Dal momento che
domenica 9 aprile p.v. si svolgeranno in Italia le elezioni politiche, alcuni
Sacerdoti hanno richiesto a questa Segreteria generale delucidazioni circa la
possibilità di svolgere anche quest'anno la tradizionale processione pubblica
delle Palme, o altre manifestazioni religiose esterne ( Via Crucis, Passione
Vivente ecc.)
Si precisa
pertanto che:
Dal punto di vista della normativa civile, non
esistono disposizioni dalle quali possano evincersi limitazioni allo svolgimento
di processioni religiose nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le
elezioni. L'articolo 9 della legge 4 maggio 1956, n. 212, prevede esclusivamente
il divieto, nei predetti giorni, di comizi e riunioni di propaganda elettorale.
Il secondo comma del medesimo articolo stabilisce il divieto di ogni forma di
propaganda elettorale entro il raggio di duecento metri dall'ingresso delle
sezioni elettorali.
Qualora si intenda
dare luogo alla processione pubblica, si dovrà pertanto procedere secondo le
modalità fissate in linea generale dagli articoli 25 e seguenti del regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773 ("Testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza"), e dagli articoli 29 e seguenti del regio decreto 6 maggio 1940, n.
635 ("Regolamento di pubblica sicurezza"). In casi specifici, l'autorità di
pubblica sicurezza è legittimata a modificare l'itinerario della processione,
qualora essa possa ostacolare il libero e spedito accesso degli elettori nei
locali di votazione ovvero possa determinare il crearsi di assembramenti nelle
strade adiacenti ai locali stessi (cf. decreto del Presidente della Repubblica
30 marzo 1957, n. 361, articolo 44).
Sentito il parere della Prefettura di Frosinone, a
cui con apposita circolare il Ministero degli Interni ha delegato di
regolamentare la questione sul territorio, si ritiene opportuno stabilire che
le manifestazioni religiose previste per i
giorni 8-9 aprile p.v. si svolgano su percorsi che non incrocino le sedi dei
seggi elettorali.
Tenendo conto di quanto sopra,
i Parroci e i Rettori delle Chiese vogliano
modificare eventualmente il percorso tradizionale di tali manifestazioni.
Mons. Luigi Di
Massa (Vicario generale)
