
Sabato 19 aprile 2025
Sorelle e fratelli, abbiamo seguito il Signore Gesù nella via dolorosa, percorrendo con lui le strade dei tanti sofferenti del mondo, la cui croce lui ha voluto portare per alleviare il loro dolore. Lui è il cireneo di tutti. Oggi sono tutti con noi, dall’Ucraina alla Terra Santa, dal Sudan al Myanmar, dai malati di questa terra fino a quelli sconosciuti che in alcuni Paesi muoiono senza possibilità di essere curati, dai minori abusati alle donne violentate e uccise. Sono sotto la croce perché anche a loro possa essere donata la vita, quella della guarigione e della pace, o quella eterna per coloro a cui è stata tolta. Le loro attese di speranza e di vita, come le nostre, sono racchiuse in quegli aromi che le donne portavano con sé per ungere il corpo di Gesù.
Eppure il corpo di quel loro amico non c’era. Chi aveva rotolato via una pietra così pesante? Chi rotolerà via la pietra pesate che continua a coprire la morte e il dolore di tanti nel mondo? Ma Iddio non volle che la morte fosse l’ultima parola di quel Figlio che aveva dato la vita per l’umanità. A loro e a noi incerti e pieni di paure “due uomini in abito sfolgorante si presentano per dirci: Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui; è risorto”. Sorelle e fratelli, dove cerchiamo Gesù? O cosa cerchiamo nella vita invece di cercare lui? Dice il libro di Isaia alla gente incerta e smarrita del suo tempo: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me; ascoltate e vivrete”. Siamo qui per questo, cari amici. Gesù risorto, la sua Parola di vita eterna è la risposta vera alla nostra ricerca di senso, di amore, di vita, condivisa con le nostre comunità. Qui è la sorgente della vita. Se ascoltiamo Gesù, la sua parola, se continuiamo a sederci alla tavola dell’Eucaristia con le nostre comunità, non vagando qua e là, troveremo finalmente risposte a quanto desideriamo e aspettiamo e all’amore che cerchiamo. Sì, è vero, continua Isaia: “I mie pensieri on sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie…” Ma: “Come .. la pioggia e la neve non scendono dal cielo senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare… così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”. Ecco il miracolo del Risorto, della vita con lui! Sorelle e fratelli, il Signore risorto ci affida questo seme di vita. Non lasciamolo morire nella fatica e nelle incertezze di ogni giorno, nella paura di seminarlo e coltivarlo nella vita degli altri, perché questo seme cresce se lo custodiamo e lo seminiamo a nostra volta, altrimenti si inaridisce e muore. Questo seme, che oggi ci viene affidato, traccia un futuro di speranza in questo Giubileo se impariamo a camminare con gli altri, soprattutto con i piccoli e i giovani, accogliendo i poveri e i bisognosi e prendendoci cura di loro. Così quel seme farà nascere in noi e in tutti coloro che cammineranno con noi quel “cuore nuovo” di cui ci ha parlato il profeta Ezechiele, mentre il Signore toglierà da tutti quel “cuore di pietra”, quel cuore duro pieno di risentimenti, di inimicizia, che porta alla solitudine, all’esclusione e persino alla guerra.
Signore Gesù, la tua resurrezione sia per noi e per il mondo l’inizio di un tempo nuovo, un tempo in cui il tuo seme di vita faccia crescere la speranza, la fraternità e la pace. Che questa Pasqua, che tutti i cristiani delle diverse confessioni celebrano nello stesso giorno, renda più vicino il giorno dell’unità tra tutti i tuoi discepoli, perché possiamo insieme essere segno e strumento dell’unità di tutta la famiglia umana, per cui tu, Signore, hai pregato il Padre prima di essere messo a morte. La festa di questa Pasqua apra il tempo dell’unità e della pace.
—-
https://www.diocesifrosinone.it/documenti/vescovo-spreafico/
