
di Nicoletta Fini – da La Provincia di Frosinone 15 marzo 2011
Un momento di riflessione, di preghiera e di preparazione alla Pasqua è
stato vissuto domenica scorsa nell’Abbazia cistercense, che ha ospitato
il ritiro spirituale per gli operatori pastorali delle Diocesi di
Frosinone – Veroli – Ferentino. Importanti i temi toccati dal Vescovo,
mons. Ambrogio Spreafico. Numerosi i partecipanti ecclesiastici,
insegnanti, catechisti, ed esponenti della Caritas.
Il presule, sottolineando che in Quaresima sono tanti i motivi di riflessione, riprendendo la lettera di Giacomo, ha esordito dicendo che «il testo fa riflettere sul modo di vivere dentro la comunità cristiana. Uno temi centrali della lettera è l’uso della lingua, che vuol dire l’ascoltare, ma soprattutto il parlare. E’ indispensabile dare importanza all’ascolto della Parola di Dio, attraverso la quale noi cresciamo umanamente e possiamo comunicare l’amore e la gioia che ognuno ha dentro di sé. Dobbiamo imparare a tenere a freno la lingua e usarla per parole migliori, per avvicinare e diventare amici di quelli che non conosciamo per portarli a Dio».
In una società dove molto spesso si è svelti nello sparlare, è invece essenziale la necessità dell’ascolto come dimensione indispensabile del nostro vivere da cristiani.
«Vedete, anche nella pastorale, non parlo solo della nostra Diocesi, ma devo ricordare che in generale, si dedica troppo poco tempo all’ascolto perché tutti abbiamo da fare. Quanto è difficile fermarsi ad ascoltare».
Don Ambrogio ai tanti catechisti, a chi aiuta nella parrocchia, ai coristi, ai volontari presenti all’incontro, ha chiesto quanti di loro ascoltano personalmente i bambini, i giovani, le persone che sono stati loro affidati.
«E’ importante, amici ascoltare i problemi dei giovani, anche perchè in alcune famiglie, forse in troppe, c’è poco dialogo tra genitori e figli. Si deve dedicare più tempo ad ascoltare gli altri, cercando di aiutarli a scegliere e a vivere in modo umano e cristiano».
Il Vescovo ha quindi ribadito il ruolo della pastorale «fatta non solo di organizzazione, di prediche, ma di rapporti personali. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Sono convinto che siamo chiamati ad essere padri e madri di generazioni disorientate. Proprio nel tempo di Quaresima è opportuna una conversione di noi stessi. Vorrei dire un cambiamento nel profondo tramite il quale possiamo comunicare la gioia al mondo intero». Infine, mons. Spreafico ha rivolto un pensiero e una preghiera per i popoli dell’Africa, sconvolti dalla guerra.
«Gente che vuol essere libera, avere dignità, costruire un futuro, molti hanno solo paura che arrivino in Italia».
Una preghiera anche per il popolo giapponese per la grande tragedia che sta vivendo.
Dunque, momenti di dialogo, di riflessione, di preghiera e di consigli spirituali per la nostra vita quotidiana.
