Menu
 
0
0
0
s2smodern

Papa Francesco udienza in Aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “«Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!» (At 3,6). L’invocazione del Nome che libera una presenza viva e operante”. (Brano biblico: Dagli Atti degli Apostoli 3, 3-6).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Negli Atti degli Apostoli la predicazione del Vangelo non si affida solo alle parole, ma anche ad azioni concrete che testimoniano la verità dell’annuncio. Si tratta di «prodigi e segni» (At 2,43) che avvengono per opera degli Apostoli, confermando la loro parola e dimostrando che essi agiscono nel nome di Cristo. Accade così che gli Apostoli intercedono e Cristo opera, agendo «insieme con loro» e confermando la Parola con i segni che l’accompagnano (Mc 16,20). Tanti segni, tanti miracoli che hanno fatto gli Apostoli erano proprio una manifestazione della divinità di Gesù.

Ci troviamo oggi dinanzi al primo racconto di guarigione, davanti a un miracolo, che è il primo racconto di guarigione del Libro degli Atti. Esso ha una chiara finalità missionaria, che punta a suscitare la fede. Pietro e Giovanni vanno a pregare al Tempio, centro dell’esperienza di fede d’Israele, a cui i primi cristiani sono ancora fortemente legati. I primi cristiani pregavano nel Tempio a Gerusalemme. Luca registra l’ora: è l’ora nona, cioè le tre del pomeriggio, quando il sacrificio veniva offerto in olocausto come segno della comunione del popolo col suo Dio; e anche l’ora in cui Cristo è morto offrendo sé stesso «una volta per sempre» (Eb 9,12; 10,10). E alla porta del Tempio detta “Bella” – la porta Bella – vedono un mendicante, un uomo paralitico fin dalla nascita. Perché era alla porta, quell’uomo? Perché la Legge mosaica (cfr Lv 21,18) impediva di offrire sacrifici a chi avesse menomazioni fisiche, ritenute conseguenza di qualche colpa. Ricordiamo che di fronte a un cieco dalla nascita, il popolo aveva domandato a Gesù: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» (Gv 9,2). Secondo quella mentalità, c’è sempre una colpa all’origine di una malformazione. E in seguito era stato negato loro persino l’accesso al Tempio. Lo storpio, paradigma dei tanti esclusi e scartati della società, è lì a chiedere l’elemosina come ogni giorno. Non poteva entrare, ma era alla porta. Quando accade qualcosa di imprevisto: arrivano Pietro e Giovanni e s’innesca un gioco di sguardi. Lo storpio guarda i due per chiedere l’elemosina, gli apostoli invece lo fissano, invitandolo a guardare verso di loro in un modo diverso, per ricevere un altro dono. Lo storpio li guarda e Pietro gli dice: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!» (At 3,6). Gli apostoli hanno stabilito una relazione, perché questo è il modo in cui Dio ama manifestarsi, nella relazione, sempre nel dialogo, sempre nelle apparizioni, sempre con l’ispirazione del cuore: sono relazioni di Dio con noi; attraverso un incontro reale tra le persone che può accadere solo nell’amore.

Il Tempio, oltre ad essere il centro religioso, era anche un luogo di scambi economici e finanziari: contro questa riduzione si erano scagliati più volte i profeti e anche Gesù stesso (cfr Lc 19,45-46). Ma quante volte io penso a questo quando vedo qualche parrocchia dove si pensa che sono più importanti i soldi che i sacramenti! Per favore! Chiesa povera: chiediamo al Signore questo. Quel mendicante, incontrando gli Apostoli, non trova denaro ma trova il Nome che salva l’uomo: Gesù Cristo il Nazareno. Pietro invoca il nome di Gesù, ordina al paralitico di mettersi in piedi, nella posizione dei viventi: in piedi, e tocca questo malato, cioè lo prende per mano e lo solleva, gesto in cui San Giovanni Crisostomo vede «un’immagine della risurrezione» (Omelie sugli Atti degli Apostoli, 8). E qui appare il ritratto della Chiesa, che vede chi è in difficoltà, non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà al posto di barriere. Appare il volto di «una Chiesa senza frontiere che si sente madre di tutti» (Evangelii gaudium, 210), che sa prendere per mano e accompagnare per sollevare – non per condannare. Gesù sempre tende la mano, sempre cerca di sollevare, di fare in modo che la gente guarisca, che sia felice, che incontri Dio. Si tratta dell’«arte dell’accompagnamento» che si caratterizza per la delicatezza con cui ci si accosta alla «terra sacra dell’altro», dando al cammino «il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana» (ibid., 169). E questo fanno questi due apostoli con lo storpio: lo guardano, dicono “guardaci”, gli tendono la mano, lo fanno alzare e lo guariscono. Così fa Gesù con tutti noi. Pensiamo questo quando siamo in momenti brutti, in momenti di peccato, in momenti di tristezza. C’è Gesù che ci dice: “Guardami: io sono qui!”. Prendiamo la mano di Gesù e lasciamoci alzare.

Pietro e Giovanni ci insegnano a non confidare nei mezzi, che pure sono utili, ma nella vera ricchezza che è la relazione con il Risorto. Siamo infatti – come direbbe san Paolo – «poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto» (2Cor 6,10). Il nostro tutto è il Vangelo, che manifesta la potenza del nome di Gesù che compie prodigi.

E noi – ognuno di noi –, che cosa possediamo? Qual è la nostra ricchezza, qual è il nostro tesoro? Con che cosa possiamo rendere ricchi gli altri? Chiediamo al Padre il dono di una memoria grata nel ricordare i benefici del suo amore nella nostra vita, per dare a tutti la testimonianza della lode e della riconoscenza. Non dimentichiamo: la mano tesa sempre per aiutare l’altro ad alzarsi; è la mano di Gesù che tramite la nostra mano aiuta gli altri ad alzarsi.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans les Actes des Apôtres, la prédication de l’Évangile ne s’appuie pas seulement sur les paroles mais aussi sur des actions concrètes qui attestent de la vérité de l’annonce. C’est ce que souligne le récit de guérison de l’homme, infirme de naissance, qui mendiait à la Belle Porte du Temple. En entrant en relation avec lui, Pierre et Jean ont permis à ce mendiant de trouver la guérison dans le nom de Jésus-Christ, le Nazaréen. Pris par la main et relevé par Pierre, l’homme paralysé, qui symbolise tant d’exclus et de marginalisés de la société, peut désormais marcher et louer Dieu. Apparaît ainsi le visage d’une Église qui est «sacrement universel du salut» (Lumen Gentium, n.48), lieu de libération et de guérison. Dans la personne des Apôtres, l’Église, «hôpital de campagne», mère au cœur tendre et attentionné, a versé le baume de la proximité et de la consolation sur un enfant de Dieu contraint de vivre dans l’affliction et l’humiliation. Pierre et Jean nous apprennent de cette manière que notre véritable richesse est dans la relation avec le Ressuscité et qu’en lui nous possédons tout. Car l’Évangile manifeste la puissance du nom de Jésus qui accomplit des prodiges.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini provenienti dalla Francia e da altri paesi di lingua francese, in particolare i giovani di Tolosa, nonché i fedeli della parrocchia di Russ. Chiediamo al Padre il dono di una memoria grata per i benefici del suo amore nella nostra vita. Possa lo Spirito Santo aiutarci a testimoniarlo nella lode e nel servizio agli altri. Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de France et d’autres pays francophones, en particulier les jeunes de Toulouse, ainsi que des fidèles de la paroisse de Russ. Demandons au Père le don d’une mémoire reconnaissante pour les bienfaits de son amour dans notre vie. Et que l’Esprit Saint nous aide à en témoigner dans la louange et dans le service des autres. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the Acts of the Apostles, we now see how the Apostles preached the Gospel of salvation not only in words but in concrete actions. The first account of healing in Acts bears witness to this. Peter and John encounter a man born lame at the entrance to the Temple. This poor beggar, who represents the excluded and discarded members of society, is looking for alms. The two Apostles fix their gaze on him, inviting him to a different way of seeing things. They offer him not silver or gold, but the greatest gift of all: the salvation to be found in Jesus Christ. They create a relationship with him, for this is how God desires to reveal himself: through a loving encounter between people. Saint John Chrysostom saw in this act of raising up a lame person an image of the resurrection. It is also an image of the Church, called to look for those in need and to lift them up. As we also strive to help others, let us, like Peter and John, always recognise our own need for that greatest treasure, which is our relationship with the Risen Lord.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Malta, Cina, Giappone e Stati Uniti d’America. Su tutti voi, e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from Malta, China, Japan and the United States of America. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der Apostelgeschichte sehen wir, wie die Verkündigung des Evangeliums nicht nur durch Worte, sondern auch durch konkrete Handlungen geschieht. Wunder und Zeichen durch die Apostel bestätigen die Botschaft und zeigen, dass Christus selbst am Werk ist. Der erste Bericht dieser Art ist die Erzählung von der Heilung des Gelähmten durch Petrus und Johannes. Zur Stunde des Opfers gehen die Apostel zum Tempel und treffen auf den Gelähmten, der wegen seiner Krankheit nicht zum Gottesdienst zugelassen ist. Die Apostel fordern ihn auf, sie auf andere Weise anzuschauen; so stellen sie eine Beziehung zum Gelähmten her, denn Gott will sich in der Beziehung zeigen, durch eine echte Begegnung zwischen Menschen, die nur aufgrund der Liebe geschehen kann. Und der Gelähmte empfängt nicht ein Almosen, sondern den Namen Jesu Christi, der allein den Menschen heilen kann. Es wird hier das Antlitz der Kirche sichtbar, die uns als Mutter bei der Hand nimmt und aufrichtet, um uns zu begleiten. Die Kirche ist das allumfassende Heilssakrament (vgl. Lumen gentium, 48), Ort der Befreiung und Heilung. In der Gestalt der Apostel reicht sie die Heilsalbe der Zuwendung und den Balsam des Trostes. So ist es der Glaube an den Namen Jesu, der die volle Gesundheit schenkt. Den wahren Reichtum, den die Apostel und wir als Kirche zu geben haben, ist die Beziehung zum auferstandenen Herrn.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua tedesca. Cari fratelli e sorelle, ringraziamo il Signore per i benefici del suo amore che incontriamo nella nostra vita. Siate sempre testimoni ed apostoli della vicinanza di Dio a noi uomini bisognosi della salvezza divina. Buon soggiorno a Roma e buon tempo di vacanze!

Speaker:

Herzlich heiße ich die Pilger deutscher Sprache willkommen. Liebe Brüder und Schwestern, danken wir dem Herrn für die Wohltaten seiner Liebe in unserem Leben. Seid stets Zeugen und Apostel der Nähe Gottes zu uns Menschen, die wir seines Heils bedürfen. Einen schönen Aufenthalt in Rom und eine gute Urlaubszeit!

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

La primera curación que narra el libro de los Hechos de los Apóstoles es la de un hombre paralítico de nacimiento que pedía limosna en la puerta del Templo llamada La Hermosa. Pedro y Juan se dirigen allí a rezar hacia las 3 de la tarde: es la misma hora en que se ofrecía el sacrificio, y en la que Cristo murió en la Cruz. Al ver al paralítico, los apóstoles lo miran y le piden que él a su vez los mire, creando así una relación, una relación de miradas, un encuentro real entre personas, que es donde a Dios le gusta manifestarse. A continuación Pedro le dice: «No tengo plata ni oro, pero te doy lo que tengo: en el nombre de Jesucristo Nazareno, levántate y camina», y tomándolo de la mano lo levantó.

El mendigo no obtuvo dinero, sino que recibió el Nombre que salva: Jesús de Nazaret. Aquí también vemos el retrato de una Iglesia que mira al que está en dificultad para crear relaciones con significado, puentes de amistad y solidaridad. Es el rostro de la Iglesia sin fronteras que se siente madre de todos, y que vive el arte del acompañamiento que se caracteriza por la delicadeza que se acerca a la tierra sagrada del otro; así nuestro caminar tendrá el ritmo sanador de la projimidad, con una mirada respetuosa y llena de compasión, y que al mismo tiempo sana, libera, alienta a madurar en la vida cristiana.

Pedro y Juan nos enseñan a no poner la confianza en los medios, que siempre serán útiles, sino en la verdadera riqueza que es la relación con Cristo resucitado.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española provenientes de España y Latinoamérica. En particular saludo a la Hermandad Nuestro Padre Jesús Hospitalario, de Ciempozuelos, acompañados de su obispo Mons. Ginés García Beltrán. Pidamos al Señor que nunca olvidemos que la verdadera riqueza de nuestra vida está en su amor infinito, y que nos esforcemos en compartirlo también con los demás. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

O livro dos Atos dos Apóstolos mostra como o anúncio do Evangelho é confirmado pelos milagres e sinais que o acompanham. O primeiro deles é a cura dum paralítico de nascença que, todos os dias, era colocado à porta do Templo de Jerusalém para pedir esmola. Um dia, pelas três da tarde, Pedro e João sobem ao Templo e seus olhos cruzam-se com o olhar daquele mendicante que pede uma esmola. Os apóstolos acolhem aquele olhar, aceitam um encontro real com aquele homem enfermo, ativam uma relação: «Dinheiro, não temos! Mas damos-te o que temos: “Em nome de Jesus Cristo Nazareno, levanta-te e anda!” E ele de um salto, pôs-se de pé e começou a andar». Encontrando os Apóstolos, o mendicante não encontra dinheiro, mas o Nome que salva: Jesus Cristo Nazareno. Pedro e João ensinam-nos a confiar, não nos meios materiais – sem dúvida, necessários –, mas na verdadeira riqueza que é a relação com Jesus ressuscitado. De facto, como dirá o apóstolo Paulo, «somos tidos (…) por pobres, nós que enriquecemos a muitos; por nada tendo e, no entanto, tudo possuindo» (2 Cor 6, 10). O nosso tudo é o Evangelho, que manifesta o poder do nome de Jesus que realiza prodígios. Prova disto é o paralítico curado: agora caminha, salta e louva a Deus. Pode viver celebrando o Amor de Deus que o criou para a vida e a alegria.

Santo Padre:

Con grande affetto saluto i pellegrini di lingua portoghese, in particolar il gruppo di “escuteiros” di Paranhos e i fedeli della parrocchia di Rio Tinto, augurando a voi tutti di rendervi sempre conto di quanto la vita sia davvero un dono meraviglioso. Vegli sul vostro cammino la Vergine Maria e vi aiuti ad essere segno di fiducia e di speranza in mezzo ai vostri fratelli. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione di Dio.

Speaker:

Com grande afeto, saúdo os peregrinos de língua portuguesa, em particular o grupo de escuteiros de Paranhos e os fiéis da paróquia de Rio Tinto, com votos de que possais, vós todos, dar-vos sempre conta do dom maravilhoso que é a vida. Vele sobre o vosso caminho a Virgem Maria e vos ajude a ser sinal de confiança e esperança no meio dos vossos irmãos. Sobre vós e vossas famílias desça a Bênção de Deus.

In lingua araba

Speaker:

[تكلم البابا اليوم، في تعاليمه حول "المسيرة" الإنجيلية التي يرويها سفر أعمال الرسل، عن أول معجزة شفاء يذكرها هذا السفر، والتي جرت عن أيادي الرسولين بطرس ويوحنا. وأوضح قداسته أن إيمان الرسل كان يظهر أيضًا عبر أعمال ملموسة، ومن خلال الأعاجيب والآيات التي قاموا بها، باسم المسيح، كشهادة لحقيقة البشارة. فالكسيح منذ ولادته، والذي كان يتسول مالا من المصليين، لم يجد لدى الرسل الصدقة التي يطلبها، إنما الكنز الحقيقي الذي يحتاجه، أي اسم يسوع المسيح الناصري، الذي ينقذ الإنسان. فالرسولان بطرس ويوحنا عبر معجزة الشفاء هذه يعلمانا ألا نضع ثقتنا بالوسائل، لكن بالغنى الحقيقي القائم في العلاقة مع يسوع المسيح، مخلص البشر. إن غنى الكنيسة وثروة كل مسيحي يتخلصان في الإنجيل، الذي يشهد لقوة اسم يسوع الذي يصنع العجائب، ويمنح لمن يؤمن به الشفاء والخلاص].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dagli Emirati Arabi, dall’Iraq, dall’Egitto e dal Medio Oriente. Quante volte ci rivolgiamo a Dio chiedendogli di avere dei beni materiali, ma Egli ci insegna a chiedere prima il Suo Regno, e tutto il resto ci sarà dato a tempo debito. Egli così ci apre il cuore alla vera ricchezza e ci guarisce dalle nostre infermità materiali e spirituali. Il Signore vi benedica e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno‎‎‎‏!

Speaker:

أرحب بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من الإمارات العربية المتحدة، والعراق ومصر والشرق الأوسط. كم من مرة نتوجه لله طالبين منه الخيرات المادية، لكنه يعلمنا أن نطلب أولا ملكوته، والباقي سيعطى لنا في وقته. إن الله بذلك يفتح قلبنا على الثروة الحقيقية ويشفينا من أمراضنا المادية والروحية. ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم دائما من الشرير!

In lingua polacca

Speaker:

W dzisiejszej katechezie Ojciec Święty zatrzymał się nad pierwszym opowiadaniem o uzdrowieniu, jakie znajdujemy w księdze Dziejów Apostolskich. Piotr i Jan udali się na modlitwę w świątyni. Jest godzina dziewiąta, czyli trzecia po południu, kiedy składano ofiarę całopalną jako znak jedności ludu ze swoim Bogiem. Jest to także godzina, w której umarł Chrystus, ofiarowując się „raz na zawsze” (Hbr 9,12; 10, 10). A przy bramie świątyni, zwanej „Piękną” zobaczyli żebraka, człowieka sparaliżowanego od urodzenia. Prawo Mojżeszowe (por. Kpł 21,18) nie pozwalało składać ofiar, ani nawet wchodzić do świątyni osobom posiadającym upośledzenia fizyczne, które uważano za konsekwencję jakiejś winy. Chromy, jak wielu wykluczonych i odrzuconych przez społeczeństwo, jest tam obecny, by prosić o jałmużnę. Piotr zaś mówi do niego: „Nie mam srebra ani złota, ale co mam, to ci daję: W imię Jezusa Chrystusa Nazarejczyka, chodź!” (Dz 3, 6). Ów żebrak, spotykając apostołów, nie znajduje pieniędzy, lecz Imię, które zbawia człowieka: Jezusa Chrystusa z Nazaretu. Piotr przywołuje imię Jezusa i nakazuje paralitykowi wstać na nogi, stanąć w postawie żyjących, bierze go za rękę i podnosi. W tym geście św. Jan Chryzostom widział „obraz zmartwychwstania” (Homilie na Dzieje Apostolskie, 8). Jest to również wizerunek Kościoła, który dostrzega osoby znajdujące się w trudnej sytuacji, nie zamyka oczu, potrafi spojrzeć ludzkości w twarz, aby tworzyć relacje przyjaźni i solidarności w miejsce barier. Pojawia się oblicze „Kościoła bez granic, który czuje się matką wszystkich” (Evangelii gaudium, 210), który potrafi ująć za rękę i towarzyszyć, aby podnieść. W ten sposób ukazuje moc imienia Jezusa po wszystkie czasy.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Fratelli e sorelle, vi auguro buone vacanze. Siano per voi non solo la possibilità di riposarsi, ma anche l’opportunità per ravvivare i legami d’amore con Dio e con gli uomini. Non trascurate la preghiera quotidiana, la partecipazione all’Eucaristia domenicale e la condivisione del tempo con gli altri. Contemplate la bellezza del creato, glorificando l’onnipotenza, la saggezza e l’amore del Creatore. La sua benedizione vi accompagni sempre. Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Bracia i siostry, życzę wam dobrych wakacji. Niech będą dla was nie tylko możliwością odpoczynku, ale również okazją do ożywienia więzi miłości z Bogiem i z ludźmi. Nie zaniedbujcie codziennej modlitwy, uczestnictwa w niedzielnej Eucharystii i dzielenia czasu z innymi. Kontemplujcie piękno stworzenia, wielbiąc wszechmoc, mądrość i miłość Stwórcy. Niech Jego błogosławieństwo stale wam towarzyszy! Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere le partecipanti al Capitolo Generale delle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia di Nazaret e le Figlie della Passione di Gesù Cristo e dei dolori di Maria.

Saluto le parrocchie, in particolare quella di San Martino in Chieti; i gruppi di fedeli e i partecipanti al “Latium World Folkloric Festival” di Cori. E con affetto saluto i bambini profughi ospiti della Cooperativa “Auxilium”.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Dopodomani celebreremo la festa di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), Vergine e Martire, Compatrona d’Europa. Invito tutti a guardare alle sue scelte coraggiose, espresse in un’autentica conversione a Cristo, come pure nel dono della sua vita contro ogni forma di intolleranza e di perversione ideologica.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 7 agosto 2019
22 agosto 2019 * B. Vergine Maria
Avvenire Lazio 7
L7logo
Pagina diocesana
Facebook in Italia

Feed principali