
Tre dei novantaquattro siriani giunti martedì 3 maggio all’aeroporto di Fiumicino sono stati accolti nella nostra Diocesi, grazie ai cosiddetti “corridoi umanitari” frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Liberta Civili e l’Immigrazione, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e dalla Tavola Valdese. Progetto–pilota, il primo di questo genere in Europa, oltre al profilo umanitario, l’iniziativa ha anche un valore ecumenico, coinvolgendo cristiani cattolici e protestanti, ed è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che l’hanno promossa.
Nell’articolo informazioni e video della conferenza stampa di giovedì 5 maggio in Episcopio a Frosinone.
I “corridoi umanitari” prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di ventiquattro mesi, di mille profughi dal Libano (per lo piu siriani fuggiti dalla guerra), 150 dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e 250 dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).
Quello giunto martedì in Italia è il secondo gruppo di profughi e tra loro c’è la famiglia arrivata a Frosinone: sono un bimbo di sette anni con madre e nonna che dopo un lungo viaggio, di oltre trenta ore, sono potuti entrare nell’abitazione che è divenuta la loro nuova casa grazie alla collaborazione tra la Diocesi, la Caritas diocesana, il Liceo Scientifico di Frosinone. Questa esperienza di accoglienza si aggiunge al centinaio di profughi che, dal 2011, la Diocesi accoglie e sostiene e nelle ultime settimane una famiglia ha aperto le porte ad un minore aderendo all’iniziativa “Rifugiato a casa mia” proposto dalla Conferenza Episcopale Italiana dopo l’appello di Papa Francesco ad intraprendere iniziative concrete di solidarietà, accoglienza ed accompagnamento di quanti giungono nel nostro Paese per iniziare una nuova vita.
E’ davvero significativo che una scuola, il “F. Severi” del capoluogo, abbia voluto intraprendere nei mesi scorsi questo cammino di riflessione e preparazione a sostenere l’ospitalità di una famiglia di profughi assieme alla Caritas diocesana: è il frutto di un lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento che già nei precedenti anni scolastici ha coinvolto gli studenti in modo concreto i quali hanno partecipato alle raccolte alimentari nei supermercati della città o prestando servizio alla mensa dei poveri di Frosinone. Come hanno spiegato giovedì 5 maggio, in conferenza stampa, la prof.ssa Anna Maria Pizzutelli e la diciassette Marianna, rappresentante degli studenti: oltre ai doni e alla spesa che nei giorni scorsi hanno portato nell’appartamento del centro storico di Frosinone dove la famiglia vivrà, d’ora in avanti docenti e ragazzi saranno impegnati sia nel sostentamento economico che nel percorso di integrazione e accompagnamento. Sarà per loro un’occasione di crescita e arricchimento, e per noi un insegnamento: perchè come il vescovo ha sottolineato incontrando i media locali, «i giovani sanno impegnarsi ed interessarsi» e l’impegno messo in campo dalla scuola «mostra il volto bello della solidarietà». Inoltre, per mons. Spreafico questo «gesto di accoglienza ci aiuterà a comprendere meglio come l’Europa non può chiudere le porte a persone che fuggono da guerre e povertà. Solo in Siria ci sono oggi 4 milioni di profughi e 5,7 di sfollati interni. Non si può certo pensare che possano restare tra le rovine del loro Paese».
Le interviste realizzate in conferenza stampa dalla redazione di PERTE’ Online.
Video e foto dell’arrivo a Fiumicino sono disponibili qui
