Assemblea Diocesana 2016 Omelia del Vescovo

Omelia AD 2016

XXVII domenica del Tempo Ordinario – Assemblea diocesana e giornata missionaria

Ab 1,2-3; 2,2-4; 2 Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10

Cari amici,

concludiamo questi due giorni di ascolto, preghiera, amicizia. Siamo contenti. Vi ringrazio per essere stati qui, per aver condiviso questo momento in cui la nostra comunità diocesana ha mostrato di essere un popolo e che si può vivere insieme volendoci bene pur nella nostra diversità.

Non è poco in questo mondo in cui spesso le diversità diventano motivo di esclusione e di divisione. Grazie davvero. Anche per me è stato motivo di gioia stare con voi. Nella vita di oggi, frenetica e a volte sommersa dai problemi, dobbiamo consolarci e sostenerci a vicenda nel rispetto e nell’ascolto reciproco. Io sono qui con voi e per voi e voi vorrei foste insieme a me segno di questo popolo di amici di Gesù in una terra che appare a volte deturpata nella sua bellezza e nelle sue possibilità. Ma noi non volgiamo rassegnarci né arrenderci al pessimismo, anzi la misericordia di Dio, che quest’anno abbiamo ricevuto, ci sosterrà e ci renderà testimoni della volontà di bene che viene da lui. 

   Oggi ci uniamo anche noi alla domanda dei discepoli a Gesù: “Accresci in noi la fede!”. Sì, la nostra fede è piccola, fragile. Basta a volte un problema, una difficoltà, un imprevisto, per metterla in discussione. Eppure la fede è la nostra forza. Chiediamo insieme al Signore: “Accresci la nostra fede!”. Tu ci conosci, Signore. Sai le nostre fragilità, i nostri umori mutevoli, i nostri sentimenti contrastanti, l’incoerenza delle nostre scelte quotidiane. Eppure guardi sempre a noi con misericordia, pronto a prenderci per mano per guidarci e portarci con te. Vorremmo davvero che la nostra fede potesse dire ai monti di odio, di inimicizia, di divisione, di egoismo, di mediocrità, di prepotenza: “Sradicatevi dai nostri cuori e dal mondo”. Lo vorremmo dire anche ai monti di dolore e di morte delle guerre, soprattutto oggi a chi continua la guerra in Siria e ad Aleppo distruggendo e uccidendo senza alcuna pietà: “Basta! Sradicate l’odio e gli interessi che portano a continuare le tante guerre ingiuste e terribili!”

   per home miniSiamo qui anche per questo, come quei servi inutili di cui parla il Vangelo. Fossimo anche i migliori, fossimo pure giusti e buoni (e quanto è facile sentirsi tali!), davanti alla misericordia smisurata di Dio siamo sempre servi inutili, non nel senso che ciò che facciamo non conta, ma perché nulla basterà a colmare la distanza tra la misericordia di Dio per noi e il nostro amore per lui e per il prossimo. Eppure abbiamo la grazia di essere suoi servi, servi del suo amore nel mondo, testimoni di misericordia. La tavola che dobbiamo apparecchiare nella vita delle nostre parrocchie, dei movimenti e delle comunità, è proprio solo questa: la tavola della misericordia di Dio. Tutti devono trovarla apparecchiata quando ci visitano e ci incontrano. Guai escludere qualcuno! Guai allontanare chi ci appare estraneo o intruso! Guai soprattutto allontanare i poveri Lazzari di questo nostro mondo che bussano alle nostre porte mentre noi banchettiamo. L’Eucaristia, la tavola del dono di Gesù a noi, sia segno costante di questa tavola della misericordia! Lì ogni volta riceviamo il dono gratuito del Dio fatto uomo per noi che ha offerto la vita per amore. Aiutiamoci tutti a preparare questa tavola ogni giorno, senza recriminazioni, senza inimicizie, senza prepotenze, senza superbia, con l’umiltà dei servi, che ascoltano e obbediscono al loro unico Signore, Gesù. Nessuno si senta escluso da questa tavola. Non si sentano esclusi i deboli, gli anziani (oggi è la festa dei nonni: auguri a tutti i nonni!), i rifugiati e gli stranieri, i malati nel corpo e nello spirito, i poveri, i bisognosi. Non si sentano esclusi i piccoli e i giovani. Anzi siano i benvenuti! Insomma, nessuno si senta escluso o ai margini dalla tavola della misericordia di Dio che noi siamo chiamati a preparare ogni giorno. Non abbiate paura di invitare tutti a questa tavola, perché è il banchetto del Regno di Dio, il banchetto della misericordia, il cibo buono che sazia. Non rimaniamo impauriti e rassegnati a custodire i nostri recinti. Usciamo per incontrare e invitare alla tavola della misericordia: siate missionari della misericordia! 

   Cari amici, vorrei che questa fosse la tavola della nostra diocesi per questa terra. Prepariamola insieme, addobbiamola insieme, come avete fatto per accoglierci in questa bella assemblea (grazie a tutti quelli che vi hanno contribuito). Nessuno si senta inutile o incapace, ma porti con umiltà e intelligenza il suo contributo perché la nostra tavola possa davvero accogliere tutti. Questo è ciò che chiedo a me e a tutti, mentre ancora vi ringrazio per questo momento così bello in questo popolo. E insieme rendiamo grazie al Signore che tutto ciò ha reso e renderà possibile.

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Fotogallery disponibile qui

Segue video dell’omelia in streaming

Qui il download
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