Scuola per i ministeri laicali

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    Negli orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000[1], i vescovi italiani affermano che «Chiesa di Dio, insieme a noi, ministri ordinati, sono i laici; di loro il Signore si serve per la testimonianza e la comunicazione del Vangelo in mezzo agli uomini. […] C’è bisogno di laici che non solo attendano generosamente ai ministeri tradizionali, ma che sappiano anche assumerne di nuovi, dando vita a forme inedite di educazione alla fede e di pastorale, sempre nella logica della comunione ecclesiale. Riconoscendo l’importanza e la preziosità di tale presenza, da parte delle diocesi e delle parrocchie, si provvederà anche alla destinazione coraggiosa e illuminata di risorse per la formazione dei laici» (n. 54).  

            Questa lunga citazione era necessaria per introdurre correttamente il tema della Scuola per i Ministeri nella nostra diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino. L’intuizione e la volontà di mons. Boccaccio, di istituire un organismo che provvedesse in forma sistematica alla formazione dei laici in vista dell’assunzione di un ministero, rientra nel clima che caratterizza la vita della Chiesa italiana di questi anni: riprendere il discorso sulla ministerialità laicale.

 

Cos’è la ministerialità laicale? E’ uno dei frutti dell’ecclesiologia del concilio ecumenico Vaticano II: l’ecclesiologia di comunione. Essa «postula la Chiesa articolata e servita dai ministeri, non condensati in pochi suoi membri, bensì distribuiti con varietà e larghezza all’interno delle comunità; cosicché i diversi membri della Chiesa partecipano attivamente alla sua vita e alla sua missione, nella ricchezza e diversità dei doni dello Spirito»[2]. I ministeri riconosciuti – istituiti – sono quelli del lettorato e dell’accolitato. I ministeri di fatto, come catechisti, operatori Caritas, animatori dei gruppi giovanili, dei gruppi liturgici o di comunità sono realtà nuove che esprimono le nuove esigenze di un parrocchia – di una chiesa – missionaria. Gli orientamenti pastorali già citati, ribadiscono al n. 62 che «abbiamo bisogno di laici che siano disposti ad assumersi dei ministeri con fisionomia missionaria in tutti i campi della pastorale a cui abbiamo accennato. Diventando cioè catechisti, animatori, responsabili di “gruppi di ascolto” nelle case, visitatori delle famiglie, accompagnatori delle giovani copie di sposi. […] Questo significa essere corresponsabili del servizio di Cristo all’uomo: servizio che costituisce la ragione per cui la Chiesa esiste e continua la sua missione nella storia». Anche nella Nota pastorale sulla parrocchia[3] al n. 12 si afferma che «la missionarietà della parrocchia esige che gli spazi della pastorale si aprano anche a nuove figure ministeriali, riconoscendo compiti di responsabilità a tutte le forme di vita cristiana e a tutti i carismi che lo Spirito suscita. Figure nuove al servizio della parrocchia missionaria stanno nascendo e dovranno diffondersi: nell’ambito catechistico e in quello liturgico nell’animazione caritativa e nella pastorale familiare, ecc.». «Il valore di questi passaggi dei documenti dei vescovi italiani sta nell’orientamento pastorale che li anima. I vescovi avrebbero potuto sottolineare le vecchie e nuove mansioni affidate ai fedeli laici anche senza parlare dei ministeri. Ora, tali ministeri non vengono indirizzati solo verso il cosiddetto campo dell’animazione cristiana delle realtà temporali, ma anche verso la vita interna della parrocchia, in ambito liturgico e formativo, ambiti nei quali i presbiteri sono protagonisti»[4].

 

            Queste figure ministeriali, tradizionali o nuove che siano, sono ‘identificate’ dal Vescovo della Chiesa diocesana e attribuite ad operatori pastorali che – essendo stati singolarmente oggetto di discernimento, sia da parte dei responsabili delle comunità di provenienza, sia dei responsabili dei tre Centri di Animazione Pastorale della Diocesi – acquisiscono un ruolo definito e riconosciuto di animazione pastorale nelle loro comunità di origine o in quelle in cui il Vescovo vorrà inviarli o nell’ambito del servizio a tutta la Diocesi svolto dai Centri. Colui, colei che è ‘riconosciuto’ dal Vescovo in un ministero, sarà un operatore pastorale che dovrà possedere «una visione globale dell’azione pastorale della comunità. Non dunque un semplice esecutore, ma una persona che condivida – ad esempio – con il parroco e il Consiglio Pastorale Parrocchiale la responsabilità della guida e animazione pastorale. Per questo sarà un coordinatore di attività o di formazione; una persona capace di sostenere gli altri operatori; una persona che, oltre che agire, pensa, segue tutto lo sviluppo della pastorale e comprende le nuove esigenze. […] Per sviluppare queste capacità sono necessarie almeno due modalità formative. E’ necessaria una formazione di tipo universitario (ad es. negli ISSR) dove acquisire un sapere e un riferimento ecclesiale. E’ anche necessaria una formazione realizzata con l’esperienza vissuta nella propria comunità».[5]

 Nella sua lettera pastorale per gli anni 2006-2010[6], mons. Salvatore Boccaccio – volendo offrire alla Chiesa diocesana strumenti sempre più idonei a realizzare un percorso di conversione pastorale secondo l’ecclesiologia di comunione – così affermava al n. 30: «I nostri convegni hanno evidenziato quanta ricchezza ci sia nello scambio e quanti nostri fratelli siano in attesa di una chiamata che consenta loro di essere parte attiva nella costruzione della Chiesa di Cristo nella nostra amata terra. Per questo, come pastore e padre, desidero offrirvi una strada che faciliti il vostro lavoro pastorale e consenta alla Diocesi tutta di arricchirsi del vostro singolo e valido contributo. Vorrei aprire nella nostra Diocesi una scuola per la formazione ai Ministeri ecclesiali. Molte volte i parroci, pur nella gioia del servizio, hanno lamentato la solitudine nell’affrontare i numerosi impegni che la vita parrocchiale richiede, senza avere il tempo e i criteri per mettere in rete la ricchezza delle singole proposte pastorali. Se invece ogni parrocchia potesse contare su figure ministeriali adeguatamente preparate e inviate nella comunità dal Vescovo si potrebbe favorire tutta l’azione pastorale. La scuola di formazione ai Ministeri sarebbe aperta ai laici e ai religiosi disponibili a lavorare nelle parrocchie, così che già nel prossimo quinquennio un gruppo di operatori potrebbe portare nuova linfa nella pastorale di ogni comunità. Tali ministri non faranno solo un’esperienza di approfondimento culturale, ma essendo formati insieme al lavoro missionario nelle singole comunità, saranno già preparati alla comunione ecclesiale e alla collaborazione così da realizzare più facilmente la sussidiarietà tra diverse comunità, tra centro e periferia della Diocesi, tra i differenti Consigli».  

don Giacinto Mancini

 


[1] CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il primo decennio del 2000 (29.6.2001)

[2] CEI, I ministeri nella Chiesa (15.9.1973)

[3] CEI, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia Nota pastorale (30.5.2004)

[4] L. Tonello, Il gruppo ministeriale parrocchiale, Edizioni Messaggero Padova 2008, p. 36

[5] E. e M. Borghiglioni – L. Meddi, Il futuro della parrocchia, Paoline 2006

[6] S. Boccaccio, Chi è Gesù per te?, Frosinone 2006


•    Le lezioni si svolgono il mercoledì presso la Parrocchia di S. Paolo ai Cavoni a Frosinone.

•    Viene chiesto ad ogni partecipante un contributo di 5,00 euro.

Primo anno
E’ aperto a tutti. Per l’iscrizione bisogna compilare il modulo specifico e consegnarlo o inviarlo presso la segreteria della curia.

Orario:

ore 19-20:
La professione della fede cristiana

ore 20-21:
Introduzione alla “Lectio divina”



sacra-scrittura.jpgSecondo anno
E’ riservato a coloro che hanno frequentato e completato il primo anno e sono in possesso dell’attestato di partecipazione.

Orario:

ore 19-20:
La celebrazione del mistero cristiano

ore 20-21:
“Lectio divina”



sacra-scrittura.jpgTerzo anno
E’ riservato a coloro che hanno frequentato e completato il secondo anno e sono in possesso dell’attestato di partecipazione.

Orario:

ore 19-20:
– Introduzione alla teologia pastorale
– I ministeri nella Chiesa (a cura dei 3 Centri Pastorali Diocesani)

ore 20-21:
“Lectio divina” (curata dai partecipanti)

per ogni altra eventuale informazione rivolgersi a:
•    d. Giacinto Mancini: 0775.863128
•    sig. Donato Indino: 0775.290973

 



Calendario 2008-2009

prima parte

OTTOBRE: 15 / 22 / 29
NOVEMBRE: 5 / 12 / 19 / 26
DICEMBRE: 3 / 10 / 17
GENNAIO: 7 / 14 / 21 / 28
FEBBRAIO: 4

seconda parte

FEBBRAIO: 11 / 18
MARZO: 4 / 11 / 18 / 25
APRILE: 1 / 15 / 29
MAGGIO: 6 / 13 / 20 / 27





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