Canto iniziale
S: Fratelli e sorelle, la quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. ( Ben. XVIQuar.2006)
Invochiamo insieme lo Spirito Santo. (cori alterni)
T: Spirito Santo, che il Padre concede a coloro che credono in Gesù
e dietro di Lui camminano, riempi della tua grazia la nostra vita.
Spirito Santo, vivente in noi, fa che i nostri occhi vedano, il nostro cuore ascolti, i nostri passi percorrano cammini di conversione, e la nostra bocca possa lodare Dio e annunciare al mondo le sue meraviglie.
Spirito Santo, che riempi di gioia il cuore di coloro che annunciano la Parola con sincerità, chiama nuovi profeti, guida la tua Chiesa e incoraggia le scelte sapienti animate dalla carità.
S: "Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione" Mt.9,36
L 1: Anche oggi lo "sguardo" commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il "progetto" divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione. (Ben. XVI,quaresima 2006)
Pausa di riflessione
L 2 : Nella sua prima Lettera enciclica Benedetto XVI ha voluto far dono alla Chiesa di un testo forte sull'amore, "centro della fede cristiana", intendendo con ciò l'immagine cristiana di Dio e quella di uomo che ne scaturisce.
Questa Lettera è il programma del suo pontificato e per ciò è cammino da seguire per tutta la Chiesa universale.
Ascoltiamo alcuni brani dell' Enciclica « Deus Caritas est »
L. 3: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo . Esiste un solo Dio, che è il Creatore del cielo e della terra e perciò è anche il Dio di tutti gli uomini. Due fatti in questa precisazione sono singolari: che veramente tutti gli altri dei non sono Dio e che tutta la realtà nella quale viviamo risale a Dio, è creata da Lui. Egli stesso è l'autore dell'intera realtà; essa proviene dalla potenza della sua Parola creatrice. Ciò significa che questa sua creatura gli è cara, perché appunto da Lui stesso è stata voluta, da Lui « fatta ». E così appare ora il secondo elemento importante: questo Dio ama l'uomo "(9).
L. 1: "Egli apre gli occhi a Israele sulla vera natura dell'uomo e gli indica la strada del vero umanesimo. L'uomo, vivendo nella fedeltà all'unico Dio, sperimenta se stesso come colui che è amato da Dio e scopre la gioia nella verità, nella giustizia, la gioia in Dio che diventa la sua essenziale felicità:"
L 2: "L'amore appassionato di Dio per l'uomo è talmente grande da rivolgere Dio contro se stesso, il suo amore contro la sua giustizia. Dio ama tanto l'uomo che, facendosi uomo Egli stesso, lo segue fin nella morte e in questo modo riconcilia giustizia e amore."
T: Chi ho in cielo all'infuori di te?
Con te null'altro desidero sulla terra.
Anche se il corpo e la mente vengono meno
Tu sei la roccia della mia vita,
la mia ricchezza per sempre , o Dio. (Salmo 73)
Canto
S: " Dio è amore : chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui"
1Gv 4,16
L. 1 : "Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato.
T: Tu eri dentro di me, e io fuori.
L1 : Là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
T. : Tu eri con me, ma io non ero con te
L.1 : Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se
non esistessero in te.
T. : Mi hai chiamato, e il tuo grido ha squarciato la mia sordità."(S. Agostino)
L. 2: " La storia d'amore tra Dio e l'uomo consiste appunto nel fatto che questa comunione di volontà cresce in comunione di pensiero e di sentimento e così, il nostro volere e la volontà di Dio coincidono sempre di più: la volontà di Dio non è più per me una volontà estranea, che i comandamenti mi impongono dall'esterno, ma è la mia stessa volontà, in base all'esperienza che, di fatto, Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso. Allora cresce l'abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia"
L.3: "Si rivela così possibile l'amore del prossimo nel senso enunciato da Gesù. Esso consiste nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. Questo può realizzarsi solo a partire dall'intimo incontro con Dio, un incontro che è diventato comunione di volontà arrivando fino a toccare il sentimento. Allora imparo a guardare non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo. Il suo amico è mio amico. Al di là dell'apparenza esteriore dell'altro scorgo la sua interiore attesa di un gesto di amore, di attenzione."(18)
T. : "Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all'altro ben più che le cose esternamente necessarie: posso donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno."(18)
L.1: "Se il contatto con Dio manca del tutto nella mia vita, posso vedere nell'altro sempre soltanto l'altro e non riesco a riconoscere in lui l'immagine divina. Se però nella mia vita tralascio completamente l'attenzione per l'altro, volendo essere solamente " pio" e compiere i miei "doveri religiosi", allora s'inaridisce anche il rapporto con Dio. Allora questo rapporto è soltanto " corretto", ma senza amore."(18)
T. : " Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e su come Egli mi ama."(18)
L. 1: Diciamo a cori alterni
Benedetto sei tu, Signore, per le bellezze dell'universo che hanno incantato i miei occhi e colmato il mio cuore.
Benedetto sei tu, Signore, per coloro che amo
e che mi circondano con il loro affetto.
Benedetto sei tu, Signore, per la fragilità umana
che in me è un richiamo alla tua presenza e alla tua forza.
Benedetto sei tu, Signore, per l'amore infinito che mi doni,
per la tenerezza di cui mi circondi, per la tua presenza silenziosa.
Benedetto sei tu, Signore, per la mia vita,
le mie gioie e le mie pene che tu conosci e fai tue.
Benedetto sei tu, Signore, per la meravigliosa storia d'amore che sto vivendo con te.
L.2 : A giorni sarà consegnata la Lettera Pastorale "Chi è Gesù per te?".In essa il nostro Vescovo indica le priorità del cammino della Chiesa in questo territorio diocesano per i prossimi cinque anni.
In sintonia totale con quanto ha voluto dirci il Santo Padre, il nostro vescovo fa un invito forte a vivere la carità.
L. 3 : "Come Cristo annunciava l'amore del Padre guarendo gli ammalati, provando compassione per chi aveva fame, così la nostra chiesa locale deve testimoniare in maniera concreta l'amore per il prossimo, perché da questo riconosceranno che siamo suoi discepoli. Se la chiesa è madre e maestra, non può proporre la parola del Signore senza testimoniare quella carità gratuita che rende credibile il messaggio che annuncia. Il testimone non dimostra una tesi, mostra ciò che è avvenuto in lui dal momento che ha accettato il messaggio che adesso annuncia."
L. 1 : "Ci viene chiesto di esserci proprio li, dove nasce il grido della disperazione, di testimoniare la presenza, ascoltare il bisogno, che non sempre è di segno materiale ma invoca dignità, rispetto, solidarietà, e di mettersi al servizio."
Una persona porta una candela accesa vicino al tabernacolo e lì rimane in ginocchio
T. : Signore, io non so pregare, tante volte non so cosa dirti.
Il lume che offro è un pezzo del mio tempo, un po' del mio bene, un po' di me stesso, che io lascio qui, davanti a te, Signore…
Questo lume è la mia preghiera. Rimango nella tua presenza, e con me ti porto via, andandomene…Porto dentro la tua luce che illumina, porto il tuo fuoco che scalda e da compagnia, porto il tuo amore che vuole essere amato. Signore, voglio scoprirti sotto le maschere che ogni uomo sa indossare: dietro le apparenze ci sei Tu.
Canto finale
