Canto iniziale
S. Cari fratelli e sorelle, il segno del trovarsi in chiesa, la sera, manifesta un desiderio che è prima di tutto quello di scoprire un'intimità con Dio, il tesoro più grande che il credente porta con sé.
La Quaresima è tempo d'accoglienza. Per accogliere il Signore bisogna liberare dello spazio dentro di noi: nei nostri pensieri, nella nostra immaginazione, nelle nostre preoccupazioni, nel nostro tempo.
Quanto spazio occupato di cose inutili che ci coinvolgono come se fossero indispensabili!
Dio bussa alla porta, ma non riusciamo a sentirlo: c'è troppo rumore.
Non avviene in noi la conversione perché chiudiamo a Dio le nostre porte.
Invochiamo lo Spirito Santo pregando a cori alterni
Noi ti adoriamo, Santo Spirito di Dio.
Amore del Padre e del Figlio, Spirito di Sapienza,
Apriamo il nostro cuore per accoglierti
Sei l'aria che respiriamo,
lo spazio nel quale ci muoviamo, respiriamo ed esistiamo.
Tu sei la dolce luce che ci rende attraenti gli uni agli altri.
Sei l'amore con il quale Dio ha creato e ordinato l'universo
Noi ti preghiamo, Spirito di Dio
accendi nel nostro cuore la simpatia per tutto ciò che vive
e dacci gioia per ciò che è umano e buono.
Nascosto nel profondo di ciascuno come un fermento o come un seme,
Tu sei la nostra volontà di vita, l'amore che ci attacca a questa terra
e che ci lega al nostro Dio.
Sei l'anima delle nostre preghiere, saggezza per capirci gli uni gli altri,
abilità nel dare aiuto, presenza dell'amore in mezzo a noi. Amen.
S. Fratelli, dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell'umanità, l'indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo "sguardo" di Cristo. Il digiuno e l'elemosina, che insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci allo sguardo di Cristo.
Ascoltiamo alcuni brani dell' Enciclica del papa Benedetto XVI
L 1 " Quando Gesù, nelle sue parabole parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare. Nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo – amore, questo, nella sua forma più radicale. Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni, comprende ciò che è stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica: « Dio è amore » . È lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia l'amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare."(Deus caritas est 12)
L 2 "L'unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. La comunione mi tira fuori di me stesso verso di Lui, e così anche verso l'unità con tutti i cristiani. Diventiamo « un solo corpo », fusi insieme in un'unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti . Nella comunione eucaristica è contenuto l'essere amati e l'amare a propria volta gli altri. Un' Eucaristia che non si traduca in amore concretamente praticato è in se stessa frammentata." (Deus caritas est 14)
S. Dal vangelo secondo Giovanni : "Se uno mi ama metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà. Io verrò da lui con il Padre mio e abiteremo con lui. Chi non mi ama non mette in pratica quello che dico. La parola che voi udite non viene da me ma dal Padre che mi ha mandato. Il mio comandamento è questo: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi."
Pausa di riflessione
Canto
L 1 Dell' Enciclica del papa Benedetto XVI "" Morendo sulla croce, Gesù emise lo Spirito…Si sarebbe attuata così la promessa dei fiumi di acqua viva che sarebbero sgorgati dal cuore dei credenti….Lo Spirito è quella potenza interiore che armonizza il loro cuore col cuore di Cristo e li muove ad amare i fratelli come li ha amati Lui, quando si è curvato a lavare i piedi dei discepoli e soprattutto quando ha donato la sua vita per tutti" (Deus Caritas est .19)
L.2 "Lo Spirito è anche forza che trasforma il cuore della Comunità ecclesiale, affinché sia nel mondo testimone dell'amore del Padre, che vuole fare dell'umanità, nel suo Figlio, un'unica famiglia. Tutta l'attività della Chiesa è espressione di un amore che cerca il bene integrale dell'uomo: cerca la sua evangelizzazione mediante la Parola e i Sacramenti, e cerca la sua promozione nei vari ambiti della vita e dell'attività umana. Amore è pertanto il servizio che la Chiesa svolge per venire costantemente incontro alle sofferenze e ai bisogni, anche materiali, degli uomini." " La chiesa non può trascurare il servizio della carità così come non può tralasciare i sacramenti e la Parola." "L'intima natura della chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio, celebrazione dei Sacramenti, servizio della Carità. Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro. La Carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza". (Deus Caritas est 19 ,22 e 25)
Recitiamo a cori alterni una preghiera di Madre Teresa di Calcutta
Signore, vuoi le mie mani per passare questa giornata aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno? Signore, oggi ti do le mie mani.
Signore, vuoi i miei piedi per passare questa giornata visitando coloro che hanno bisogno di un amico? Signore, oggi ti do i miei piedi.
Signore, vuoi la mia voce per passare questa giornata parlando con quelli che hanno bisogno di parole d'amore? Signore, oggi ti do la mia voce.
Signore, vuoi il mio cuore per passare questa giornata amando ogni uomo solo perché è uomo? Signore, oggi ti do il mio cuore.
Pausa di silenzio
L .3 Signore, cosa vuoi da me? Forse non sono capace di dirti "per sempre", però al meno voglio domandarti cosa vuoi da me oggi, solo oggi, Signore.
Cosa vuoi da me? Il perdono che non riesco a donare? L'aiuto che non so accettare ? Il sorriso che non so offrire? Lo sforzo di fare pace? Condividere il mio tempo con chi ha bisogno?
Pausa di silenzio
Davanti al tabernacolo ti lascio spiritualmente il mio proposito, solo per un giorno.
L. 3 Dalla Lettera Pastorale del nostro Vescovo ( 9):
"Come Cristo annunciava l'amore del Padre guarendo gli ammalati, provando compassione per chi aveva fame, così la nostra Chiesa locale deve testimoniare in maniera concreta l'amore per il prossimo, perché da questo riconosceranno che siamo suoi discepoli. Se la Chiesa è madre e maestra, non può proporre la Parola del Signore senza testimoniare quella carità gratuita che rende credibile il messaggio che annuncia. Il testimone non dimostra una tesi, ma mostra ciò che è avvenuto in lui dal momento che ha accettato il messaggio che adesso annuncia.
Ci viene chiesto di "esserci", proprio lì dove nasce il grido della disperazione; di testimoniare la presenza; di ascoltare il bisogno che non sempre è di segno materiale, ma invoca dignità, rispetto, solidarietà; di mettersi al servizio. Se vogliamo annunciare Gesù, il Signore della vita e della storia, dobbiamo ripercorrere la via di Emmaus e farci compagni di viaggio dell'uomo deluso, avvilito, in fuga. Partire dunque dalla Carità, cioè dalla Parola testimoniata, per annunciare profeticamente il Regno di Dio significa provocare nella gente una prima domanda: "perché lo fai? Quanto ti interesso io? E Dio dov'è?".
S. Preghiamo tutti insieme
Spirito Santo, dono del Cristo morente, fa' che la Chiesa dimostri di averti ereditato davvero.
Trattienila ai piedi di tutte le croci: quelle dei singoli e quelle dei popoli.
Ispirale parole, gesti e silenzi, perché sappia dare significato al dolore degli uomini.
Così che ogni povero comprenda che non è vano il suo pianto, e ripeta con il salmo: "le mie lacrime, Signore, nell'otre tuo raccogli".
Rendila protagonista infaticabile delle deposizioni da tutti i patiboli che si alzano nel mondo, perché i corpi schiodati dei sofferenti trovino pace sulle sue ginocchia di madre.
In quei momenti poni sulle sue labbra canzoni di speranza. Amen
Canto finale
