
Casamari 16 giugno 2013
XI domenica del Tempo Ordinario
2 Sam 12,7-10.13; Gal 2,16.19-21; Lc 7,36-8,3
Care sorelle e cari fratelli, cari Dino e Matteo, oggi è un giorno di gioia particolare per la nostra Chiesa diocesana, che vi accoglie come presbiteri al servizio di Dio e degli uomini.
Ciascuno di voi giunge a questo giorno con un suo percorso personale, non privo di incertezze e difficoltà, ma sempre accompagnato dall’aiuto del Signore e dal sostegno dei vostri formatori del Collegio Leoniano, oltre a quello dei vostri genitori e del parroco don Adriano. Di questo dovete essere consapevoli e ringraziare il Signore. Voi oggi siete ordinati presbiteri innanzitutto per la chiamata e la grazia di Dio. Siate sempre consapevoli di questo dono ricevuto, quello che l’apostolo Paolo chiama giustificazione per la fede. Guai se da oggi voi pensaste di avere raggiunto la maturità e di non aver più bisogno come ieri dell’aiuto del Signore e delle parole dei fratelli. Certo, la tentazione dell’individualismo, vera malattia di questo nostro mondo, e dell’autosufficienza, sarà ogni giorno alla porta del vostro cuore. Con il digiuno, cioè con la rinuncia a vivere per voi stessi, e la preghiera incessante, potrete vincere questa tentazione e confermare quotidianamente la risposta alla chiamata di Dio, che oggi assumete in maniera definitiva. Il celibato e l’obbedienza vi aiuteranno a non vivere per voi stessi, ma a ricordarvi sempre che siete messi da parte per il Signore e per il servizio dei fratelli, e che ciò va rinnovato ogni giorno e non è per nulla scontato. Oggi perciò, si potrebbe dire, non avete tanto raggiunto una meta, ma piuttosto iniziate un momento nuovo della vostra vita, con il quale vi ponete più di prima nelle mani di Dio affidandovi alla sua misericordia.
Grande è la misericordia di Dio
Quanto è grande la misericordia di Dio! Egli non smette di perdonare, come ricorda spesso papa Francesco. Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo. Gesù si ferma a casa di un ricco, Simone. Giunge una donna, peccatrice, che con le lacrime e del profumo cosparge i piedi di Gesù asciugandoli con i capelli. Gesto semplice di una donna bisognosa e peccatrice, gesto di umiltà e di gratuità. Gesù elogia quella donna, mentre rimprovera Simone perché non ha saputo compiere quel gesto di umiltà e di gratuità, lui che era ricco e religioso. Cari fratelli, non serve sentirsi giusti, non basta credersi buoni e religiosi, magari criticando gli altri e parlando male o semplicemente chiacchierando ora dell’uno ora dell’altro, come si fa spesso tra noi. “La lingua è come il fuoco”, dice la lettera di Giacomo, e crea spesso divisioni e inimicizie. Bisogna tenerla a freno! Non alleiamoci mai con chi semina discordia! Chiniamoci invece tutti ai piedi di Gesù come quella donna, chiniamoci per servirlo, per riconoscere il nostro bisogno e il nostro peccato. Così troveremo misericordia. Mai innalzarsi, mai credersi migliori, mai criticare, mai disprezzare, mai allontanare. Noi siamo qui solo per servire e amare. Solo il servizio crea unità e comunione. Voi, cari Dino e Matteo, siete da oggi sacerdoti per servire ed amare. Solo a chi ama molto è perdonato molto. Chi ama se stesso, chi pone ogni giorno misure e limiti all’amore, chi dice di non aver tempo o energie per servire il prossimo ed aiutare, non avrà neppure l’umiltà di chiedere perdono a Dio e rimarrà prigioniero di se stesso.
Ministri della grazia di Dio
Con l’ordinazione sacerdotale voi divenite ministri dell’altare e della Parola, dispensatori della grazia e del perdono di Dio. Il mondo ha bisogno della grazia di Dio, della gratuità del suo amore, ha bisogno di misericordia. Ne hanno bisogno soprattutto i poveri, gli anziani soli a casa o in istituto, i carcerati, i nostri amici disabili, gli stranieri. Ne hanno bisogno i piccoli e i giovani, perché non si perdano nell’egoismo e nell’individualismo della nostra società. Ne hanno bisogno le famiglie in difficoltà a causa della crisi e della perdita del lavoro. Ne hanno bisogno anche le donne o gli uomini separati o divorziati, perché si sentano amati dal Signore e non esclusi dall’amicizia della Chiesa. Siate come Gesù! Siate sempre buoni samaritani, che si prendono cura delle ferite del prossimo, senza andarsene per i fatti propri. Siate pronti ad ascoltare il loro bisogno, ad asciugare le lacrime del dolore, ad accompagnare chiunque vi chiederà aiuto e sostegno. L’amore di Gesù appaia sempre sul vostro volto e nelle vostre parole. Annunciate il Vangelo con franchezza e con pazienza, consapevoli che tanti ne sono estranei. Nutrite la vostra vita con la Parola di Dio e con una preghiera incessante. L’altare su cui celebrate i divini misteri vi offra ogni giorno il corpo e il sangue del Signore come cibo e bevanda di salvezza. E vivete sempre come parte del corpo della Chiesa e membra di questo presbiterio, fuggendo la tentazione dell’individualismo e dell’amore per voi stessi. Non siate attaccati al denaro, ma piuttosto siate generosi nella solidarietà. E oggi con tutti noi ringraziate il Signore perché si è degnato di chiamarvi al suo servizio. Preghiamo perché siate sempre degni della chiamata ricevuta!
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