Caschi bianchi, dal Rwanda a Frosinone

Il nostro servizio civile non è un lavoro, ma un condividere, un vivere le povertà, non con gli occhi categorici, ma toccando con mano le vite di questi ragazzi e, di conseguenza, esserne contagiati”. È stata questa frase di Nicola Pin che più ha colpito, stamattina, durante la conferenza stampa tenuta presso l’Episcopio di Frosinone dai quattro caschi bianchi (ovvero i giovani in servizio civile all’estero con Caritas Italiana, ndr) rientrati in Italia dopo i primi quattro mesi di permanenza a Gisenyi, nella diocesi di Nyundo, nella parte nord-occidentale del Rwanda, al confine con il Congo.



Qui Claudio Bianchi, 28 anni di Ferentino, Nicola Pin, 27 anni di Vittorio Veneto, Michael Pircher, 21 di Merano e Anna Orlandini, 27 anni di Cento, stanno svolgendo il loro servizio civile ospiti in una casa parrocchiale di Gisenyi. Si occupano del “sostegno scolastico a distanza di 2000 bambini delle scuole primarie e secondarie, di 65 ragazzi di strada che dormono per strada o che hanno avuto esperienze di strada, del loro reinserimento nella comunità attraverso corsi di alfabetizzazione, stage lavorativi”, come ha spiegato Anna Orlandini.
Ma il loro ruolo non è soltanto burocratico, come la verifica della frequenza scolastica, la gestione dei fondi, ma soprattutto umano: “questi ragazzi, in gran parte orfani, hanno bisogno essenzialmente di affetto, di attenzioni, di un punto di riferimento”, sottolinea Nicola Pin.Tra le iniziative promosse dai caschi bianchi, anche “una giornata di sensibilizzazione sull’HIV, in collaborazione con la Croce Rossa nazionale, una componente parrocchiale e una psicologa del servizio sanitario, cui sono seguiti dei test per accertare la positività o negatività dei ragazzi all’HIV”, ha raccontato Claudio Bianchi.
Durante la conferenza stampa, il più giovane del gruppo, Michael Pircher, ha mostrato delle fotografie realizzate in Rwanda e che serviranno, al termine dei restanti sette mesi di servizio civile, ad allestire una mostra per spiegare le mille facce del Rwanda.
In questa settimana appena conclusa, i ragazzi hanno preso parte al corso di verifica di metà servizio prima di tornare in Rwanda (il 17 aprile prossimo) per i restanti sette mesi in cui è articolato il servizio civile. In contemporanea, durante questi giorni, Claudio, Nicola, Michael e Anna stanno animando degli incontri presso parrocchie ed istituti scolastici per sensibilizzare sui progetti rwandesi.
Lunedì 31 marzo, ad esempio, i ragazzi parteciperanno all’incontro tenuto dalla prof. Elena Ardissone su Gli obiettivi di sviluppo del millennio (MdGS), l’indice di sviluppo umano presso l’Amministrazione Provinciale, dalle ore 15 alle 18.
Poi, nei giorni che seguiranno, si recheranno presso scuole di vario ordine e grado (Frosinone, Ferentino, S. Giovanni Incarico, Ceprano, …), ma anche nelle comunità parrocchiali (Ripi, Monte S. G. Campano, Ceccano, …).

Share