Omelia Santa Maria Salome (2025)

Veroli Santa Maria Salome 25

Basilica di Santa Maria Salome – Veroli
Sabato 24 maggio 2025

Sorelle e fratelli, come ogni anno il Signore ci raduna per fare memoria di Santa Maria Salome, nostra patrona, madre di discepoli e discepola lei stessa. Fu tra coloro che rimasero con Gesù fin sotto la croce per poi ricevere l’annuncio della resurrezione. Rimanere con Gesù è ciò che cambia la vita, ciò che ci rende felici, perché da lui impariamo ad amare. Rimanere con Gesù nel momento del dolore e nel momento della gioia. Ecco la via che Maria Salome e altre donne menzionate nei Vangeli ci hanno lasciato. Gesù lo aveva chiesto ai discepoli quando, nella parabola della vite e i tralci, aveva detto: “Rimante in me e io in voi… Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto…. Rimanete nel mio amore”.

Noi siamo in un mondo sfilacciato, dove le relazioni sono spesso passeggere, perché prevale la solitudine, l’io sul noi, sulla scelta di condividere la propria umanità, accettando la diversità come una ricchezza con cui convivere. Il mondo è pieno di io, che non accettano di vivere con gli altri, di amare come il Signore ama noi, giudicando ed escludendo sempre qualcuno. Per questo non si porta frutto, perché i frutti sono opera di una sinergia di amore, di ricchezze che si intrecciano e fanno maturare la propria umanità e il mondo.

Maria Salome, la madre dei figli di Zebedeo, non lo capì subito. Pensava che il problema fosse portare avanti i suoi figli, assicurare loro i primi posti nel regno di Dio. Così è spesso la vita: occupare posti, pretendere e comprare posti, ovviamente eliminando gli altri. Se ne vedono ogni giorno nel mondo ma anche nelle nostre città e persino nelle nostre comunità. Altro che servizio, altro che ricerca del bene di tutti. Ciò che interessa anzitutto è il proprio interesse e il proprio guadagno. Vedete, cari amici, a volte non ce ne rendiamo conto, ma questo modo di pensare diventa una cultura del vivere, che si trasmette fin da piccoli, quando ad adempio si dice: fatti valere! Non cedere mai! Mostra chi sei! Ciò provoca spesso liti, risse, violenza e odio, che si diffondono a volte a partire dai social e dall’abitudine a giochi violenti, in cui si deve sempre vincere ed eliminare l’avversario. Si cresce a volte circondati più da estranei o avversari che da amici!

Ma Gesù non ci inganna e osa parlarci con la chiarezza dell’amore, perché oggi non si dice niente a nessuno, per falso rispetto e forse anche perché nessuno ti permette di mettere in discussione le sue scelte, persino quando sono chiaramente sbagliate e a danno degli altri. Almeno Gesù ci prova. Lo dobbiamo ringraziare perché lo fa per il nostro bene, per renderci felici, perché portiamo frutti di bene. Così oggi ripete anche a noi: “Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così, ma chi vuole diventare grande sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo sarà vostro schiavo”. Il servo è l’opposto del padrone, di quella prepotenza che vuole dominare e imporsi. Essere servo indica una dimensione del vivere, una cultura del vivere, in cui non si rivaleggia per eliminare qualcuno o per dominare, ma per occuparsi degli altri, per imparare a venire incontro al bisogno di qualcuno. Ovunque si alza una domanda di aiuto, di solidarietà, di pace di amore. Sale dai luoghi tormentati dalla violenza e dalla guerra, che elimina e distrugge. Sale da chi fugge condizioni di vita impossibili, sale dai tanti anziani soli o dimenticati negli istituti o dai poveri e dalle famiglie in difficoltà, sempre di più. Ma la ascoltiamo anche dai giovani, alla ricerca di un futuro e di un senso della vita.


Sorelle e fratelli, vorrei che noi e le nostre comunità impariamo ad ascoltare queste domande, che si fanno grido di aiuto. Maria Salome, lei che non abbandonò il Signore sofferente, ci aiuti, ci apra all’ascolto del Signore e non di noi stessi, ci faccia rimanere sotto la croce per condividere la gioia e la speranza del Risorto. In lui, come ci ha detto papa Leone, troveremo pace e unità, per essere segno di quell’amore con cui il Signore abbraccia la nostra vita, ci sostiene ogni giorno e in questo giubileo ci dona di essere pellegrini di speranza.  

+ Ambrogio Vescovo

—- 
Gli interventi e le omelie del Vescovo Ambrogio si possono consultare a questo link
https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico

Share