposte al senso della loro vita. Li ho visti andare via
con le lacrime agli occhi, perché anche chi non credeva ha visto
Gesù nel volto di quei bambini e nelle loro inspiegabili
sofferenze, mettendo in discussione tutte le certezze vissute fino
a quel momento.
Non è facile
esprimere con le parole le intense emozioni che si provano nel
donarsi agli altri, soprattutto quando "gli altri" non possono
neanche dirti grazie, ma possono regalarti il sorriso più bello e
sincero che tu abbia mai visto.
E tutto questo
lo vivo ogni giorno anche qui, facendo volontariato nella Casa
d'Accoglienza "L'Arcobaleno" proprio ad Arnara, stando con bambini
forse per certi aspetti più fortunati di quelli di Gornja Bistra,
ma con problematiche e disagi materiali e psicologici. Ed anche
loro chiedono una sola cosa: AMORE!
Per ulteriori notizie
sulla "Casa Arcobaleno"
