Omelia del Vescovo – Ordinazione di P. Daniele, passionista

eucarestia

VIII domenica del Tempo Ordinario – Is 49,14-15; 1 Cor 4,1-5; Mt 6,24-34

  aro P. Daniele,
cari figli di San Paolo della Croce,
care sorelle e cari fratelli,

è sempre una gioia per un vescovo conferire l’ordinazione presbiterale a un giovane, anche se non verrà a far parte del clero diocesano, soprattutto quando è membro di una famiglia religiosa che così tanto ha dato e dà alla nostra diocesi. Ve ne ringrazio di cuore. Sapete quanto apprezziamo la vostra presenza così antica e il servizio che voi prestate in questa terra. Oggi uno di voi, un giovane, viene scelto per il ministero del presbiterato. In un tempo in cui le scelte definitive sono sempre più rare, ciò mostra come bisogna imparare a fidarsi del Signore e anche nelle difficoltà dei tempi affidarsi a lui. Vorrei dire a tutti i giovani qui presenti, agli amici di P. Daniele, di non avere paura delle scelte definitive sia che esse conducano verso una consacrazione religiosa o sacerdotale sia verso il matrimonio, anche se oggi per motivi anche oggettivi è forse più difficile che nel passato e si tende spesso a rimandare. Ma ringraziamo il Signore perché il suo amore sempre ci protegge e ci permette di affidarci a lui e di non vivere solo preoccupati per la nostra vita e il nostro futuro. Sì, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, la nostra vita vale più del corpo e del vestito e Dio si occupa sempre di noi. Per lui ognuno di noi ha un grande valore. Gesù ce lo ricorda oggi e lo ricorda a te, caro Daniele: “Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose vano in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno”.

Dio non si dimentica di noi

   Queste parole possono sembrare oggi un po’ anacronistiche. Infatti noi tutti sappiamo che molta gente anche intorno a noi è preoccupata proprio per la mancanza del necessario, lavoro, cibo, vestito. Gesù conosce il loro bisogno. Ma il Signore ci invita a non perdere la speranza, e soprattutto a credere che proprio nel bisogno egli è presente, è vicino, non abbandona mai. Lo abbiamo ascoltato nella prima lettura del libro di Isaia, rivolte a coloro che pensano che Dio li abbia abbandonati, si sia dimenticato di loro: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io non mi dimenticherò mai”. Noi dobbiamo credere questo, cari fratelli e sorelle. Dio si occupa di noi, soprattutto di chi ha più bisogno. Per questo la fede, se si nutre di preghiera, è una grande forza anche nei momenti difficili. Ciò deve essere vero ogni giorno per tutti, ma da oggi soprattutto per te, P. Daniele. Senza una fede forte, nutrita dalla preghiera frequente, dalla meditazione della parola di Dio, dalla fedeltà alla celebrazione eucaristica, anche tu sarai preso dalle preoccupazioni materiali e finirai per vivere in quel clericalismo, che si nutre del ruolo, delle approvazioni degli altri, di una condizione di vita in cui non sei costretto a faticare ogni giorno per guadagnare il tuo pane, come invece deve fare tanta gente.

Indossare l’abito del servo

   L’ordinazione sacerdotale che oggi ricevi non ti introduce in uno status, in una casta o in una corte di privilegiati, in una situazione di sicurezza in cui rifugiarti. Tu oggi rivesti l’abito del servo, di colui che è chiamato ad abbassarsi con misericordia sulle ferite, sul dolore, sulla vita delle persone che incontrerai e che ti saranno affidate. Noi, sacerdoti e vescovi, siamo solo e unicamente servi, servi del Signore innanzitutto, servi del suo Vangelo, servi della misericordia, perché si diffonda attorno a noi, servi del prossimo, a partire dai piccoli e dai poveri. Oggi rivesti gli abiti sacerdotali, con i quali presiederai la celebrazione eucaristica e amministrerai i sacramenti. Ricordati che l’altare non è il luogo del nostro protagonismo o della nostra esibizione, tanto meno del nostro potere, ma il luogo dove noi celebriamo il Cristo crocifisso e risorto, lui che ci ha tanto amato da donare se stesso a noi come cibo di vita eterna e bevanda di salvezza. Lì scoprirai ogni giorno di essere solo servo, ministro indegno di un dono così grande, che è chiamato davanti a Gesù crocifisso ad avere il suo stesso sguardo di amore per coloro che partecipano alle sue sofferenze, a curare le loro ferite, ad asciugare le loro lacrime, a comunicare loro la speranza e la forza dello stesso amore che tu riceverai. Il carisma del tuo Istituto ti aiuterà a collocarti ogni giorno davanti alla Passione e alla croce di Gesù, perché solo da lì sgorga la forza di amore che ti potrà sorreggere. E quel cuore che porti sul tuo abito ti sarà ogni giorno di memoria di quell’amore che tu dovrai diffondere.

Solo servo del Signore e della sua misericordia

Dice Gesù: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”. Il Signore ammonisce con chiarezza te e ognuno di noi. La vita cristiana non è fatta di compromessi. Papa Francesco parla spesso di una Chiesa povera per i poveri. Sii servo dei poveri e sarai libero dall’inganno della ricchezza e dalla ricerca di consenso e di ruolo, così diffuso nel mondo e tra i cristiani, non esclusi i ministri dell’altare. Sappi che la gioia viene dal dare più che dal ricevere. Gli altri cercheranno in te l’immagine di Cristo servo umile dell’umanità, colui che si è abbassato fino a diventare uno di noi e ad essere messo a morte per noi. Oggi il mondo ha bisogno che noi, suoi ministri, mostriamo la misericordia e la tenerezza di Dio, quelle della madre di cui parla il libro di Isaia, che si commuove sul suo figlio. Considera gli altri, tutti, nessuno escluso, figli di Dio. Consola, conforta, correggi e ammonisce con pazienza, mostra sempre un volto sereno che dia pace e serenità a coloro che ti incontreranno. Ascolta il bisogno di chi si rivolgerà a te, mostra loro il volto buono di Dio, perché si convertano a lui. Comunica la grazia di Dio attraverso i sacramenti, perché tutti possano gioire della grazia che viene dal Signore ed entrare a far parte del suo popolo. Ti assicuro la mia preghiera e tu prega per me, perché tutti possiamo essere solo servi del Signore e dell’umanità bisognosa di incontrarsi con il suo amore infinito. Che il Signore ti accompagni e la Vergine Santa, qui venerata, ti sia di guida ogni giorno verso il Signore.

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