
Concattedrale di Ferentino
Sabato 01 maggio 2021
Lo scorso anno eravate tutti nelle vostre case. Qui c’erano solo le foto dei vostri volti, che ci hanno accompagnato nella solenne celebrazione che sempre rende belli questi giorni di festa. Certo, anche oggi non siete tutti qui. Molti avrebbero voluto esserci di persona, ma ci siete lo stesso, sentiamo la vostra presenza, perché la preghiera unisce, rende fratelli, rende tutti figli di Dio, discepoli di Gesù, quel Gesù a cui si era rivolto più volte il nostro martire durante i giorni della sua passione e della sofferenza. La preghiera e la compagnia del Signore furono la sua forza, lo resero più forte dei tormenti.
Siamo anche noi ancora in un tempo di sofferenza e di morte. Molti ci hanno lasciato per questa pandemia, molti hanno sofferto e soffrono per la malattia e le sue conseguenze. Penso agli anziani soli o in istituto, senza poter vedere i loro cari, a chi ha perso il lavoro, alla mancanza di quei gesti di affetto a cui siamo abituati. Stiamo riscoprendo il bisogno di essere insieme, di incontrarci, di essere quella famiglia che Gesù vorrebbe fossimo sempre, sorelle e fratelli che si vogliono bene, che non si giudicano, non escludono, non parlano male, sanno perdonare. “Beato l’uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. … Felice l’uomo pietoso che dà in prestito…”, abbiamo ascoltato nel Salmo. Cari fratelli, è possibile trovare gioia in questo tempo? La gioia viene dal timore di Dio, dalla fiducia in lui, da un impegno quotidiano di vicinanza e di solidarietà verso chi ha bisogno, come avete fatto in questo tempo anche voi preparandovi a questa festa. Il nostro martire ci ricorda sempre che la vita è dono di amore, ricevuto e da restituire. Certo, non tutti sono chiamati a restituirla come ha fatto lui, ma c’è un martirio della vita di ogni giorno che si manifesta nel dono del nostro amore agli altri, senza distinzione, senza preferenze se non verso i poveri e gli esclusi, come fece Gesù.
Lasciamoci aiutare, portiamo nel cuore la commozione di questi giorni, la bontà che il Signore ha seminato nel nostro cuore. Quando allora incontrerai gli altri, in famiglia, al lavoro, a scuola, nei luoghi che frequenti, sii portatore di bontà, di comprensione, di simpatia, di perdono, di amore. Di questo abbiamo tutti bisogno. Tu allora sarai felice solo se ne sarai portatore, altrimenti sarai sempre insoddisfatto, rimarrai triste, sfogherai sugli altri il tuo rancore, o cercherai soddisfazioni e illusioni di felicità per quello che non avrai ottenuto amando gli altri. Allora penserai di trovare felicità nel denaro, magari nello sballo di una festa, nella droga, nell’alcol o nel gioco d’azzardo, ma saranno tutte solo illusioni. Non lasciarti trascinare da questi facili inganni del nostro mondo che promettono felicità e successo là dove non ci sono mai! O nostro martire Ambrogio, dona a tutti noi di trovare felicità solo seguendo Gesù e amando gli altri con gratuità e generosità, donaci di essere sempre e ovunque seminatori di bontà e di amore! Ti affidiamo i malati, coloro che li curano, gli anziani, i poveri, i profughi, i bisognosi, i piccoli, i giovani, le famiglie, perché tu li porti davanti al Signore affinché cessi presto la pandemia che affligge il mondo. Amen.
