Incontri

Pronti, via: è partita “La rivoluzione dell’amore” dei nostri giovani!

Una rivoluzione dell’amore che passa attraverso la preghiera e il “silenzio che parla” dei giovani raccolti davanti al Tabernacolo; così come attraverso la gioia e l’allegria dei piccoli ministranti che servono all’altare.

E proprio con due appuntamenti per altrettante fasce di età è entrato nel vivo il calendario di “Revolution – La rivoluzione dell’amore”, il denso programma di incontri, momenti di dialogo, preghiera, condivisione, varato dalle pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi.

E se dell’incontro dei ministranti di domenica 25 gennaio a Frosinone parleremo più diffusamente in un altro articolo, vediamo invece cosa di “bello” e importante è successo venerdì 23, nei locali del vecchio Seminario di Veroli, quando alcuni giovani delle due diocesi si sono incontrati con il Vescovo Santo e tra di loro, accompagnati e seguiti da don Francesco Paglia, don Simone Cestra, don Santino Battaglia, don Dino Mazzoli, don Luca Fanfarillo, don Pierluigi Nardi, don Federico Mirabella, presenti anche i seminaristi diocesani Lorenzo Ambrosi e Lorenzo Sabellico.

Un incontro aperto dal vescovo Santo, che ha commentato un passo della Genesi sulla vocazione di Abramo, quindi l’Adorazione nella Cappella del seminario e la suddivisione in gruppi dei presenti, arrivati da varie realtà delle due diocesi, per un momento di confronto e condivisione, prima di… condividere anche la cena.

Ma vediamo meglio come proprio i diretti protagonisti di questo primo incontro hanno commentato il tutto sui social. Nel post del Centro diocesano vocazioni di Frosinone si legge: «Ascolto, preghiera, condivisione, fraternità. Tanti i momenti che hanno caratterizzato questo primo incontro dei giovani con il nostro Vescovo nel percorso vocazionale appena iniziato!  Siamo solo all’inizio di questa nuova grande avventura!!!».

Ed ecco la narrazione che arriva dalla Pastorale giovanile di Anagni-Alatri: «Nel primo incontro di questo cammino vocazionale ci siamo fatti guidare dalla figura di Abramo: come lui siamo chiamati ad andare “senza mappa” seguendo la voce di Dio.  La vocazione nasce da una Parola ascoltata a lungo che ci porta a diventare ciò che ancora non siamo, lasciando andare le nostre sicurezze, le aspettative degli altri su di noi, le identità che abbiamo ricevuto dagli altri. Come Abramo, che non sa quale sarà il suo futuro, ma si fida di un Dio che vede per lui, anche noi siamo chiamati a camminare verso ciò che Dio vede di noi».

Share