Canto iniziale. Durante il canto viene portata una candela al piede della croce.
S. Signore, quando siamo inginocchiati al piede della croce, non ci resta altro che pregare e operare giustizia.
L.1 La nostra preghiera ha un respiro universale perché crediamo che "Il disegno di Dio Padre… scaturisce dall'amore frontale, cioè dalla carità di Dio Padre… Piacque a Dio chiamare gli uomini alla partecipazione della sua vita non solo ad uno ad uno, senza alcuna mutua connessione, ma riunirli in un popolo, nel quale i suoi figli che erano dispersi si raccogliessero in unità" (Ad G, 2).
L.2 "Gesù., fondò la sua chiesa come sacramento di salvezza ed inviò gli apostoli nel mondo intero, come egli era stato inviato dal Padre" (Ad G, 5).
L.1 "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 34-35)
L.2 "Io non prego soltanto per questi miei discepoli ma prego anche per altri, per quelli che crederanno in me dopo aver ascoltato la loro parola. Fa che siano tutti una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi." (Gv17,20-21)
L.1 "La Chiesa è la famiglia di Dio nel mondo. In questa famiglia non deve esserci
nessuno che soffra per mancanza del necessario.
La parabola del buon Samaritano impone l'universalità dell'amore che si volge verso il
bisognoso incontrato « per caso », chiunque egli sia." (Deus Caritas est 25)
L.2 Si tratta di un amore che abbraccia tutti, senza nessuna distinzione di
cultura o di tempo. È lui il Dio che ci crea e ci chiama a partecipare alla sua vita
e alla sua gloria. È lui che effonde la sua bontà per essere tutto in tutti.
S. Dal Vangelo secondo Luca (10,30-35)
Un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gerico, quando incontrò i briganti. Gli portarono via tutto, lo presero a bastonate e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso passo di là un sacerdote; vide l'uomo ferito, passò dall'altra parte della strada e proseguì. Anche un levita del Tempio passò per quella strada; lo vide, lo scansò e proseguì. Invece un uomo della Samaria, che era in viaggio, gli passò accanto, lo vide e ne ebbe compassione. Gli andò vicino, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Popi lo caricò sul suo asino, lo portò a una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo. Il giorno dopo tirò fuori due monete d'argento, le diede al padrone dell'albergo e gli disse: Abbi cura di lui e se spenderai di più pagherò io quando ritorno.
Pausa di silenzio
L. 3 Dice il Papa nell'enciclica Deus Caritas est: "La parabola del buon Samaritano conduce soprattutto a due importanti chiarificazioni. Mentre il concetto di « prossimo » era riferito, essenzialmente ai connazionali …adesso questo limite viene abolito. Chiunque ha bisogno di me e io posso aiutarlo, è il mio prossimo. Il concetto di prossimo viene universalizzato e rimane tuttavia concreto. Nonostante la sua estensione a tutti gli uomini, non si riduce all'espressione di un amore generico ed astratto, in se stesso poco impegnativo, ma richiede il mio impegno pratico qui ed ora." (15)
L.1 . "Cristo ha preso l'ultimo posto nel mondo – la croce – e proprio con questa umiltà radicale ci ha redenti e costantemente ci aiuta. Chi è in condizione di aiutare riconosce che proprio in questo modo viene aiutato anche lui; non è suo merito né titolo di vanto il fatto di poter aiutare. Questo compito è grazia. Quanto più uno s'adopera per gli altri, tanto più capirà e farà sua la parola di Cristo: « Siamo servi inutili » Egli riconosce infatti di agire non in base ad una superiorità o maggior efficienza personale, ma perché il Signore gliene fa dono."(35)
S. "Se parlo le lingue degli uomini e anche quelle degli angeli, ma non ho amore, sono un metallo che rimbomba, uno strumento che suona a vuoto."
T. "Se ho il dono d'essere profeta e di conoscere tutti i misteri, se possiedo tutta la scienza e anche una fede da smuovere i monti, ma non ho amore, io non sono niente."
S. "Se do ai poveri tutti i miei averi, se offro il mio corpo alle fiamme, ma non ho amore, non mi serve a nulla." (1Cor13)
Canto
L.2 Beati coloro che hanno scelto di vivere sobriamente
per condividere i loro beni con i più poveri.
T. Beati coloro che rinunciano a più offerte di lavoro
per risolvere il problema dei disoccupati.
L.2 Beati i funzionari che sveltiscono la burocrazia
e tentano di risolvere i problemi delle persone non informate.
T. Beati i banchieri e i commercianti
che non approfittano delle situazioni per aumentare i loro guadagni.
L.2 Beati i politici e i sindacalisti che s' impegnano a trovare
soluzioni concrete alla disoccupazione.
T. Beati coloro che riguardano la natura: sanno che le risorse della terra
sono il pane del domani e dell'intera umanità.
L 2 Beati i detentori del potere quando al posto del loro profitto
scelgono la giustizia e la pace
T Signore, dammi l'amore per il mio tempo,
per la mia terra, per la mia gente.
Senza l'amore, la cittadinanza è solo diritti e doveri,
la città solo un posto dove vivere, le istituzioni solo un'autorità,
la politica solo potere e compromesso,
la nazionalità solo una distinzione tra chi è dentro e chi è fuori,
il vicino una potenziale minaccia,
il più debole solo zavorra, il lavoro solo soldi.
Aiutami a comprendere che davanti a Te
nessuno è senza permesso di soggiorno.
Tu, che riveli l'uomo all'uomo, trasforma lo straniero in fratello,
i confini in porte, le frontiere in abbraccio. Amen
L.1 Ricominciare da Gesù! Egli non rimane nella sua Nazaret ad aspettare le folle che sarebbero accorse al primo miracolo, ma scende a Cafarnao a cercare quelli che mai sarebbero saliti da lui. Egli sceglie e chiama i discepoli, sfama le folle, guarisce gli ammalati, consola gli afflitti, perdona i peccatori. Non lo predica soltanto: è sempre lui a fare il primo passo, a provocare il dialogo, a smentire le menzogne, a cacciare i mercanti dalla casa del Padre, ad annunciare la Verità e ad accogliere i fanciulli. È sempre sua l'iniziativa di aprire gli occhi ai ciechi per costruire sulla terra il Regno di Dio. (Lettera pastorale "Chi è Gesù per te?" 5)
T. Signore, davanti alla tua croce c'è una candela.
Essa brucia inquieta:
a volte è solo una fiamma debole,
a volte si alza gioiosa.
Signore, anch'io sono a volte inquieto.
Lasciami trovare la calma interiore.
Signore, vorrei diventare una luce per gli altri.
Vorrei essere come questa candela,
che si consuma nel suo proprio compito.
Signore, spesso cerco soltanto il mio vantaggio.
Lasciami diventare un servitore degli altri.
Che nella mia candela si possano accendere tante altre
Signore, vorrei imparare la lezione di questa candela:
si può offrire la luce e riscaldare, solo consumandosi.
Anch'io devo diminuire per dare la tua luce. Amen
Canto finale
