Il Messaggio del Vescovo per la Giornata per la Vita

Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio (Mt 18,10).
Le parole di Gesù, riprese dai Vescovi italiani nel Messaggio per la 48° Giornata per la Vita – “Prima i bambini” – mettono, potremmo dire, “i bambini al centro”. Ed è questo il gesto con cui Gesù stesso accompagna la sua ammonizione, quando i discepoli gli chiedono chi sia più grande: «Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”» (Mt 18,1-3).
Mettere al centro i bambini significa mettere in campo gesti concreti: valori, priorità, leggi, opere… a livello personale, familiare, sociale, ecclesiale. E per assicurare una tale concretezza, i Vescovi ci invitano anzitutto a pensare a tanti bambini, oggi, nel mondo: dai bambini soldato a quelli “vittime collaterali” delle guerre degli adulti; dai bimbi considerati un diritto e “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i
desideri degli adulti a quelli cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, talora perché malati; dai bimbi che pagano egoismi e conflitti familiari e sono maltrattati o abbandonati a loro stessi, implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, sfruttati come lavoratori o coinvolti nelle violenze domestiche, ai piccoli fatti oggetto di attenzioni sessuali, fino all’infernale piaga degli abusi, che affligge famiglie, ambienti educativi e persino la Chiesa. Quella Chiesa che invece è, e deve diventare sempre più, “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria.
Sogno sempre più così la nostra Chiesa! Un luogo in cui i bambini siano “al centro” e siano “a casa”: dai piccoli nel grembo materno fino ai ragazzi delle nostre città, che dobbiamo proteggere da pericoli e discriminazioni ma anche da una cultura del provvisorio, del consumismo, dell’immagine, che rischia di farli crescere in un clima di vuoto e competizione, violenza e odio; persino nell’odio di sé. Sogno che la nostra Chiesa ami sempre più la vita amando i bambini: quanti ne incontro nelle nostre parrocchie e con quanta gioia! Sogno che le famiglie non si scoraggino nel trasmettere loro la vita e, assieme a sacerdoti e operatori pastorali, non si stanchino di educarli alla fede e all’incontro con Gesù. E sogno la nostra Chiesa, e anche il nostro mondo, come un luogo in cui, per dirla con l’autore del “Piccolo Principe”, i grandi non dimentichino di essere stati bambini: sappiano ascoltarli, capirli e operare, con coraggio, scelte rispettose della dignità e della vita di ciascuno.

Sì, sebbene il rispetto per la vita umana non si limiti al rispetto per l’infanzia, esso inizia proprio da lì: da colui che è piccolo, quasi “invisibile agli occhi”, come direbbe ancora il Piccolo Principe, ma vive e ci insegna ad amare. Per questo, assieme ai Vescovi, dico grazie a tutte quelle persone e istituzioni che, nella nostra Chiesa, operano attivamente per educare e custodire i bambini nonché per proteggere la vita umana in tutte le sue fasi e situazioni. Ogni vita! A cominciare da quella dei piccoli che devono ancora nascere,
fino a quella dei malati o degli anziani che talora sembrano tornati bambini, tanto sono deboli e bisognosi di tutto, ma la cui esistenza non può essere soppressa.
Mettiamo dunque i bambini al centro: metteremo al centro la vita, metteremo al centro l’umano!

Santo Marcianò

Frosinone, 30 gennaio 2026

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