
Concattedrale di Veroli
Cari fratelli e sorelle, lo Spirito di Dio ci raduna come suo popolo attorno alla mensa della Parola di Dio e del pane di vita eterna. L’Eucaristia. Siamo donne e uomini fragili, a volte pieni di paure in questo mondo travagliato e sofferente, soprattutto per le guerre e la violenza che causano morte e distruzione. Talvolta ci chiediamo, sgomenti davanti a tante immagini di morte, che cosa possiamo fare. La risposta istintiva e abituale è la rassegnazione e il pessimismo: non possiamo fare niente. Chi siamo noi per contrastare guerre che sembra sia quasi impossibile impegnarsi perché finiscano. Gli interessi, il denaro, il potere, la forza, appaiono invincibili.
Proprio la Parola di Dio che abbiamo ascoltato risponde alle nostre delusioni e alle nostre attese. All’interno di una storia difficile e sofferta delle prime comunità cristiane, il libro dell’Apocalisse ci offre un duplice segno: una donna che appare nel cielo, segno della forza che viene da Dio, e un enorme drago segno della forza del male che vuole eliminare la vita che nascerà da quella donna, il Signore Gesù. Nel tempo della forza del male noi contempliamo la risposta di Dio, che ci dona il Signore Gesù, Signore del bene e principe della pace: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”. Sorelle e fratelli, non dobbiamo avere paura, non dobbiamo chiuderci in noi stessi, non dobbiamo sentirci irrilevanti in questo tempo difficile. Noi riceviamo la forza di Dio, la forza della sua parola, la forza del bene, che ci aiuta a vivere bene, a condividere l’amore che riceviamo, a fare nostra la parola di salvezza che ascoltiamo, quel pane di vita eterna che nutre la nostra umanità e ci rende fratelli e sorelle.
Occorre tuttavia accettare di fare un pezzo di strada, come Maria fece per raggiungere Elisabetta. Noi a volte non vogliamo far nulla di più di quanto ci tocca ogni giorno, oppure ci sentiamo stanchi. Preferiamo allora stare da soli senza assumerci nessuna responsabilità. Maria fu incerta, turbata, all’annuncio dell’angelo. Ebbe bisogno di qualcuno con cui condividere quanto stava avvenendo nella sua vita. Perciò si mise in viaggio. Il suo saluto fu accolto da Elisabetta come una benedizione: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” Quell’anziana colse in Maria la presenza di Dio e ciò divenne per ambedue la possibilità di riconoscere quanto il Signore stava realizzando in loro, l’amore con cui aveva guardato alla loro vita, quella di una giovane e di un’anziana, l’inizio di una nuova vita. Niente è impossibile a Dio! Nell’incontro, cari amici, noi possiamo insieme riconoscere il dono di Dio alla nostra vita, il suo amore che rende possibile l’impossibile. Per questo siamo qui. Per questo la Chiesa è comunità, perché insieme possiamo condividere la gioia e la forza della presenza di Dio, riconoscere quanto egli opera in noi e quanto noi insieme possiamo aiutarci, sostenerci per resistere al male con il bene, all’inimicizia con gesti e parole di gentilezza e benevolenza. Insieme, come Maria, possiamo cantare il Magnificat, quel canto alla misericordia e all’amore di Dio, che “ha guardato l’umiltà della sua serva … ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili, ha ricolmato di bene gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote…”. Sì, Dio volge il suo sguardo su di noi, e noi con umiltà, abbandonando quell’orgoglio che a volte ci fa giudicare, ci fa sentire superiori e ci fa lasciare soli i deboli e i poveri, ci uniamo a Maria: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”. Anche noi esultiamo non per i nostri successi da esibire agli altri, ma nel Signore che ci aiuta a vivere con amore, a condividere la nostra vita con tutti coloro che ci circondano, a prenderci cura di chi soffre, di chi è solo, degli anziani, di chiunque abbia bisogno del nostro aiuto e del nostro ascolto. Grazie, Signore, perché la Vergine Maria, che oggi celebriamo come Assunta in cielo, ci fa alzare lo sguardo e ci aiuta a guardare oltre noi stessi verso il Signore, perché anche il nostro sguardo sia come il suo, colmo di compassione e di amore per tutti. Ti affidiamo chi soffre per la guerra, perché torni ovunque la pace e gli uomini e le donne si possano riconoscere fratelli e sorelle. Ci rivolgiamo a te, vergine Santa Assunta in cielo, Regina della pace, perché tu interceda presso il Figlio tuo affinché torni la pace ovunque, soprattutto in quella terra da te percorsa insieme al Figlio tuo. Fa, o Signore, che i colloqui che inizieranno oggi per la pace in Ucraina, possano portare frutti di bene e Ucraini e Russi possano vivere insieme in pace. Ti affidiamo anche questa terra, che continua ad essere oltraggiata dalle mani dell’uomo, come l’incendio che ancora una volta ha devastato una parte rigogliosa e verde di questa città. Ferma le mani violente di chi persegue solo il proprio bieco interesse e non rendere nessuno complice di quanto avviene con il silenzio. Grazie, Vergine Santa, per l’amore per il tuo Figlio nostro Signore, che comunichi a noi ogni volta che ci rivolgiamo a te.
+ Ambrogio Vescovo
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Gli interventi e le omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link
https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico
