
Si è svolta Venerdì sera la Celebrazione Ecumenica organizzata in occasione della "Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani" che si concluderà lunedì prossimo.
Dopo i Vespri Ecumenici celebrati mercoledì nella Co-Cattedrale di Veroli cui hanno partecipato Mons. Nino di Stefano, l’Archimandrita Simeon del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e la Rev. da Daniela Tralli, pastore della Chiesa Evangelica Battista.
Una gremita chiesa di San Paolo Apostolo, in Frosinone, ha accolto la processione che, dall’esterno della struttura, ha attraversato la navata centrale sino all’altare
La Celebrazione Ecumenica è stata presieduta dal vescovo cattolico Ambrogio Spreafico e da Mons. Siluan, vescovo ortodosso romeno in Italia. E, nel segno dell’unità, vi hanno partecipato anche la Rev.da Hiltrud Stahlberger – Vogel, pastore della chiesa evangelica valdese di Ferentino, la Rev. da Daniela Tralli, pastore della Chiesa Evangelica Battista di Veroli e padre Ciprian Baltag, parroco della chiesa ortodossa romena di Frosinone, con le rispettive comunità.
La preghiera – animata dal coro diocesano – è stata scandita dall’ascolto del capitolo 24 del Vangelo di Luca: dapprima, i vv. 1 – 12 con Mons. Siluan che, nella sua omelia ha voluto sottolineare il significato di cosa vuol dire essere "credenti", ovvero fondare la propria fede sul vedere, toccare, sentire. La Divina Liturgia rappresenta la sintesi di queste tre dimensioni che sono anche la base della testimonianza cristiana.
Mons. Spreafico, invece, ha riflettuto sui vv. 13 – 35 richiamando l’attenzione dei presenti sulla difficoltà di vivere guardando oltre le divisioni di tutti i giorni quando, invece, «noi cristiani, testimoni del risorto» dovremmo essere «segno di quell’unità della famiglia umana che Dio ha voluto fin dalle origini del mondo».
Poi, la Celebrazione è proseguita con lo scambio della pace, la recita del Credo Niceno – Costantinopolitano e le intercessioni invocate da padre Baltag, dalla Rev.da Stahlberger – Vogel, dalla Rev. da Tralli e da don Giorgio Ferretti con preghiere per la pace, gli stranieri, per le popolazioni colpite dalla guerra e per quella di Haiti sconvolta dal recente sisma.
Davvero una bella serata, durante la quale si è potuto «condividere questa nostre fede di cristiani», come sottolineato da Mons. Siluan mediante «la preghiera che unisce nel profondo anche se siamo ancora divisi, perché unisce al cuore di Dio, ai suoi sentimenti e pensieri, ma soprattutto al suo amore che sana le ferite della divisione», come ha ricordato Mons. Spreafico.
Qui l’omelia del Patriarca Mons. Siluan
Segue breve fotogallery
per gentile concessione di © Roberta Ceccarelli
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