Ordinazione presbiterale di Salvatore Monte

Cattedrale
10 dicembre 2021

Care sorelle e cari fratelli, caro Salvatore,

Era un giovane Geremia quando ascoltò la voce di Dio che lo chiamava alla missione di profeta. Egli stesso lo dice davanti a una chiamata giunta all’improvviso, senza preavviso. La parola di Dio, cari fratelli, parla in ogni tempo, anche in quelli difficili, come era quello di Geremia e anche il nostro. Dio cerca uomini e donne che semplicemente ascoltino e vivano alla luce di questa Parola che cambia noi stessi e la storia. Tu, caro Salvatore, sei parte di questo numero di persone che hanno gustato la forza della Parola di Dio e che di essa vogliono vivere.

Capiamo la titubanza e il timore di Geremia, che non era solo giovane di età, ma anche impreparato a una simile missione. E poi quale autorevolezza avrebbe potuto avere un giovane davanti al potere regale e sacerdotale di quel tempo? Quell’autorevolezza gli venne non da se stesso, non dalle sue capacità o dalla sua forza, ma venne da Dio. È il Signore che dona a ciascuno di noi autorevolezza, non per nostro merito, non per il nostro ruolo, ma attraverso la forza della sua parola, che, se accolta e comunicata, crea in ognuno di noi un’autorevolezza capace di trasformare, cambiare noi stessi e la storia. Per questo Dio dice a Geremia: “Non dire. Sono giovane. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non avere paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti”. Per questo, caro Salvatore, non dovrai mai fare del ruolo che avrai, qualsiasi esso potrà essere, uno strumento di potere. È il Signore che ti ha scelto. Certo, tu hai risposto, come ognuno risponde alla chiamata che Dio gli rivolge, ma è il Signore che ci ha plasmati e ci plasma lungo la nostra esistenza, è lui che tocca la tua bocca perché quanto esce da essa sia conforme alla Parola che ti ha affidato.

Solo attraverso questa Parola, che ci mantiene in alleanza con il Signore, possiamo essere creature nuove, come dice l’apostolo Paolo. Il legame di amore con lui nasce da questa Parola, perché la “fede nasce dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo” (Rm 10,17). Essa ci radica in Cristo Gesù, nel suo amore e nella confidenza con il Padre celeste. Così gusterai la “gioia del Vangelo” e la comunicherai con pazienza e fedeltà a tutti, rendendola pane spezzato che raggiunge i cuori, parla nella storia e la cambia. Tu sarai “ambasciatore” della Parola di Cristo che riconcilia, crea unità in un mondo sfilacciato, dove si impongono gli egoismi, si innalzano muri di pietra o di filo spinato anche nei cuori, crescono rabbia e distanza, vincono i tanti io invece del noi. Quanto bisogno c’è di donne e uomini che sappiano riconciliare. A te è affidato il “ministero della riconciliazione”, che potrai vivere attorno alla mensa del Signore, di quel pane che si dona perché siamo “un solo corpo” intorno a lui. I poveri, i deboli nel corpo e nello spirito, gli smarriti, che tu hai imparato ad amare nella comunità di Nuovi Orizzonti, nel cui carisma trovano pace e senso donne e uomini alla ricerca di qualcosa che da soli non hanno trovato, ti aiuteranno a piegarti con umiltà e compassione sulle loro ferite. È quell’amore di cui ci ha parlato Gesù in quel lungo discorso prima della sua passione, morte e resurrezione, testamento ed eredità per tutti coloro che accettano di andare dietro a lui e non a se stessi. Il Signore ci ha comunicato il segreto della sua vita, perché “tutto ciò che ha udito dal Padre l’ha fatto conoscere a noi”. Ti ha scelto, ci ha scelti, perché “andiamo e portiamo frutto e il nostro frutto rimanga”. È la missione del sacerdote, che partecipa della missione della Chiesa nel mondo: annunciare a tutti l’amore di Dio, comunicarlo con la vita, perché tutti quelli che incontriamo trovino la strada che porta a Gesù. “Io sono una missione su questa terra – scrive papa Francesco nella Evangelii gaudium – e per questo mi trovo in questo mondo” (n. 273). Sii allora profeta di riconciliazione e di amore. Infine, ricordati che lo potrai essere e che porterai frutto e il frutto rimarrà, se sarai un uomo di preghiera, un uomo della Parola di Dio, un uomo di Dio. Solo così sarai capace di amare come il Signore ha amato te. Sia questo il segreto della tua vita e tu possa rendere lode a Dio ogni giorno con generosità, dedizione e con la gioia nel cuore.

+ Ambrogio Spreafico

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