PRESIDENZA DELLA
CEI
Messaggio
sull'insegnamento della religione cattolica per l'anno scolastico
2005/2006
Come di consueto, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in
vista della scelta che le famiglie e gli alunni sono chiamati a fare per
avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica, rivolge un
appello alle diverse componenti scolastiche, sottolineando talune ragioni
che possono motivare la conferma della scelta già fatta negli anni scorsi,
o invogliare verso la decisione di scegliere per la prima volta l'ora di
religione.
Nel Messaggio si fa riferimento alle innovazioni introdotte con le intese
sottoscritte tra l'autorità ecclesiastica e quella civile in merito agli
obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica, nel quadro
della riforma della scuola.
L'insegnamento della religione cattolica
nel contesto della riforma della scuola
per l'educazione integrale della persona
L'anno scolastico 2004-2005 si presenta carico di attese e prospettive per
la scuola in Italia. Prende avvio la riforma e anche l'insegnamento della
religione cattolica è chiamato in causa per dare il suo contributo. A
quanti spetta proporre e accogliere tale insegnamento giunga l'augurio che
esso venga impartito in modo che risponda alle attese degli alunni e delle
loro famiglie e che diventi un'occasione per capire e vivere il nostro
tempo, così incerto e conflittuale, nella ricerca della verità, per una
piena umanizzazione della propria esperienza di vita, aprendosi al dialogo
e facendosi testimoni di speranza. La grande percentuale di coloro che se
ne avvalgono – quasi il 93% lo scorso anno – è peraltro un'ulteriore
motivo per trattarlo con grande cura, mettendo a disposizione di tutti una
proposta significativa dei valori evangelici, favorendo al contempo
l'educazione all'accoglienza di tutti, nel rispetto delle diverse identità
etniche e religiose. Rivolgiamo un pressante invito a studenti e famiglie
perché diano la loro adesione all'ora di religione. Per molti sarà la
conferma di un impegno che non è mai venuto meno; per altri la gioia di
una scelta che nasce dalla riscoperta dell'apporto significativo che la
religione cattolica offre al cammino formativo, nel quadro della proposta
culturale ed educativa della scuola. Un particolare appello indirizziamo
agli studenti della scuola secondaria superiore, chiamati a gestire in
prima persona la responsabilità della scelta di avvalersi o non avvalersi
di tale insegnamento. A loro chiediamo di non lasciarsi tentare dal
disimpegno, ma di assumere con coraggio le fatiche di un processo
formativo che include valori religiosi ed etici, che sono non solo parte
integrante del patrimonio storico e culturale dell'Italia e dell'Europa,
ma anche capaci di dare valide risposte alle più radicali domande di senso
della vita.
In quest'anno, per la scuola primaria e per il primo anno della secondaria
di primo grado, si delineerà una nuova configurazione dell'insegnamento
della religione cattolica nel quadro della riforma della scuola, secondo
gli obiettivi specifici di apprendimento, approvati con apposite intese
tra la CEI e il Ministero dell'Istruzione. L'esperienza e la
professionalità, maturate in questi anni, aiuteranno i docenti di
religione ad entrare nel nuovo ordinamento, con l'aiuto
dell'indispensabile aggiornamento offerto dalle numerose iniziative
programmate per consolidare la scelta professionale, favorire una costante
motivazione spirituale, acquisire adeguate risorse didattiche. Mentre si
stanno concludendo le operazioni dei concorsi che definiranno per molti un
più sicuro stato giuridico, rinnoviamo il nostro grazie a tutti gli
insegnanti di religione cattolica per il loro servizio nella scuola e per
la testimonianza di vita che sapranno continuare a dare, ed esortiamo le
comunità ecclesiali a sostenerli e a incoraggiarli nel loro impegno.
Affidiamo al Signore alunni, docenti e famiglie, perché l'anno appena
iniziato veda tutti crescere nella scoperta del vero e del bene.
Roma, 20 settembre 2004
LA PRESIDENZA
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Regolamenti Diocesi
Pastorale Scolastica IRC
Con particolare gioia presento il Regolamento dell'Ufficio
Scuola della Diocesi, unitamente al Vademecum per l'Irc che
raccoglie i vari aspetti dell'Insegnamento della Religione
Cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di uno
strumento informativo che intende chiarire le modalità di
attuazione dell'Irc nella scuola pubblica secondo le vigenti
disposizioni.
Esso è diretto ai dirigenti, agli insegnanti e al personale
amministrativo, perchè possano trovarvi un aiuto nell'affrontare le
problematiche legate all'Irc, affidato quotidianamente alla
competenza e alla dedizione dei docenti di religione.
Dall'inizio del mio ministero nella Diocesi ho avuto modo di
incontrarli in diverse occasioni, di apprezzare la loro
professionalità e il loro impegno nella pastorale.
A loro, sacerdoti e laici, uomini e donne impegnate nella
quotidianità della vita familiare, civile e professionale, rinnovo
l'invito per una nuova evangelizzazione, già espresso nella Lettera
Pastorale con il Progetto Diocesano per gli anni
2000-2005.
I docenti di Religione sono portatori e testimoni entusiasti
di un insegnamento del messaggio cristiano che è patrimonio
storico-culturale del popolo italiano; un patrimonio fatto di
memorie, valori ed esperienze che la Chiesa mette a disposizione
nella scuola come servizio educativo a favore delle nuove
generazioni, nel pieno rispetto della libertà di coscienza di
ciascuno, continuamente aperto al dialogo e al confronto con altre
culture e religioni.
Conosco la loro passione educativa ma anche le difficoltà che
riguardano la questione ancora irrisolta dello stato giuridico, e
auspico che al più presto si trovino soluzioni dignitose. Nonostante
le difficoltà i docenti di religione continuano ad essere segni
credibili di quella "diaconia educativa" che la comunità cristiana
si impegna a svolgere come proposta culturale, a vantaggio sia dei
credenti sia dei non credenti.
L'episodio di Mosè davanti al roveto ardente, al quale il
Signore chiede di "togliersi i calzari dai piedi perchè il luogo sul
quale sta è una terra santa" (Esodo 3,5), sia il modello per
l'esercizio del loro ministero tra i bambini, i ragazzi, i giovani
della nostra Diocesi. Anche gli alunni sono "terra santa" e davanti
a loro e per loro gli educatori sono chiamati a "togliersi i
calzari", ponendo sempre al centro dell'attività educativa la
dignità e la trascendenza dell'allievo, persona ad immagine e
somiglianza di Dio.
Con paterno affetto, benedico nel Signore tutti coloro che
condividono la gioia dell'impegno educativo nella scuola.
Frosinone, 16 Dicembre 2000
+ Salvatore Boccaccio, Vescovo
Giubileo Diocesano della
Scuola
