Il Vescovo nell'azienda di gelati

La visita alla Froneri: «Il lavoro dà dignità all’uomo»

Nei corridoi scorrono le reclame dei gelati di un tempo che ha segnato il… tempo della adolescenza di tanti (meritato premio dopo aver fatto i compiti); e poi, le pubblicità moderne dei gelati-sandwich che stanno caratterizzando i giorni di figli e nipoti (ma anche questi chiamati prima a fare i compiti, ovviamente!). In mezzo, ad attraversare quei corridoi e gli impianti di produzione, decenni di passione e lavoro per produrre gelati, nello stabilimento della Froneri di Ferentino, un impianto storico che non solo ha saputo tenere il passo dei tempi ma, anzi, precorrerli. Perché, se decenni fa il gioco dei ragazzi frusinati era quello di andare con i motorini sgarrupati di allora a correre sullo “stradone della Motta”, dal nome della prima azienda, oggi molti di loro sono professionisti affermati e magari indosseranno i camici bianchi in quello che sta per diventare il più grande polo del freddo automatizzato del centro-sud.
E proprio alla “Froneri” ha fatto tappa, per una visita di cortesia nella mattinata di lunedì 19 gennaio, il vescovo di Frosinone, Santo Marcianò, accolto dall’ad di Froneri Italy, Quirino Cipollone, dal direttore delle risorse umane, Svevo Valentinis, dal responsabile dei servizi generali, ambiente e sicurezza, Amerigo Guida, dal responsabile marketing, Giuseppe Fascia, e da alcune maestranze di vari settori, che il presule ha voluto salutare, a tutti chiedendo, nome, provenienza e ruolo nell’azienda.


In un clima estremamente colloquiale nella sala riunioni, presenti anche il direttore della Caritas interdiocesana, don Onofrio Cannato, e l’economo, Marco Arduini, monsignor Marcianò ha tenuto un breve intervento, ricordando come «l’Economia è stato il mio primo amore. L’ho studiata e mi sono laureato; studi fatti per passione, per scelta, interessato alla realtà con la centro l’uomo e non a caso il titolo della mia tesi è stato “L’uomo al centro dell’impresa”. E allora mi piacque trovare tra le fonti degli studi la Scrittura, i Vangeli, le encicliche sociali della Chiesa, notando come il pensiero cristiano era fondamento del pensiero economico; ecco perché quando visito una impresa torno a quel primissimo amore», ha aggiunto Marcianò, soffermandosi poi su alcuni elementi, trovati a pieno titolo nella realtà-Froneri, ad iniziare dalla possibilità per la persona «di mettere al frutto i doni, i carismi, le capacità che possiede, perché il lavoro è creazione ma anche espressione di quello che uno ha dentro. E ognuno di noi porta dentro dei doni, delle competenze: è nato con questi doni, ma Qualcuno glie li ha messi dentro. E quando si ha la possibilità di mettere a frutto questi doni, si vive una vita felice, piena, perché ciò che facciamo consente al nostro essere di essere interezza. È vero che noi contiamo per quello che siamo, non per quello che facciamo, ma ciò che fai gli dà dignità. E se uno non lavora viene mutilato nella vita, nell’umanità: chi non lavora non vive pienamente la sua dignità».
Il vescovo ha poi voluto porre l’accento sul “creare” un prodotto: «L’uomo continua l’opera di Dio nella creazione. Il progresso lo si può definire come una continua creazione. Anche voi qui create, un gelato, con passione. E allora è bello sentirsi collaboratori con Dio, fare qualcosa di bello e di nuovo, sempre finalizzato al bene Tutto quello che di buono l’uomo fa con la sua intelligenza, non è altro che una continua creazione. Noi siamo collaboratori con il Creatore. Ma abbiamo anche la responsabilità nel creare, di fare sempre cose migliori, per un progresso buono che migliori la vita dell’uomo, sempre dentro un ambito etico che non faccia sforare da nessuna parte, mettendo sempre al centro la persona. E da quando sono qui in Ciociaria, sto vedendo che c’è questa finalità legata al bene dei lavoratori e del bene comune. E per me cittadino e vescovo, è una grande consolazione del cuore», ha concluso Marcianò, poi ringraziato dall’ad Cipollone per le sue parole, nel solco di quello che alla Froneri, tra uno stecco e una vaschetta di gelato, si fa ogni giorno, mentre fuori, al posto di quei vecchi motorini, corrono Tir e treni per portare gelati in tutto il mondo.

di Igor Traboni

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