Udienza primo piano grande letturaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.00 nell’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesiLa passione per l’evangelizzazione: lo zelo apostolico del credente, ha incentrato la Sua meditazione sul tema: “Gesù maestro dell’annuncio” (Lettura:Lc4,17-21).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti. Quindi ha ricordato la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto che sarà celebrata il 27 gennaio prossimo.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Mercoledì scorso abbiamo riflettuto su Gesù modello dell’annuncio, sul suo cuore pastorale sempre proteso agli altri. Oggi guardiamo a Lui come maestro dell’annuncio. Lasciamoci guidare dall’episodio in cui Lui predica nella sinagoga del suo villaggio, Nazaret. Gesù legge un passo del profeta Isaia (cfr 61,1-2) e poi sorprende tutti con una “predica” brevissima, di una sola frase, una sola frase. E dice così: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,21). Questa è stata la predica di Gesù: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Ciò significa che per Gesù quel passo profetico contiene l’essenziale di quanto Egli vuole dire di sé. Dunque, ogni volta che noi parliamo di Gesù, dovremmo ricalcare quel suo primo annuncio. Vediamo allora in che cosa consiste questo primo annuncio. Si possono identificare cinque elementi essenziali.

Il primo elemento è la gioia. Gesù proclama: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; […] mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (v. 18), cioè un annuncio di letizia, di gioia. Lieto annuncio: non si può parlare di Gesù senza gioia, perché la fede è una stupenda storia d’amore da condividere. Testimoniare Gesù, fare qualcosa per gli altri nel suo nome, è dire tra le righe della vita di aver ricevuto un dono così bello che nessuna parola basta a esprimerlo. Invece, quando manca la gioia, il Vangelo non passa, perché esso – lo dice la parola stessa – è buon annuncio, e Vangelo vuol dire buon annuncio, annuncio di gioia. Un cristiano triste può parlare di cose bellissime ma è tutto vano se l’annuncio che trasmette non è lieto. Diceva un pensatore: “un cristiano triste è un triste cristiano”: non dimenticare questo.

Veniamo al secondo aspetto: la liberazione. Gesù dice di essere stato mandato «a proclamare ai prigionieri la liberazione» (ibid.). Ciò significa che chi annuncia Dio non può fare proselitismo, no, non può far pressione sugli altri, ma alleggerirli: non imporre pesi, ma sollevare da essi; portare pace, non portare sensi di colpa. Certo, seguire Gesù comporta un’ascesi, comporta dei sacrifici; d’altronde, se ogni cosa bella ne richiede, quanto più la realtà decisiva della vita! Però chi testimonia Cristo mostra la bellezza della meta, più che la fatica del cammino. Ci sarà capitato di raccontare a qualcuno un bel viaggio che abbiamo fatto. Per esempio, avremo parlato della bellezza dei luoghi, di quanto visto e vissuto, non del tempo per arrivarci e delle code in aeroporto, no! Così ogni annuncio degno del Redentore deve comunicare liberazione. Come quello di Gesù. Oggi c’è la gioia, perché sono venuto a liberare.

Terzo aspetto: la luce. Gesù dice di essere venuto a portare «ai ciechi la vista» (ibid.). Colpisce che in tutta la Bibbia, prima di Cristo, non compaia mai la guarigione di un cieco, mai. Era infatti un segno promesso che sarebbe giunto con il Messia. Ma qui non si tratta solo della vista fisica, bensì di una luce che fa vedere la vita in modo nuovo. C’è un “venire alla luce”, una rinascita che avviene solo con Gesù. Se ci pensiamo, così è iniziata per noi la vita cristiana: con il Battesimo, che anticamente era chiamato proprio “illuminazione”. E quale luce ci dona Gesù? Ci porta la luce della figliolanza: Lui è il Figlio amato del Padre, vivente per sempre; e con Lui anche noi siamo figli di Dio amati per sempre, nonostante i nostri sbagli e difetti. Allora la vita non è più un cieco avanzare verso il nulla, no: non è questione di sorte o fortuna. Non è qualcosa che dipende dal caso o dagli astri, e nemmeno dalla salute o dalle finanze, no. La vita dipende dall’amore, dall’amore del Padre, che si prende cura di noi, suoi figli amati. Che bello condividere con gli altri questa luce! Avete pensato voi che la vita di ognuno di noi – la mia vita, la tua vita, la nostra vita – è un gesto di amore? È un invito all’amore? Questo è meraviglioso! Ma tante volte dimentichiamo questo, davanti alle difficoltà, davanti alle brutte notizie, anche davanti – e questo è brutto – alla mondanità, al modo di vivere mondano.

Quarto aspetto dell’annuncio: la guarigione. Gesù dice di essere venuto «a rimettere in libertà gli oppressi» (ibid.)Oppresso è chi nella vita si sente schiacciato da qualcosa che succede: malattie, fatiche, pesi sul cuore, sensi di colpa, sbagli, vizi, peccati… Oppressi da questo: pensiamo per esempio ai sensi di colpa. Quanti di noi hanno sofferto questo? Pensiamo un po’ a un senso di colpa di quello, dell’altro… A opprimerci, soprattutto, è proprio quel male che nessuna medicina o rimedio umano possono risanare: il peccato. E se uno ha senso di colpa di qualcosa che ha fatto, e questo si sente male… Ma la buona notizia è che con Gesù questo male antico, il peccato, che sembra invincibile, non ha più l’ultima parola. Io posso peccare perché sono debole. Ognuno di noi può farlo, ma questa non è l’ultima parola. L’ultima parola è la mano tesa di Gesù che ti rialza dal peccato. E padre, questo quando lo fa? Una volta? No. Due? No. Tre? No. Sempre. Ogni volta che tu stai male, il Signore sempre ha la mano tesa. Soltanto bisogna aggrapparsi e lasciarsi portare. La buona notizia è che con Gesù questo male antico non ha più l’ultima parola: l’ultima parola è la mano tesa di Gesù che ti porta avanti. Dal peccato Gesù ci guarisce sempre. E quanto devo pagare per la guarigione? Niente. Ci guarisce sempre e gratuitamente. Egli invita quanti sono «stanchi e oppressi» – lo dice nel Vangelo – invita ad andare a Lui (cfr Mt 11,28). E allora accompagnare qualcuno all’incontro con Gesù è portare dal medico del cuore, che risolleva la vita. È dire: “Fratello, sorella, io non ho risposte a tanti tuoi problemi, ma Gesù ti conosce, Gesù ti ama, ti può guarire e rasserenare il cuore”. Chi porta dei pesi ha bisogno di una carezza sul passato. Tante volte sentiamo: “Ma io avrei bisogno di guarire il mio passato… ho bisogno di una carezza su quel passato che mi pesa tanto…” Ha bisogno di perdono. E chi crede in Gesù ha proprio questo da donare agli altri: la forza del perdono, che libera l’anima da ogni debito. Fratelli, sorelle, non dimenticare: Dio dimentica tutto. Come mai? Sì, dimentica tutti i nostri peccati, di essi non ha memoria. Dio perdona tutto perché dimentica i nostri peccati. Soltanto bisogna avvicinarsi al Signore e Lui ci perdona tutto. Pensate a qualcosa del Vangelo, di quello che ha incominciato a parlare: “Signore ho peccato!” Quel figlio… E il papà gli mette la mano in bocca. “No, va bene, niente…” Non gli lascia finire… E questo è bello. Gesù ci aspetta per perdonarci, per risanarci. E quanto? Una volta? Due volte? No. Sempre. “Ma padre, io faccio le stesse cose sempre…” E anche lui farà le sue stesse cose sempre: perdonarti, abbracciarti. Per favore, non abbiamo sfiducia in questo. Così si ama il Signore. Chi porta dei pesi e ha bisogno di una carezza sul passato, ha bisogno di perdono, sappia che Gesù lo fa. Ed è questo che dà Gesù: liberare l’anima da ogni debito. Nella Bibbia si parla di un anno in cui si era liberati dal peso dei debiti: il Giubileo, l’anno di grazia. Come fosse l’ultimo punto dell’annuncio.

Gesù dice infatti di essere venuto «a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,19). Non era un giubileo programmato, come quelli che stiamo facendo adesso, che tutto è programmato e si pensa a come fare come non fare… No. Ma con Cristo la grazia che fa nuova la vita arriva e stupisce sempre. Cristo è il Giubileo di ogni giorno, di ogni ora, che ti avvicina, per accarezzarti, per perdonarti. E l’annuncio di Gesù deve portare sempre lo stupore della grazia. Questo stupore… “Non posso credere, sono stato perdonato, sono stata perdonata” Ma così grande è il nostro Dio! Perché non siamo noi a fare grandi cose, ma è la grazia del Signore che, anche attraverso di noi, compie cose imprevedibili. E queste sono le sorprese di Dio. Dio è un maestro delle sorprese. Sempre ci sorprende, sempre ci aspetta. Noi arriviamo, e Lui sta aspettando. Sempre. Il Vangelo si accompagna ad un senso di meraviglia e di novità che ha un nome: Gesù.

Lui ci aiuti ad annunciarlo come desidera, comunicando gioia, liberazione, luce, guarigione e stupore. Così si comunica Gesù.

Un’ultima cosa: questo lieto annuncio, che dice il Vangelo, è rivolto «ai poveri» (v. 18). Spesso ci dimentichiamo di loro, eppure sono i destinatari esplicitamente menzionati, perché sono i prediletti di Dio. Ricordiamoci di loro e ricordiamoci che, per accogliere il Signore, ciascuno di noi deve farsi “povero dentro”. Con quella povertà che fa dire…“Signore ho bisogno di perdono, ho bisogno di aiuto, ho bisogno di forza”. Questa povertà che tutti noi abbiamo: farsi povero da dentro. Si tratta di vincere ogni pretesa di autosufficienza per comprendersi bisognoso di grazia, e sempre bisognoso di Lui. Se qualcuno mi dice: Padre, ma quale è la via più breve per incontrare Gesù? Fatti bisognoso. Fatti bisognoso di grazia, bisognoso di perdono, bisognoso di gioia. E Lui si avvicinerà a te.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, mercredi dernier nous avons réfléchi sur Jésus modèle de l’annonce. Aujourd’hui, nous le regardons comme maître de l’annonce, en nous laissant guider par l’épisode où, dans la synagogue de Nazareth, il enseigne sur le passage prophétique de ce qu’il est Lui-même. L’on peut donc identifier cinq éléments. Le premier est la joie, l’annonce joyeuse. Un chrétien triste peut parler de belles choses mais tout est vain si l’annonce qu’il transmet n’est pas joyeuse. Le deuxième élément est la libération. Toute annonce digne du Rédempteur doit communiquer la libération. Le troisième aspect est la lumière. Jésus nous donne la lumière de la filiation. Car la vie dépend essentiellement de l’amour du Père qui prend soin de nous, ses enfants bien-aimés. Le quatrième aspect est la guérison. Jésus nous guérit toujours et gratuitement du péché qui nous opprime sans cesse. Celui qui croit en Jésus peut donner la force du pardon de Dieu aux autres. Le jubilé, l’année de grâce, est le dernier point de l’annonce de Jésus qui doit toujours apporter l’émerveillement de la grâce. L’Évangile s’accompagne d’un sens de stupeur et de nouveauté qui a un nom: Jésus. Il nous aide à l’annoncer en communiquant la joie, la libération, la lumière, la guérison et l’émerveillementLa joyeuse annonce est adressée aux pauvres. Pour accueillir le Seigneur, chacun de nous doit se faire “pauvre à l’intérieur”.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Fratelli e sorelle, in questo giorno in cui celebriamo la Conversione di San Paolo, chiusura della Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani sul tema: «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia» (Is 1,17), chiediamo la grazia di essere rivestiti della luce di Cristo, portatori di un gioioso annuncio a tutti coloro che hanno bisogno di liberazione e di guarigione.

Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Frères et sœurs, en ce jour où nous fêtons la Conversion de saint Paul, clôture de la Semaine de prière pour l’unité des chrétiens sur le thème: «apprenez à faire le bien! Recherchez le droit» (Is 1, 17), demandons la grâce d’être revêtus de la lumière du Christ, porteurs d’une joyeuse annonce à toutes les personnes qui ont besoin de libération et de guérison.

Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear brothers and sisters: In our continuing catechesis on apostolic zeal, the desire to share with others the joy of the Gospel, we now consider how Jesus himself, our Teacher and Master, chose to present his message. In the synagogue of Nazareth, at the very beginning of his public ministry, the Lord revealed that, in fulfilment of the prophecy of Isaiah, he came to proclaim good news to the poor and a year of favour from the Lord (cf. Lk 4:16-21). The Gospel of Jesus Christ is thus, as the prophet foretold, a saving message that brings contagious joy, authentic freedom, the promise of spiritual rebirth as God’s beloved sons and daughters, and definitive healing from the oppression of sin and death. We who, by God’s grace, have put our faith in Jesus and experienced the transformative power of his word, are called not only to give thanks for this wondrous gift, but also to share it freely and joyfully with others. For Christ’s followers, every day is thus a “time of grace” and a new opportunity to bear witness to the “good news” of God’s gracious offer of mercy, forgiveness and new life in Jesus his beloved Son.

Santo Padre:

Do il benvenuto a tutti i pellegrini di lingua inglese, specialmente a quelli provenienti dall’Australia e dagli Stati Uniti d’America. Nel contesto della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, rivolgo un saluto particolare agli alunni dell’Istituto Ecumenico di Bossey. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I extend a warm welcome to the English-speaking pilgrims taking part in today’s Audience, especially those from Australia and the United States of America. In the context of this Week of Prayer for Christian Unity, I offer a special greeting to the group from the Bossey Ecumenical Institute. Upon all of you, and upon your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, ausgehend von Jesu Predigt in der Synagoge von Nazaret wollen wir heute über einige Merkmale seiner Verkündigung nachdenken. Der Herr bezieht die Worte des Propheten Jesaja nämlich auf sich selbst und seine Sendung: „Heute hat sich das Schriftwort, das ihr eben gehört habt, erfüllt“ (Lk 4,21). Er weiß sich vom Heiligen Geist dazu gesandt, den Armen die Frohe Botschaft zu bringen (vgl. V.18). Die Botschaft Jesu ist eine frohe Botschaft und dementsprechend muss auch unsere Verkündigung diese Freude ausstrahlen. Ähnliches gilt für die Freiheit, die nicht nur ein wesentlicher Inhalt der Botschaft Jesu ist, sondern auch die Art und Weise seiner Verkündigung prägt. Dem Prophetenwort nach kommt der Herr, den Blinden das Augenlicht zu schenken. Über das physische Sehvermögen hinaus eröffnet Jesus eine ganz neue Sicht der Wirklichkeit durch das Licht des Glaubens, der das Leben erleuchtet und uns erkennen lässt, dass wir durch die Taufe geliebte Kinder des himmlischen Vaters sind. Diese Liebe Gottes, die in Jesu Wort und in seinem ganzen Leben auf einzigartige Weise erfahrbar wird, möchte uns von allem heilen, was uns bedrückt – auch von der schwersten Last: der Sünde. Über Gottes Liebe und Gnade können wir nur dankbar staunen.

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua tedesca. Oggi celebriamo la Festa della Conversione di San Paolo. Scelto per grazia di Dio, ha proclamato il Vangelo come Apostolo delle genti. La sua intercessione ci aiuti a vivere nell’amore di Cristo e a trasmetterlo agli altri. Dio vi benedica!

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Heute feiern wir das Fest der Bekehrung des heiligen Paulus. Aus Gnade von Gott erwählt, hat er als Apostel der Völker das Evangelium verkündet. Seine Fürsprache helfe uns, in der Liebe Christi zu leben und sie allen weiterzugeben. Der Herr segne euch!

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En esta catequesis reflexionamos sobre Jesús como maestro del anuncio. Hemos escuchado que, en la sinagoga de Nazaret, Él se identifica con una profecía de Isaías. En ese breve pasaje, podemos ver cinco elementos esenciales de la evangelización: la alegría, la liberación, la luz, la sanación y la capacidad de maravillarse por las obras que Dios hace.

Otra cuestión a considerar es que los destinatarios del Evangelio son los pobres. Pensemos en ellos y recordemos que, para acoger al Señor, todos tenemos que ser “interiormente pobres”, es decir, no creernos autosuficientes, sino más bien necesitados de Dios y de su gracia.

Al profundizar en estos aspectos, vemos que el testimonio cristiano no se puede separar del gozo y la libertad que nos da el sabernos hijos amados del Padre; un Padre que nos cuida, nos libera, nos tiene paciencia y nos perdona, ilumina nuestro camino y sana las heridas de nuestro corazón, siempre y de manera gratuita.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Hoy celebramos la Conversión del apóstol san Pablo y concluimos la Semana de Oración por la Unidad de los Cristianos. En este día tan especial, pidamos a Jesús maestro que nos enseñe a ser artesanos de comunión, anunciándolo con alegría y sencillez de corazón. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Jesus é o nosso Mestre do anúncio, que devemos levar aos outros. Para isso, precisamos de imitar o primeiro anúncio que Ele fez de Si próprio, na sinagoga de Nazaré, dizendo, entre outras coisas, que veio proclamar «um ano favorável da parte do Senhor». Não era um Ano Jubilar programado, mas com Cristo chega a graça, que faz nova a vida e sempre deslumbra. Pois bem! O anúncio de Jesus sempre deve comunicar este deslumbramento: o encanto da graça. Pois não somos nós que fazemos grandes coisas, mas é a graça do Senhor que, por nosso intermédio, é capaz de realizar as coisas mais imprevisíveis: são as surpresas de Deus. O Evangelho é atravessado por um sentido de maravilha e novidade que tem um nome: Jesus. E não se pode falar de Jesus sem alegria, porque a fé é uma história maravilhosa de amor que se deve partilhar; se falta a alegria, o Evangelho não passa, porque este – como indica o significado grego da palavra – é Boa-Nova, anúncio de alegria. Um cristão triste até pode dizer coisas muito belas, mas é tudo em vão, se não for jubiloso o anúncio que transmite. Que Jesus nos ajude a anunciá-Lo como Ele deseja, comunicando alegria, libertação, luz, saúde e deslumbramento a todos, a começar pelos pobres. Lembremo-nos deles! E nunca esqueçamos que, para acolher o Senhor, temos de nos fazer «pobres dentro», isto é, vencer toda e qualquer presunção de autossuficiência para nos sentirmos carecidos da graça, necessitados de Jesus.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare al gruppo del Brasile, invocando su ognuno di voi le benedizioni del Signore. Vi incoraggio affinché, bandendo ogni parvenza di indifferentismo, confusione e odiosa rivalità, collaboriate con tutti i cristiani per amore di Cristo. Grazie!

Speaker:

Saúdo cordialmente os peregrinos de língua portuguesa, de modo particular o grupo do Brasil, invocando sobre cada um de vós as bênçãos do Senhor. Encorajo-vos a que, banindo qualquer aparência de indiferentismo, confusão e odiosa rivalidade, possais colaborar com todos os cristãos por amor de Cristo. Obrigado!

 

In lingua araba

Speaker:

تكلَّمَ قَداسَةُ البابا اليَومَ على يسوعَ معلِّمِ البِشارة، في إطارِ تعلِيمِهِ في موضوعِ حبِّ البِشارةِ بالإنجيل، وفي الغَيرَةِ الرَّسوليّةِ. وقال: في بشارةِ يسوع الأولى في مجمعِ النّاصرةِ نَجِدُ جوهرَ رسالَتِهِ. يمكنُ أنْ نُحَدِدَها في خمسةِ عناصرَ أساسيَّة. الأوّل هو الفرح. "رُوحُ الرَّبِّ عَلَيَّ، لأَنَّه مَسَحَني لأُعلِنَ البُشرَى السّارّة للفُقَراء". لا يمكنُنا أن نتكلَّمَ على يسوعَ بدونِ فرح، لأنَّ الإيمانَ هو قصةُ حبٍّ مدهشةٍ يجبُ أن نتشارَكَها مع الآخرين. عندما يَنقُصُ الفرح، يَنقُصُ الإنجيل، ولا يُمكِنُ أنْ نُبَلِّغَه إلى الآخرين. لأنَّه في تعريفِهِ، لفظةُ الإنجيلِ وحقِيقَتُهُ تعني: البُشرَى السّارّة. العنصرُ الثّاني هو التَّحرير. أُرسِلَ يسوع لِيُعلِنَ "لِلمَأسورينَ تَخلِيَةَ سَبيلِهم". هذا يعني أنَّ الَّذي يُبَشِّرُ باللهِ عليه ألَّا يبحثَ عن أتباع، وألَّا يضغطَ على الآخرين، بل عليه أنْ يخفِّفَ عنهم الأثقالَ والأعباءَ ويَحمِلُ إليهِم السَّلام. يَحمِلُ إليهم الحرِّيَّة، لا تَبَعِيَةَ فيها. العنصرُ الثَّالث هو النُّور. جاءَ يسوعُ لِيَحمِلَ إلى "العُميانِ عَودَةَ البَصَرِ". النُّور هنا ليس من أجلِ أنْ نرَى بأعينِنا، بل من أجل أنْ نرى الحياةَ بطريقةٍ جديدة، وأنْ نُولَدَ من جديدٍ لنكونَ أبناءَ اللهِ الذي يُحِبُّنا دائمًا. العنصرُ الرّابعُ هو الشِّفاء. جاءَ يسوعُ "ليُفَرِّجَ عنِ المَظلومين"، الَّذين ظَلَمَتهُم خطاياهم، أو أيَّ شرٍّ آخر. يسوعُ يريدُ أنْ يشفِيَنا مِن الخطيئة دائمًا ومجّانًا. العنصرُ الخامسُ والأخير هو سَنَةُ النِّعمة. جاءَ يسوعُ "ليُعلِنَ سَنَةَ رِضًا عِندَ الرَّبّ". مع المسيحِ تأتي دائمًا النِّعمةُ الَّتي تجعلُ حياتَنا جديدةً ومدهشة، لأنَّ اللهَ هو الَّذي يصنعُ بنا الأمورَ المدهشة، وهوُ الَّذي يُجَدِّدُ فينا كلَّ شيء.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Per accogliere il Signore, ciascuno di noi deve farsi “povero dentro”, cioè, vincere ogni pretesa di autosufficienza per comprendersi bisognoso di grazia, sempre bisognoso di Lui. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحَيِّي المؤمِنينَ الناطِقينَ باللغَةِ العربِيَّة. كي نَقبَلَ الرَّبَّ يسوع، يجبُ على كلِّ واحدٍ منّا أنْ يصيرَ ”فقيرًا في الدّاخل“، أيْ أنْ يَتَغَلَّبَ على كلِّ ادعاءٍ بأنَّه يَقدِرُ أنْ يكفيَ نفسَهُ بنفسِهِ، لكي يُدركَ أنَّهُ مُحتاجٌ إلى النِّعمة، ومُحتاجٌ إلى الله دائمًا. باركَكُم الرّبُّ جَميعًا وحَماكُم دائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, dzisiaj spoglądamy na Jezusa jako na nauczyciela przepowiadania, który wygłasza pierwszą mowę w synagodze w Nazarecie. Składa się ona z pięciu zasadniczych elementów. Pierwszym jest radość. Jezus ogłasza: „Duch Pański spoczywa na Mnie, [...] posłał Mnie, abym ubogim niósł dobrą nowinę”. Jest ona radosną nowiną, ponieważ wiara jest wspaniałą historią miłości, którą należy się dzielić z innymi. Drugi element to wyzwolenie. Pan Jezus mówi, że został posłany „aby więźniom głosić wolność”. Chodzi o to, by im ulżyć, a nie nakładać ciężarów, nieść pokój, a nie poczucie winy. Nie jest to jednak rezygnacja z ascezy i wyrzeczenia. Trzecim aspektem jest światło. Jezus przynosi „niewidomym przejrzenie”, by odkryli prawdę, że w Nim stali się dziećmi Boga, kochającego Ojca. Obdarowuje ich także uzdrowieniem z grzechu. To jest czwarty wątek przepowiadania. Pan przyszedł po to, aby „uciśnionych odsyłać wolnymi”. Jego przepowiadanie zawiera również zdumienie łaską, ponieważ to nie my dokonujemy wielkich rzeczy, lecz łaska Pana, który dokonuje rzeczy nieprzewidywalnych poprzez ludzi. Ta radosna nowina skierowana jest „do ubogich”. Myśląc o nich, pamiętajmy, że aby przyjąć Pana, każdy z nas musi stać się „ubogim wewnętrznie”, to znaczy przezwyciężyć wszelkie roszczenia samowystarczalności.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Domenica scorsa abbiamo celebrato la “Domenica della Parola”. Come discepoli di Gesù, abbiamo il privilegio e il dovere di ascoltare e meditare la Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura. La felicità che desideriamo nella nostra vita personale, familiare e sociale, la troveremo aprendoci alla saggezza che viene dal Signore e che porta all'amore, alla pace e alla fratellanza reciproca. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. W minioną niedzielę obchodziliśmy „Niedzielę Słowa Bożego”. Jako uczniowie Jezusa mamy przywilej i obowiązek słuchać i medytować słowo Boże, zawarte w Piśmie świętym. Szczęście, którego pragniemy w życiu osobistym, rodzinnym i społecznym, znajdziemy otwierając się na mądrość pochodzącą od Boga, prowadzącą do miłości, pokoju i wzajemnego braterstwa. Z serca wam błogosławię.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto e ringrazio i partecipanti al simposio promosso dal Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale, sul morbo di Hansen (la lebbra), dal titolo “Non lasciare indietro nessuno”.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, ai giovani, ai malati, agli anziani e agli sposi novelli. Oggi si conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Incoraggio a vivere, ognuno nel proprio stato di vita, le esigenze dell’unità cristiana che ci provengono dal battesimo. Consapevoli del dono di questo sacramento, operiamo, preghiamo e offriamo i nostri sacrifici ogni giorno per l’unità di tutti i credenti in Cristo.

Nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere non manchi la martoriata Ucraina, così tanto afflitta. Questa mattina ho avuto un incontro con i Capi delle diverse Confessioni di fede che sono in Ucraina – tutti uniti – e mi hanno raccontato il dolore di quel popolo. Non dimentichiamo mai, ogni giorno, di pregare per la pace definitiva in Ucraina.

A tutti la mia benedizione.

 

Appello del Santo Padre

Dopodomani, 27 gennaio, si celebra la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Il ricordo di quello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi non può essere né dimenticato né negato. Non può esserci un impegno costante nel costruire insieme la fraternità senza aver prima dissipato le radici di odio e di violenza che hanno alimentato l’orrore dell’Olocausto.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 25 gennaio 2023