Perché tutti siano una sola cosa

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Discorso di Sua Eccellenza GENNADIOS di Nilopolis

Segretario del Santo Sinodo del Patriarcato Greco-Ortodosso di Alessandria e tutta l’Africa

Chiesa di San Paolo Apostolo – Frosinone, Venerdì 23 Gennaio 2009


«Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi in noi

una cosa sola perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv. 17, 21).

Eccellenza, Reverendissimi Padri, care sorelle e cari fratelli,

Dobbiamo, anzitutto, con spirito di gratitudine e di lode, ringraziare Dio Santissimo e Trino, che oggi ci ha riuniti qui tutti insieme, "nello stesso luogo", per glorificare il Suo Nome e rendere grazie per i tanti doni che Egli concede a noi, servi Suoi umili e indegni.

Consapevoli della nostra condizione spirituale e della nostra peccaminosità stiamo cercando di rispondere all’onorevole e nobile missione di cristiani, di seguaci veri di Cristo ed apostoli Suoi nel mondo attuale, e di obbedire insieme alla preghiera sacerdotale di Gesù – scambio_della_pace.jpg"ut unum sint". Questa settimana preghiamo ancora più intensamente per il raggiungimento della tanto desiderata unità visibile dei cristiani. Si tratta di una domanda pressante, e più che mai necessaria, in un mondo alienato, dove si constatano facilmente: l’agitazione del nostro tempo, i tanti problemi che affliggono l’umanità, le varie questioni esistenziali a cui quest’ultima si sforza di fornire risposte valide. Nella Divina Liturgia, infatti, noi Ortodossi preghiamo ogni volta per la realizzazione dell’unità dei cristiani, dicendo: "Per la pace del mondo intero, per la prosperità delle sante Chiese di Dio e per l’unione di tutti, preghiamo il Signore". La preghiera per l’unità dei cristiani colma in questi giorni i nostri cuori e la nostra mente si concentra a questa grande ed importante causa, che segna il nostro cammino quotidiano di vita e di ricerca di un senso. Fino ad ora, i numerosi e seri impegni di avvicinamento intrapresi fra le due grandi e storiche Chiese dell’Oriente e dell’Occidente, esprimono con evidenza lo spirito di amore e la volontà di diaconia di tutti i loro singoli rappresentanti.
benedizione_finale_dei_due_vescovi.jpgSignificativo a questo proposito è il recente Documento di Ravenna, del 13 ottobre 2007, dove si registrano analiticamente i problemi e gli ostacoli nell’impegno ecumenico, ma vi si discerne anche l’onesto e multiforme tentativo di dialogo, con il superamento delle varie difficoltà, e soprattutto la volontà della comunione ecclesiale. Caratteristico è il seguente passo: "Noi membri della Commissione Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa, siamo convinti che la dichiarazione sulla comunione ecclesiale, la conciliarità e l’autorità rappresenta un positivo e significativo progresso nel nostro dialogo, e che essa fornisce una solida base per la discussione futura sulla questione del primato nella Chiesa ad un livello universale. Siamo consapevoli delle molte questioni difficili che restano da chiarire, ma è nostra speranza che, sostenuti dalla preghiera di Gesù: «che tutti siano uno… perché il mondo creda» (Gv. 17,21), ed in obbedienza allo Spirito Santo, ci sarà possibile avanzare sulla base dell’accordo già raggiunto. Riaffermando e confessando: «un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef. 4,5), rendiamo gloria a Dio Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, che ci ha riuniti insieme".
È evidente da tutto ciò che l’unità e la cattolicità della Chiesa, tematiche sviluppate nel precedente ed in altri documenti del Dialogo teologico, possono essere vissute solo in relazione al sacramento per eccellenza della Chiesa: la Santa Eucaristia, e non possono essere comprese a prescindere da esso. A questo proposito, le due Chiese – scoprendo l’importanza dell’ecclesiologia eucaristica, che era stata diffusa nella teologia e la consapevolezza dell’antica Chiesa indivisa – hanno posto le basi solide e indiscutibili per il trattamento delle varie problematiche all’interno del Dialogo teologico, con delle speranze promettenti per l’immediato futuro. Vorrei qui comunicarvi che il Patriarcato di Alessandria e tutta l’Africa, gerarchicamente secondo nel mondo Patriarcato ortodosso, svolge un ruolo protagonista nella promozione del dialogo e dell’unità dei cristiani. Il Patriarca Parthènios III, di venerata memoria, è passato nella storia come il Patriarca del dialogo, della riconciliazione e della carità.
Sono molto importanti i suoi interventi durante le sue visite alla Santa Sede, come ad altre riunioni ed incontri a livello internazionale, ed ha lasciato al Patriarcato di Alessandria, come eredità preziosa, questa disposizione diaconale per il dialogo e l’unità. Inoltre, a nome del Patriarcato di Alessandria e di tutta l’Africa, Metropoliti e Vescovi, ma anche docenti universitari, sono attivamente coinvolti nei dialoghi ecumenici, e lo stesso Patriarca Theòdoros II, quale primate dell’ortodossia in Africa, si interessa personalmente e prega assiduamente per la promozione del dialogo fra la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica. Desidero trasmettervi il suo amore, la sua preghiera e il suo interesse paterno per tutti voi. A questo punto, vorrei esprimere la mia grande gioia e la mia sincera emozione, dovuta alla mia presenza qui in mezzo a voi. Desidero anzitutto ringraziare Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, Monsignor Ambrogio Spreafico, per il suo gentile invito e l’amore fraterno espresso alla mia persona. È noto il legame di carità e solidarietà che esiste tra il Patriarcato di Alessandria e tutta l’Africa e la Comunità di Sant’Egidio. L’amore e l’apprezzamento di Sua Beatitudine il Patriarca Theòdoros II per l’Eccellenza Sua, fratello veneratissimo, è grande. Per di più, anch’io, che mi trovo attualmente qui a Roma per realizzare degli studi post lauream, sono diventato un destinatario dello stesso amore ed apprezzamento da parte vostra. Desidero ricambiare l’amore ricevuto e con gratitudine offrire a tutti voi la mia preghiera e il mio desiderio di collaborazione, nella diaconia comune dell’uomo nei suoi molteplici bisogni. Eccellenza, vorrei augurarLe ad multos annos ed unire in questo momento la mia preghiera alla preghiera e la benedizione patriarcale del primate della Chiesa alessandrina Theòdoros II, che Le invia, tramite la mia mediazione, il Suo amore e abbraccio fraterno, perché si possa vivere quotidianamente la tanto desiderata unità e sperare che un giorno "diventeremo una cosa sola nella mano del Signore" (Ez. 37, 19). Che Dio sia sempre con tutti noi. Amen!
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