
"E’ INNOCENTE"
Abbiamo scelto questo titolo perché siamo convinti che Gesù è stato condannato e crocifisso quale INNOCENTE.
L’arresto di Gesù appare alquanto fuori luogo e fuori tempo in virtù delle leggi in vigore all’epoca dei fatti, il riferimento è alla Legge Mosaica, alla Legge Ebraica ed alle prescrizioni rabbiniche.
Per preparare questa IV rappresentazione della Passione di Gesù, abbiamo fatto un percorso di studio e ricerca che ha visto il primo riscontro il 29 febbraio, con un incontro di preghiera, meditazione e riflessione, nella nostra Parrocchia, proprio sui momenti forti che hanno caratterizzato tutta la Passione di nostro Signore Gesù Cristo.
L’incontro spirituale è stato animato dal nostro parroco Don Giuseppe SAID e da Don Italo CARDARILLI, i quali ci hanno letto i passi dei vangeli, li hanno commentati con delle spiegazioni molto belle, semplici, che arrivavano a tutti noi, hanno scelto preghiere bellissime, meditazioni e riflessioni molto "forti" che ci hanno aiutato a capire meglio la Passione di Gesù.
Lo studio è proseguito con l’analisi delle ultime ore di vita di Gesù, la lettura e discussione delle testimonianze riportate nei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, non è mancato l’ausilio di libri dedicati proprio a questi eventi drammatici che hanno visto Gesù il Nazareno direttamente coinvolto.
La visione di film sulla vita e la morte di Gesù ha ispirato le nostre scenografie, le nostre interpretazioni, i dialoghi.
Si è così costituito un gruppo di lavoro ristretto che ha lavorato alla stesura del testo narrato, parlato, interpretato, con l’ausilio di collaboratori si sono ideate, realizzate e montate le scenografie, cercando di seguire le "impronte" rilevate proprio nello studio della Passione: storia, geografia, situazione politica, religiosa, popolazioni, ecc..
Il punto cardine di tutta l’edizione è stato il processo a Gesù, diviso e distinto in tre momenti (Sinedrio, Pilato, Erode) quel processo peraltro rispecchia in molti punti i nostri attuali tre gradi di giudizio che derivano appunto dal diritto romano.
Sono state attentamente analizzate le varie fasi "processuali", le accuse presentate, le motivazioni, i vari aspetti subordinati alle leggi di quel periodo, la "trasformazione" delle accuse, delitti religiosi nel Sinedrio, infatti, si parla di Blasfemia e Bestemmia, mentre dinanzi al Prefetto Romano Ponzio Pilato i delitti sono politici l’accusa è di lesa Maestà.
Tutto ciò per noi è stato un percorso di crescita vera, di maturità spirituale, per questo a partire dalla I edizione tenutasi nel 2005, ad oggi c’è stato uno studio costante per cercare di perfezionarci nella rappresentazione, questa perfezione non sta ad indicare la teatralità, la buona recitazione, assolutamente no!
La nostra perfezione trova riscontro nel messaggio di evangelizzazione che cerchiamo di trasmettere da quattro anni, la centralità in Gesù Cristo, nella sua opera, nella sua dottrina, nel suo insegnamento, nella sua sofferenza.
In questa edizione il nostro obiettivo inizia a prendere corpo, in tanti ci hanno detto di aver capito meglio (qualcuno ha aggiunto finalmente) quello che da anni sentono e/o leggono nei passi del Vangelo.
Questo non può che gratificarci ,perché sta’ a significare che nel momento in cui abbiamo deciso di portare avanti la rappresentazione della Passione di Gesù (con non poche difficoltà ed ostacoli), in nome e per Gesù, non ci siamo sbagliati nell’essere consapevoli che ci voleva del tempo e caparbiamente siamo andati avanti.
Non abbiamo mai pensato di mettere su uno spettacolo teatrale o una processione in costume, proprio per la convinzione di non riuscire a trasmette quelle che erano le nostre emozioni, i nostri sentimenti e convinzioni , su ciò che Gesù ci ha insegnato ed il motivo del suo morire sulla croce.
Gli effetti scenografici sono stati studiati con il fine di "colpire" la mente delle persone e dire con le immagini, suoni ed effetti, "Gesù è morto sulla croce, è stato deposto e chiuso nel sepolcro, dal sepolcro è Resuscitato dal regno dei morti, ha vinto la morte, si è manifestato agli apostoli, a Maria di Magdala perché lo annunciassero a tutti i popoli fino a noi".
Le persone che sono rimaste fino alla fine ed al freddo, non ci hanno ringraziato per l’interpretazione o le scenografie ma per il fatto che siamo riusciti a far capire meglio ciò che è scritto nel Vangelo.
La nostra rappresentazione ha avuto inizio con la processione delle palme la mattina di domenica 16 marzo, lungo l’arteria principale di accesso al paese, molte persone hanno raggiunto il luogo di partenza a piedi per seguire la processione con rami di ulivo e palme.
Non è mancata anche quest’anno l’immagine di Gesù a cavallo dell’asino, questa immagine rievocava l’ingresso che Gesù fece a Gerusalemme tra la folla che lo osannava festante, riconoscendolo come il Messia.
La sera, la medesima folla che la mattina lo aveva osannato ne chiedeva la morte e questo "particolare" è stato colto dai presenti come sono state colte le differenti accuse mosse nei confronti di Gesù, la prima religiosa "Blasfemia e Bestemmia" e la seconda politica "Lesa Maestà" (incitamento a non pagare i tributi a Cesare e sobillatore della folla).
L’epilogo della serata si è avuto con il Primato di Pietro "Simon Pietro mi ami tu?… Pasci le mie pecorelle" e qui è stato colto il ripetersi del numero tre, Simon Pietro ha rinnegato per tre volte Gesù, e Gesù ha chiesto per tre volte a Simon Pietro se lo amava.
Al termine tutti abbiamo assistito all’ascensione alla destra del Padre di Gesù, quando Gesù è stato elevato in un fascio di luce e poi il buio, l’arrivo degli angeli che annunciavano ai discepoli, la salita al Padre del loro e del nostro Maestro.
Il gruppo di lavoro ringrazia tutte le persone intervenute, gli interpreti, i collaboratori e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento, il Comune di Supino, i Vigili Urbani, la Pro Loco, la stampa locale, tutti senza escludere nessuno.
Abbiamo deciso di aprire una mostra per esporre i costumi cuciti a mano dalle nostre sarte, i costumi dei soldati romani realizzati da un laboratorio tutto rigorosamente a mano ed in modo artigianale, gli attrezzi e strumenti utilizzati durante la rappresentazione, anche per ringraziare coloro che da quattro anni dedicano il loro tempo a creare tutto questo. 
La mostra sarà aperta tutti i giorni, anche a richiesta, chiuderà domenica 30 marzo alle ore 12,30.
E’ stata una grandissima ma bellissima e proficua fatica per scoprire l’importanza di essere cristiani non a parole ma con i fatti.
Vogliamo diventare cristiani più vicini alla parola di Dio e con il salmista confermiamo: "Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino".
Comunità Parrocchiale San Pio X – Supino (FR)
