
Il cammino della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino
dall’anno giubilare
"Duc in altum – Prendi il largo: quest’invito rinnovo a te, cara Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, perché ti sia guida in un coraggioso rinnovamento spirituale, tradotto in concreta progettazione pastorale. Costruisci il tuo presente e il tuo futuro tenendo fisso lo sguardo su Gesù": è uno dei passaggi salienti dell’omelia che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto ai quarantamila fedeli presenti a Frosinone il 16 settembre 2001, in occasione della sua storica visita pastorale alla Diocesi. Quelle parole hanno indicato un ulteriore impegno sul cammino di conversione pastorale che la Chiesa particolare di Frosinone-Veroli-Ferentino, guidata dal 3 ottobre 1999 dal Vescovo mons. Salvatore Boccaccio, stava già percorrendo a partire dall’Anno Santo del Duemila. La visita del Papa in Ciociaria ha costituito un grande dono per la comunità diocesana, che a quel 16 settembre dovrà continuamente attingere ispirazione e sostegno per la sua vita e la sua testimonianza. .
Circa 190.000 fedeli, 5 foranìe, 76 parrocchie, 21 Comuni, una sessantina di sacerdoti, di cui la metà circa dai 70 agli 88 anni: questi i numeri fondamentali di una Chiesa locale che, dopo aver vissuto uno speciale momento di grazia in quel 16 settembre 2001, continua a percorrere una fase progettuale che richiede impegno e perseveranza. Il Vescovo Boccaccio ha fotografato la situazione nella sua prima lettera pastorale alla Diocesi, dal titolo "Gesù nostra speranza", consegnata al Papa il 3 dicembre 2000, in occasione del pellegrinaggio giubilare diocesano che portò in Piazza San Pietro circa diecimila fedeli. Nella lettera Boccaccio rilevava le difficoltà da lui conosciute nel suo primo approccio alla realtà della Diocesi, ma sottolineava anche le potenzialità di una Chiesa chiamata a vivere la corresponsabilità tra sacerdoti, laici e religiosi: "Penso- scriveva il presule- all’impegno instancabile dei sacerdoti che, anche se avanti con l’età, si prodigano con amore e servizio; ai catechisti parrocchiali; ai silenziosi collaboratori dei parroci negli umili lavori di ogni giorno; agli insegnanti di religione … agli operatori dei servizi di volontariato… al Centro diocesano per le Vocazioni e alla grandissima ripresa della Pastorale giovanile". Affrontando i nodi problematici della pastorale, Boccaccio invitava la Diocesi ad un rinnovamento continuo, per passare "da una dimensione prevalentemente giuridico-amministrativa della Chiesa ad una dimensione di comunione"; "da una parrocchia intesa prevalentemente come luogo dei servizi religiosi, ad una parrocchia soggetto pastorale"; "da un atteggiamento di conservazione ad uno spirito più missionario". Concretamente nella lettera il Vescovo indicava nella creazione di tre centri pastorali il luogo delle scelte pratiche da attuare nelle parrocchie: il centro pastorale per il culto e la santificazione (per la formazione spirituale e liturgica), il centro per la nuova evangelizzazione ( per la preparazione all’annuncio e alla missione) e quello per la ministerialità e la testimonianza della carità (per l’animazione della dimensione del servizio).
La lettera pastorale, bussola a tutt’oggi dell’intera Diocesi, chiamava tutti gli operatori pastorali ad un cammino di formazione quinquennale, sottolineando la necessità, in particolare, del coinvolgimento dei laici nell’azione pastorale. Non a caso uno dei testi base degli incontri che il Vescovo ed alcuni animatori tenevano nel 2001-2002 nelle cinque vicarìe è stata l’Esortazione Apostolica "Christifideles laici" di Giovanni Paolo II.
Il cammino di formazione ha avuto anche, fin dall’inizio, una forte connotazione biblica: in sintonia con quanto poi avrebbe affermato il Papa nella "Novo Millennio Ineunte", il Vescovo Boccaccio ha puntato sulla priorità della spiritualità, portando la Sacra Scrittura tra le gente. Notevole è stata la risposta dei destinatari alla lectio divina quindicinale per tutti, promossa nell’anno pastorale 2000-2001 e a quella mensile tenuta a Frosinone per i giovani, ideale proseguimento dell’esperienza della GMG 2000 di Tor Vergata.. Alle lectiones sono stati successivamente affiancati incontri di formazione, sempre per vicarìe, sui temi dell’identità della comunità cristiana, della corresponsabilità ecclesiale e degli ambiti di impegno (annuncio, culto-santificazione e carità).
Un’altra scelta di base ha contrassegnato l’inizio del ministero episcopale di mons. Boccaccio: quella della comunicazione. Perché una Diocesi comunichi al suo interno e verso l’esterno, era necessario dotarsi di strumenti idonei che facessero circolare la vita delle diverse membra della Chiesa locale e le informazioni necessarie per tenersi tutti ancorati al cammino diocesano. Ecco allora la creazione di una Agenzia Diocesana, dall’emblematico nome "La Parola che corre", che ha esordito nel marzo 2001. Si tratta di una pubblicazione mensile spedita gratuitamente a tutti gli operatori pastorali, che in questo modo sono al corrente di ciò che succede in Diocesi e delle linee-guida per la formazione (oltre 1500 le copie stampate).
Altro impegno degli ultimi 5 anni è stato quello per la pastorale giovanile: notevole era stata la mobilitazione per il passaggio della Croce della GMG a Frosinone nel ’99; un migliaio i giovani della Diocesi che avevano preso parte alla GMG di Tor Vergata e seimila i giovani di altre nazionalità che accolti in Diocesi per quell’occasione. La forte risposta alla lectio per giovani ha mostrato una continuità con quegli eventi.
Per la testimonianza della carità, il Vescovo si è fatto promotore con i sacerdoti dell’impegno di costruire in Diocesi opere-segno di carità a livello vicariale, che stanno vedendo ora la luce. La Caritas Diocesana, inoltre, accanto ad altre realtà di volontariato, sta lavorando ad un incessante lavoro pedagogico di animazione della carità su tutto il territorio, aprendosi alla formazione permanente e allo scambio con Caritas Regionale e Nazionale.
Il cammino di Frosinone-Veroli-Ferentino ha ricevuto notevole impulso dalla coincidenza giubilare: varie manifestazioni hanno dato l’opportunità di risvegliare la fede e il servizio di tanta gente. In particolare, come già accennato, il pellegrinaggio a Roma in dicembre ha segnato un’altra tappa fondamentale. Da lì è nata la seria possibilità di una visita del Sommo Pontefice a Frosinone, quasi a "ricambiare" quella del popolo ciociaro. E quel sogno dei diecimila di Roma è diventato realtà nel 2001: la notizia dell’arrivo del Papa ha attivato energie e potenzialità latenti in Diocesi. Si sono mobilitati tantissimi volontari per l’accoglienza (500 circa), insieme a quanti hanno preparato i particolari del 16 settembre. In vista di quella data sono nate esperienze che rimarranno nella coscienza della comunità diocesana, come, in particolare, la fiaccolata contro tutte le forme di schiavitù svoltasi pochi giorni prima della visita del Pontefice, il 7 settembre 2001, alla periferia di Frosinone, vicino ad un grande centro commerciale, su una strada crocevia di commercio, scambi, produzione industriale, ma anche luogo di sfruttamento della prostituzione. All’iniziativa, guidata da Boccaccio, presero parte circa tremila persone, cui si unirono anche alcune prostitute, grate per la solidarietà dimostrata dalla gente.
Significativi passi vissuti dalla Diocesi nel cammino di rinnovamento, sono stati i Convegni ecclesiali tenutosi negli ultimi anni all’apertura dell’attività pastorale. L’ultimo, nel settembre 2003, ha visto riunite a Frosinone oltre 600 persone sul tema "Chiesa: comunità al servizio delle gioie e delle speranze degli uomini".
Nel frattempo, anche quest’anno è proseguita l’opera di formazione degli operatori pastorali, soprattutto laici, nelle 5 zone pastorali della Diocesi. Il percorso del 2003-2004 è stato costituito da due livelli: quello delle catechesi per adulti rivolte a tutti e quello più specifico per gli operatori pastorali, incentrato sul tema dei Centri di ascolto della Parola e della catechesi ai genitori che chiedono i Sacramenti dell’ Iniziazione per i figli.
Nel corso del cammino quinquennale, il Vescovo ha effettuato, nel 2002, la sua priam visita pastorale, a livello vicariale, alle comunità della Diocesi.
Altri impegnativi passi attendono ora la Diocesi, soprattutto nel bilancio del progetto indicato dalla lettera pastorale programmatica di mons. Boccaccio e nella progettazione del percorso dei prossimi anni, affinché il Vangelo sia annunciato agli uomini e alle donna che vivono sul territorio di questa Chiesa locale.
