Ferentino: conclusi i festeggiamenti per S. Ambrogio, patrono della Diocesi

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Con il tradizionale rito del "Congedo da S. Ambrogio" la sera del 2 maggio è calato il sipario sulle celebrazioni patronali del calendimaggio ferentinate.



di don Luigi Di Stefano

Una festa difficile a raccontarsi e da far comprendere a chi non l’ha mai vista di persona.

La festa di S. Ambrogio è imponente, maestosa, massiccia, quanto la superba "macchina processionale" che i 145 incollatori trasportano con visibili sforzi e sacrifici attraverso le anguste vie della Ferentino medievale in un continuo susseguirsi di ripide salite e discese e, per di più, assiepate da una immancabile presenza di gente acclamante.

L’apparire del Santo non può che generare commozione e profondo entusiasmo, ben visibili dalle lagrime che irrigano i volti e le possenti grida di "evviva S. Ambrogio!", che trasformano l’ambiente in un tripudio generale di festa.

La devozione a S. Ambrogio è fortemente radicata nei ferentinesi: è viva, sincera, profonda, perché trasmessa di padre in figlio. Soprattutto negli ultimi anni, poi, c’è stata una presentazione nuova della figura del Martire con la rivalutazione della testimonianza del suo martirio quale membro della Chiesa locale e della sua benefica opera attraverso i secoli come protettore della città.

Ormai a Ferentino è risaputo che la festa di S. Ambrogio non è questione di un giorno solo o di una processione: l’anima della festa è la "Novena", che inizia il 21 aprile. Tutti l’aspettano con ansia e trepidazione perché sanno che sono sere benedette, che con una appropriata catechesi fanno gustare la sequenza di riti e celebrazioni ogni sera diverse ed entusiasmanti. Tutti sanno a memoria la preghiera al Santo e ogni anno rinnovano il santino che portano nel portafogli o nella borsetta. L’alternarsi, poi, ogni sera dei sacerdoti delle diverse parrocchie esprime il senso di decoro e unità per essere un’unica chiesa con un cuore solo e un’anima sola. Inoltre, la presenza, a turno, delle undici confraternite della città, delle varie associazioni o gruppi laicali, civili o sportivi dimostrano un impegno e un’aspettativa devozionale al Santo.

Quest’anno, ricorrendo il centenario della nascita di S. Paolo, le catechesi serali hanno presentato un messaggio preso dalle varie lettere dell’Apostolo.

S. Ambrogio con S. Maria Salome è patrono della Diocesi, per cui la paterna presenza del nostro Vescovo Diocesano, S. E. Mons. Ambrogio Spreafico ai Primi Vespri pontificali del 30 aprile ha focalizzato le finalità della preghiera corale intorno al "martyrium" di Ambrogio sulle necessità spirituali della nostra Diocesi; come pure nell’omelia del Pontificale del 1° maggio, il Vescovo ci ha richiamati ad essere un popolo unito – come uniti si era quel giorno intorno alla figura di Ambrogio – per sapersi accogliere gli uni gli altri, per accettare e soccorrere i più deboli, rianimare gli spiriti fiacchi ed essere, come Ambrogio e nel nome di Ambrogio, veri testimoni di Cristo nel mondo di oggi.

Due di Maggio: il Duomo assiepato e la piazza antistante gremita all’inverosimile per il tradizionale "Rito del congedo" sono stati la prova più eloquente di quanto ancora oggi la figura di Ambrogio incida nell’animo dei ferentinesi. Ancora una volta il richiamo di Ambrogio è stato più forte di ogni altro impegno: ha saputo richiamarci tutti e donarci un nuovo entusiasmo per affrontare le lotte della vita.

Articolo e fotogallery disponibili sul sito della concattedrale

Di seguito alcune foto per gentile concessione di www.alessandropompeo.eu

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