Carissimi,
da tempo incontrandovi nelle nostre chiese pensavo come potervi aiutare nel vostro utile lavoro, e al contempo, come favorire la vostra stessa partecipazione alla liturgia oltre che naturalmente quella dei fedeli. Da qui è nata la proposta del corso e l'offerta del documento che di seguito che viene proposto alla vostra attenzione. Esso è il risultato di un inteso dialogo intercorso tra i vostri rappresentanti e l'Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana.
Accolto dalla nostra Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, ha lo scopo di recuperare il vero significato delle celebrazioni liturgiche, e nel tempo stesso rispettare e valorizzare la professionalità del vostro servizio.
Con gioia mi piace ricordarvi che anche voi siete parte del popolo santo di Dio che Cristo si è acquistato a prezzo del suo Sangue, e che pertanto come credenti siete chiamati a partecipare in maniera attiva all'azione liturgica. Da ciò consegue che il vostro servizio non deve distogliere dalla sacralità del momento, ma anzi conservare il clima di silenzio e raccoglimento per vivere in maniera adeguata la verità di ciò che si sta celebrando, affinché il dono dello Spirito che sgorga dai sacramenti, sia effusa in abbondanza su ciascuno.
Le norme che seguono, lungi dal diventare una limitazione al vostro lavoro, vogliono essere un aiuto perché le celebrazioni si svolgano con serietà e a voi venga garantito il giusto rispetto per la vostra professione.
Nella consapevolezza dell'impegno reciproco mi è gradita circostanza per porgervi un cordiale saluto accompagnato dalla mia benedizione
Il servizio dei fotografi e video-operatori
nelle celebrazioni dei sacramenti.
Senso e luogo della celebrazione
I. LA CHIESA: LUOGO DELLA CELEBRAZIONE
La comunità cristiana ha i suoi luoghi dove riunirsi: le chiese, dove essa diventa assemblea convocata dal suo Signore riunita nel suo Spirito.
La chiesa è segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo e in essa si celebrano le diverse presenze sacramentali di Cristo, mediante le quali la comunità cresce come Corpo di Cristo. Tutta la vita della comunità e dei singoli cristiani fa riferimento alla chiesa: la nascita e la morte, la malattia e l'amore, la festa e il lutto, la penitenza e l'esultanza, tutto vi trova eco fedele e puntuale. La chiesa è il luogo santo nel quale il popolo di Dio si riunisce per ascoltare la Sua Parola, per innalzare a Lui preghiere d'intercessione e di lode e soprattutto per celebrare i santi misteri e anche per custodire il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia.
L'edificio sacro non è solo luogo d'incontro, ma è immagine efficace della Chiesa, tempio di Dio, edificato con pietre viventi, ossia i battezzati.
Il centro di ogni chiesa è il suo altare.
Intorno all'altare si riunisce il popolo santo per partecipare al sacrificio del Signore e ristorarsi al celeste convito; è segno di Cristo, sacerdote, vittima e altare del suo stesso sacrificio.
Dio parla al suo popolo e nella sua Parola egli gli rivela le profondità del suo amore,e si lascia conoscere da lui. Per questo accanto all'altare altro luogo di grande rispetto è l'ambone:
Il Battistero e il fonte battesimale è l'altra grande presenza simbolica dello spazio cultuale cristiano. Sorgente d'acqua viva, grembo materno e tomba, lavacro e fontana "d'acqua zampillante per la vita eterna". In esso l'uomo liberato dal potere delle tenebre viene rigenerato alla vita divina perché possa chiamarsi ed essere realmente figlio di Dio.
II. IL SENSO DEL CELEBRARE
L'uomo d'ogni tempo, d'ogni cultura e d'ogni religione ha sempre celebrato i momenti importanti della sua vita e ha sempre custodito la memoria degli eventi significativi della sua storia. Le sue testimonianze sono la prova che l'uomo è divenuto ormai capace di sottrarre l'evento naturale al puro accadere e di attribuirgli un significato che perdura oltre il tempo.
Questa capacità di radicare l'evento nel futuro, insieme alla possibilità di trasmetterne ad altri il significato, è alla base di ogni celebrazione. Celebrare è vivere (o ri-vivere) comunitariamente l'evento, esultare insieme per una gioia, soffrire insieme per un dolore. Come le persone celebrano le date importanti della propria vita, e una città o uno Stato celebrano le date decisive della propria storia, così anche la fede. Ogni religione celebra i momenti più significativi della propria origine e del proprio mistero.
La fede cristiana celebra anch'essa l'evento che l'ha costituita e il mistero che l'alimenta: Gesù Cristo, Figlio di Dio, morto e risorto per la nostra salvezza.
Tale evento salvifico si realizza nella liturgia della Chiesa: in essa si ri-attualizza nel presente in maniera efficace il mistero dell'alleanza tra Dio e l'uomo reso finalmente definitivo nell'evento Cristo Gesù. E' questo che distingue la liturgia cristiana da ogni altro culto
Questa centralità di Cristo giustifica la celebre espressione conciliare che pone la Liturgia come "culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, fonte da cui promana tutta la sua forza": dignità assolutamente unica e propria che le proviene dall'essere al tempo stesso "esercizio del sacerdozio di Cristo" risorto e asceso al cielo, e azione dell'intero corpo mistico, cioè del capo e delle membra insieme. Nella Chiesa, infatti -nella quale perdura il mistero della sua incarnazione e risurrezione -il Cristo continua la sua opera e, attraverso i sacramenti, raggiunge ogni uomo di ogni tempo e luogo, perché tutti possano avere parte alla sua salvezza.
III. I SACRAMENTI D'INIZIAZIONE CRISTIANA E DEL MATRIMONIO
3.1. Battesimo
Il Battesimo costituisce l'inizio di un nuovo modo di vivere, che fonda e regola l'intera esistenza cristiana. Il battesimo dei bambini rappresenta la semina di un mistero di gloria pasquale, che tende a crescere e ad espandersi per giungere alla piena maturità di Cristo Signore.
La fecondità e la fruttuosità della celebrazione sacramentale, sono date dal ruolo insostituibile della comunità cristiana che accoglie e aggrega a sé il credente e lo rende partecipe del mistero di morte e risurrezione di Cristo Signore. Si è battezzati in Cristo, nella Chiesa e dalla Chiesa.
Il clima della celebrazione è essenzialmente gioioso poiché esprime l'esultanza della comunità che si sente rinnovata dalla elezione divina e che in atteggiamento di rendimento di grazie accoglie il nuovo dono.
Luoghi in cui avviene la celebrazione:
a) L'ingresso alla porta della Chiesa sottolinea la dimensione ecclesiale della scelta battesimale.
b) La proclamazione della Parola dall'ambone pone in luce che il Battesimo viene celebrato nella fede che scaturisce dalla Parola di Dio proclamata, accolta e creduta.
c) Il battistero evidenzia come la rigenerazione avvenga nell'acqua e nello Spirito attraverso il morire e il risorgere con Cristo.
d) L'altare rappresenta il compimento dell'iniziazione cristiana costituendo il segno centrale della celebrazione eucaristica.
3.2. Cresima
Con il Sacramento della Confermazione i battezzati proseguono il cammino dell'iniziazione cristiana iniziato nel battesimo. In forza di questo Sacramento essi ricevono l'effusione dello Spirito Santo che nel giorno d
Pentecoste fu mandato dal Signore risorto sugli Apostoli.
La rinnovazione delle promesse battesimali, l'identità del padrino della cresima con quello del battesimo e la celebrazione della Cresima nell'ambito dell'Eucaristia indicano l'intima unione tra i sacramenti dell'iniziazione cristiana e la continuazione di un cammino.
Con il sacramento della Confermazione coloro che sono rinati nel Battesimo, ricevono il dono ineffabile, lo Spirito Santo per cui sono arricchiti di una forza speciale e, segnati dal carattere del medesimo sacramento, sono collegati più perfettamente alla Chiesa mentre sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere, con la parola e con l'opera, la loro fede come autentici testimoni di Cristo.
Celebrazione della Confermazione durante il rito della Messa:
dopo la proclamazione del Vangelo
presentazione dei cresimandi
Omelia
liturgia del sacramento:
a) rinnovazione delle promesse battesimali
b) imposizione delle mani
c) crismazione
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preghiera universale liturgia eucaristica secondo il rito della messa.
3.3. Eucarestia
L'Eucaristia è il memoriale della Pasqua di Cristo, cioè dell'opera della salvezza compiuta per mezzo della vita, della morte e della Risurrezione di Cristo, opera che viene resa presente nell'azione liturgica.
La Santa Comunione al Corpo di Cristo accresce in colui che si comunica l'unione con il Signore, gli rimette i peccati veniali e lo preserva dai peccati gravi.
Nella celebrazione eucaristica, il popolo di Dio è chiamato a riunirsi insieme sotto la presidenza del sacerdote, che agisce nella persona di Cristo, per celebrare il memoriale del Signore, cioè il sacrificio eucaristico.
Per questa unione locale della santa Chiesa vale perciò in modo eminente la promessa di Cristo: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". (Mt 18,20) Infatti nella celebrazione della Messa nella quale si perpetua il sacrificio della Croce, Cristo è realmente presente nell'assemblea dei fedeli riuniti in suo nome, nella persona del ministro, nella sua parola e in modo sostanziale e permanente sotto le specie eucaristiche.
La S. Messa si articola in due grandi momenti che formano un'unità originaria:
-
la convocazione, la liturgia della Parola con le letture, l'omelia e la preghiera universale
-
la Liturgia Eucaristica con la presentazione del pane e del vino, l'azione di grazie consacratoria e la Comunione.
La mensa preparata nell'Eucaristia è infatti ad un tempo quella della Parola di Dio e quella del Corpo del Signore.
3.4. Matrimonio
Con il Sacramento del Matrimonio, gli sposi cristiani esprimono, nel segno, la loro partecipazione al mistero dell'unità e dell'amore fecondo tra Cristo e la Chiesa. Per questo sia nella scelta della vita coniugale sia nella procreazione e nell'educazione dei figli, si prestano vicendevolmente aiuto per vivere una vita santa e hanno così nel popolo di Dio un loro compito e un proprio dono.
Il matrimonio è costituito dal patto coniugale, ossia dal consenso irrevocabile con il quale i due sposi liberamente e scambievolmente si donano e si ricevono. Questa unione tutta particolare dell'uomo e della donna, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e reclamano l'unità indissolubile del vincolo matrimoniale.
Per meglio esprimere nel segno questa realtà e per facilitarne l'osservanza, Cristo Signore ha elevato l'unione indissolubile dei coniugi alla dignità di sacramento, come immagine del suo patto d'amore con la Chiesa. (cfr.Praenotanda Sacr.Matrim. pag.486)
Il rito, ordinariamente celebrato durante la Messa, pone in luce come il Sacramento del Matrimonio viva dell'Eucaristia, come suo aspetto qualificante e come
valore insostituibile per la costruzione della vita coniugale.
Rito del Matrimonio durante la Messa:
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Accoglienza all'ingresso della Chiesa o all'altare.
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Liturgia della Parola secondo il rito della Messa.
Liturgia del Matrimonio:
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espressione delle intenzioni degli sposi davanti alla Chiesa
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consenso
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benedizione e consegna degli anelli
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preghiera dei fedeli.
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Liturgia eucaristica secondo il rito della Messa
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Dopo il Padre nostro: Solenne Benedizione della Sposa e dello Sposo.
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Riti di conclusione.
Regolamento quadro nazionale proposto
dalle associazioni dei fotografi di Confartigianato e CNA
Questo testo è il risultato del dialogo intercorso fra le associazioni dei fotografi e l'Ufficio Liturgico Nazionale. Quest'ultimo approva i contenuti che i singoli fotografi sottoscriveranno, si impegna a farlo conoscere a tutti gli uffici liturgici diocesani e invita le associazioni a proporre questi orientamenti nelle diocesi per concordare con l'autorità ecclesiastica competente una redazione definitiva.
Da molti anni è invalsa la consuetudine di incaricare, in occasione della celebrazione del matrimonio e degli altri sacramenti, fotografi e video-operatori per un servizio che contribuisce a custodire nel tempo la memoria del dono ricevuto nei sacramenti e permette di rinnovare gli impegni assunti. È importante garantire che le celebrazioni si svolgano nel debito clima di raccoglimento e di preghiera. Per questo è necessario individuare alcuni criteri di fondo, utili a garantire la professionalità dei fotografi e dei video-operatori, e indicazioni pratiche che le associazioni si impegneranno a far loro osservare perché assicurino un servizio adeguato e corretto, che in tali circostanze dipende dal rispetto della singolarità dell'azione rituale e del luogo in cui essa si svolge.
Per la reale attuazione delle disposizioni qui riportate (nn. 9- 18) è necessario che vengano promossi incontri tra le associazioni locali di fotografi e gli uffici competenti delle diocesi: solo in questo modo, infatti, sarà possibile giungere a stipulare convenzioni con carattere vincolante per entrambe le parti. In ogni caso è sempre opportuno organizzare nelle stesse sedi locali
corsi specifici utili a spiegare e integrare tali disposizioni. Qualora un fotografo, dopo aver partecipato regolarmente agli incontri promossi dalla diocesi, ne abbia ricevuto un riconoscimento scritto, questo potrà ritenersi valido per l'esercizio della professione anche in altre diocesi. Gli orientamenti qui di seguito formulati (nn. 1-8) costituiscono il punto di riferimento unitario per intraprendere il dialogo.
1. La celebrazione del sacramento non è una cerimonia esteriore o uno spettacolo, ma è azione sacra per eccellenza, in quanto azione di Cristo e della Chiesa, sua sposa (cfr. Costituzione sulla Liturgia Sacrosanctum Concilium, n. 7). Anche il fotografo e il video-operatore fanno parte di quella comunità di fedeli riuniti per la celebrazione e, se credenti, sono chiamati a prendere parte attiva all'azione liturgica con un comportamento corrispondente ai diversi momenti dell'azione compiuta dall'assemblea. Nei prossimi numeri diamo una breve descrizione dei singoli momenti celebrativi.
2. I riti di introduzione.
Il loro senso è che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità (cfr. Principi e norme per l'uso del Messale Romano, n. 24). Sacerdote, sposi, ministri, coloro che svolgono un servizio, fedeli si adoperino perché nella celebrazione si crei il clima giusto: raccoglimento, attenzione, partecipazione, ecc. Soprattutto l'atto penitenziale è un momento che esige il silenzio per riconoscere e confessare i propri peccati, così da accogliere il perdono del Padre.
3. La liturgia della Parola.
Momento importante perché «nelle letture, che poi vengono spiegate nell'omelia, Dio parla al suo popolo, gli manifesta il mistero della redenzione e della salvezza e offre un nutrimento spirituale» (cfr. Principi e norme per l'uso del Messale Romano, n. 33). La parola di Dio rivela il senso dei sacramenti. Per questo i fedeli la ascoltino senza distrazioni per poter dare ad essa la propria risposta di fede e di preghiera.
4. Rito del sacramento.
Il rito del Battesimo comprende quattro momenti (in connessione con la Messa subisce qualche modifica):
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l'accoglienza (alle porte della chiesa);
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unzione prebattesimale e la professione di fede;
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il battesimo (al fonte battesimale), l'unzione crismale, la consegna della veste bianca e del cero acceso;
-
la processione all'altare della celebrazione eucaristica (compimento dell'iniziazione cristiana).
Il rito della Cresima comprende tre momenti:
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la rinnovazione delle promesse battesimali;
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l'imposizione delle mani con l'invocazione dello Spirito santo;
-
la crismazione.
Il rito del matrimonio comprende tre momenti:
-
le tre domande che il sacerdote rivolge agli sposi per accertare davanti all'assemblea la sincerità delle loro intenzioni e la consapevolezza degli impegni che stanno per assumere;
-
lo scambio reciproco del consenso da parte degli sposi;
-
la benedizione e lo scambio degli anelli.
5. La presentazione dei doni.
Mentre tutti siedono viene preparato l'altare e mediante la processione vengono presentati i doni (pane e vino per l'eucaristia).
6. La preghiera eucaristica.
Costituisce la parte più importante della celebrazione. Inizia con le parole del sacerdote: Il Signore sia con voi… In alto i nostri cuori, ecc., e si conclude con l'acclamazione: Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te Dio Padre Onnipotente… per tutti i secoli dei secoli; l'assemblea acclama: Amen.E' la "preghiera di grazie e di santificazione" (cfr. Principi e norme per l'uso del Messale Romano, n. 54;che il sacerdote eleva a nome di tutta la comunità per ringraziare Dio e nella quale il pane e il vino diventano il corpo e il sangue di Cristo, e quindi si rinnova e si offre il sacrificio di Gesù.
7. I riti di comunione.
Iniziano con la recita comunitaria del Padre Nostro, l'orazione che caratterizza i cristiani; segue la preghiera per la pace, lo scambio del gesto destinato a esprimerla e il canto allo spezzare del pane; hanno luogo quindi la comunione eucaristica e l'orazione dopo la comunione.
8. I riti conclusivi.
Sono costituiti dalla benedizione, dal momento delle firme degli sposi e dei testimoni, dal congedo e dall'uscita dalla chiesa.
Disposizioni pratiche per i fotografi e i video-operatori
9. È dovere degli operatori contattare per tempo il parroco o il sacerdote responsabile della chiesa per gli opportuni accordi e con loro prendere visione del luogo e della disposizione delle persone e i video-operatori nell'azione rituale. Qualora gli operatori trovassero l'illuminazione della chiesa insufficiente, inadeguata o male posizionata per le riprese video e/o fotografiche, si troverà di comune accordo una soluzione valida alla soddisfazione delle reciproche esigenze.
10. Curino il rispetto verso i ministri e l'assemblea con la discrezione dei gesti, con un contegno serio e con un atteggiamento corrispondente alla sacralità dell'azione che si sta svolgendo. Gli operatori indosseranno abiti consoni al luogo e al rito.
11. Gli operatori non dovranno distogliere l'attenzione dei presenti dallo svolgimento dell'azione liturgica o distrarli dalla devota
partecipazione a essa. In particolare, limiteranno gli spostamenti allo stretto necessario e faranno un uso discreto del flash.
12. Le riprese con macchine fotografiche e telecamere, oltre ad alcune panoramiche, sono permesse:
a. nella celebrazione del Battesimo
al segno di croce sulla fronte all'unzione sul petto
all'infusione dell'acqua (o immersione)
all'unzione sul capo
alla consegna della veste bianca e della candela accesa;
b. nella celebrazione della Cresima e della Messa di prima Comunione
si prendano accordi con il parroco per i momenti di particolare rilievo, inclusa anche la possibilità di un gruppo fotografico al termine della celebrazione. Durante l'atto penitenziale, la liturgia della Parola, la preghiera eucaristica si eviti ogni intervento degli operatori;
c. nella celebrazione del Matrimonio
- all'ingresso in chiesa
- al rito del matrimonio
- alla processione offertoriale
- al rito della pace
- alla comunione (facendo attenzione ai tempi)
- ai riti conclusivi.
Durante l'atto penitenziale, la liturgia della Parola, la preghiera eucaristica si eviti ogni intervento degli operatori.
13. Fotografare gruppi di parenti e amici all'interno della chiesa è consentito dopo le celebrazioni, purché venga conservato il decoroso rispetto per i luoghi sacri (in particolare si escluda il presbiterio).
14. Gli operatori cureranno di non lasciare in vista valigie o sacche; per il deposito dell'attrezzatura dovrà essere utilizzato un luogo che non Sia d' impedimento all'azione rituale.
15. Il presente regolamento viene sottoscritto dal singolo operatore che si impegna ad accettarne le regole. Le associazioni firmatarie provvederanno a raccogliere le adesioni e a consegnare l'elenco e i rispettivi aggiornamenti alla curia diocesana. Sarà opportuno promuovere incontri fra i rappresentanti dell'ufficio liturgico diocesano e le strutture locali delle associazioni nazionali firmatarie per favorire l'attuazione del presente regolamento, e organizzare eventuali corsi formativi, utili ad adattare e integrare le disposizioni qui riportate per giungere
in quella sede a renderle normative. Successivamente la curia potrà fornire alle parrocchie per l'opportuna informazione l'elenco dei fotografi che hanno aderito all'iniziativa.
16. Possono sottoscrivere il presente regolamento tutti gli operatori professionisti associati alle associazioni firmatarie. Gli operatori di cui sopra si faranno garanti per l'osservanza delle disposizioni suddette nei confronti dei loro collaboratori.
17. A documentare la celebrazione del matrimonio sarà ammesso un solo fotografo e/o un video-operatore incaricato dagli sposi, nonché eventuali collaboratori. Nessuno potrà imporre agli sposi un proprio fotografo o video-operatore. Altre persone si asterranno dall'eseguire riprese sia video sia fotografiche. Nelle celebrazioni comunitarie degli altri sacramenti il servizio sarà prestato per tutti da un solo fotografo e/o un solo video-operatore. Qualora in parrocchia vi siano due o più operatori professionisti dovrà essere garantito un avvicendamento dei loro servizi nelle diverse celebrazioni durante l'anno.
18. Quando si presentino persone incaricate dagli sposi al di fuori dei fotografi aderenti alle associazioni che hanno sottoscritto questo regolamento, il parroco farà compilare l'apposito modulo (vedi allegato). A tale scopo le persone incaricate del servizio prenderanno contatto con i parroci in tempi congrui.
SCELTA DEL FOTOGRAFO
Battesimo: libera iniziativa dei genitori dei battezzandi
Cresima ed Eucaristia: libera iniziativa del Parroco con i genitori interessati
Matrimonio: libera iniziativa degli sposi
Ci sia sempre precedentemente alle celebrazioni l'incontro del fotografo con il sacerdote responsabile della chiesa per accordi circa i tempi e i modi di intervento.
N.B. Il Parroco o il Rettore della Chiesa vigilerà che i fotografi e i video operatori rispettino le norme del presente documento, Si asterrà sempre da ogni forma di partecipazione e di commercio o di trattativa con i prestatori d'opera, salvo la richiesta di compenso per eventuali danni recati alla chiesa.
A cura del centro pastorale del Culto e Santificazione
