Meditazione Preghiera Ecumenica – Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

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Gv 4,1-30

Care sorelle e cari fratelli,
è sempre una gioia essere insieme in questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Ringrazio chi vive con noi in questa terra da tempo e ogni anno partecipa a questo momento così bello, come Hiltrud Stahlberger, pastore della Chiesa Valdese con la sua comunità, e p. Vasile Chiriac, della Parrocchia Ortodossa Romena con la comunità romena così numerosa in mezzo a noi. Grazie soprattutto al Vescovo Andrej, che è venuto da noi dalla Chiesa ortodossa della Serbia per questa celebrazione. Gesù ci parla mentre siamo già uniti nell’ascolto della sua parola, acqua che zampilla per la vita eterna.


Come quel giorno al pozzo di Giacobbe Gesù entra nella nostra vita con grande misericordia, entra in dialogo con noi, ci pone domande per aiutarci a scoprire il nostro bisogno di lui. Infatti spesso ci nascondiamo a lui, decidiamo e pensiamo la nostra vita da soli, come se il Signore non fosse con noi, come aveva fatto quella donna per tanto tempo. L’incontro con Gesù suscita domande, svela chi siamo, rende possibile il cambiamento di noi stessi. Gesù è paziente con quella donna che si nasconde, si vergogna, ma allo stesso tempo si sente capita da quell’uomo che le propone di bere un’acqua ben diversa da quella che fino allora aveva attinto al suo pozzo.
Cari fratelli, ognuno di noi ha il suo pozzo, il pozzo delle sue convinzioni, delle sue abitudini, del suo modo di essere. A volte Gesù si ferma con noi, ci parla, ma noi continuiamo la nostra vita come se niente fosse. Quanto è difficile cambiare se stessi! Non però perché la parola di Gesù sia difficile, ma piuttosto perché siamo convinti di essere nel giusto, di fare già il possibile, di non avere nulla da cambiare. Non pensiamo che ascoltare il Signore significhi chiedersi ogni volta: cosa deve cambiare nella mia vita, nei miei pensieri, sentimenti, nelle mie scelte? Così fece quella donna. Ascoltò, anche se a fatica riconobbe il male che era in lei, e la conseguente tristezza e insoddisfazione della sua vita, e provò la gioia di quella parola sorgente di vita, che non la condannava, anzi l’aiutava a vivere in maniera rinnovata. Così ella non solo gustò la gioia di quell’incontro, ma volle subito farne partecipi gli altri.
Cari fratelli, oggi insieme anche noi gustiamo la gioia dell’incontro con Gesù che si ferma con noi accanto al nostro pozzo, ci parla, entra nel nostro cuore. Il Signore conosce la fatica della nostra vita, il nostro peccato, anche il peccato della divisione, che ancora permane tra le nostre comunità, ma nello stesso tempo dona a tutti noi la stessa acqua che zampilla per la vita eterna. Quest’acqua è innanzitutto la sua parola, che guarisce le ferite della divisione, crea unità intorno a lui, ci aiuta a riconoscere il cammino che ancora dobbiamo percorrere per raggiungere la piena unità in lui. Tutti allora abbiamo il compito di annunciare la sua parola, il Vangelo dell’unità e della pace in un mondo diviso, dove le guerre, la violenza, il terrorismo seminano morte e rendono la vita di tanti difficile. Penso soprattutto ai cristiani perseguitati o che vivono in paesi dove la fede cristiana è minacciata. Vorrei che questa sera preghiamo soprattutto per loro, perché il Signore li protegga e permetta loro di continuare a testimoniare l’amore di Gesù. Con loro affidiamo al Signore i cristiani delle nostre comunità e tutti i discepoli di Gesù nel mondo, perché sempre possiamo tutti attingere alla sorgente dell’acqua che zampilla per la vita eterna.

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Qui una breve fotogallery dell’evento
Incontro Ecumenico 2015 Breve fotogallery

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