Udienza primo piano aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “La libertà cristiana, fermento universale di liberazione” (cfr Lettura: Gal 5,1.13).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro itinerario di catechesi sulla Lettera ai Galati, abbiamo potuto mettere a fuoco qual è per San Paolo il nucleo centrale della libertà: il fatto che, con la morte e risurrezione di Gesù Cristo, siamo stati liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. In altri termini: siamo liberi perché siamo stati liberati, liberati per grazia – non per pagamento -, liberati dall’amore, che diventa la legge somma e nuova della vita cristiana. L’amore: noi siamo liberi perché siamo stati liberati gratuitamente. Questo è appunto il punto chiave.

Oggi vorrei sottolineare come questa novità di vita ci apra ad accogliere ogni popolo e cultura e nello stesso tempo apra ogni popolo e cultura a una libertà più grande. San Paolo infatti dice che per chi aderisce a Cristo non conta più essere giudeo o pagano. Conta solo «la fede che si rende operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6). Credere che siamo stati liberati e credere in Gesù Cristo che ci ha liberati: questa è la fede operosa per la carità.  I detrattori di Paolo – questi fondamentalisti che erano arrivati lì - lo attaccavano per questa novità, sostenendo che egli avesse preso questa posizione per opportunismo pastorale, cioè per “piacere a tutti”, minimizzando le esigenze ricevute dalla sua più stretta tradizione religiosa. È lo stesso discorso dei fondamentalisti d’oggi: la storia di ripete sempre. Come si vede, la critica nei confronti di ogni novità evangelica non è solo dei nostri giorni, ma ha una lunga storia alle spalle. Paolo, comunque, non rimane in silenzio. Risponde con parresia - è una parola greca che indica coraggio, forza – e dice: «È forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!» (Gal 1,10). Già nella sua prima Lettera ai Tessalonicesi si era espresso in termini simili, dicendo che nella sua predicazione non aveva mai usato «parole di adulazione, né […] avuto intenzioni di cupidigia […]. E neppure […] cercato la gloria umana» (1 Ts 2,5-6), che sono le strade del “far finta di”; una fede che non è fede, è mondanità.

Il pensiero di Paolo si mostra ancora una volta di una profondità ispirata. Accogliere la fede comporta per lui rinunciare non al cuore delle culture e delle tradizioni, ma solo a ciò che può ostacolare la novità e la purezza del Vangelo. Perché la libertà ottenutaci dalla morte e risurrezione del Signore non entra in conflitto con le culture, con le tradizioni che abbiamo ricevuto, ma anzi immette in esse una libertà nuova, una novità liberante, quella del Vangelo. La liberazione ottenuta con il battesimo, infatti, ci permette di acquisire la piena dignità di figli di Dio, così che, mentre rimaniamo ben innestati nelle nostre radici culturali, al tempo stesso ci apriamo all’universalismo della fede che entra in ogni cultura, ne riconosce i germi di verità presenti e li sviluppa portando a pienezza il bene contenuto in esse. Accettare che noi siamo stati liberati da Cristo – la sua passione, la sua morte, la sua resurrezione – è accettare e portare la pienezza anche alle diverse tradizioni di ogni popolo. La vera pienezza.

Nella chiamata alla libertà scopriamo il vero senso dell’inculturazione del Vangelo. Qual è questo vero senso? Essere capaci di annunciare la Buona Notizia di Cristo Salvatore rispettando ciò che di buono e di vero esiste nelle culture. Non è una cosa facile! Sono tante le tentazioni di voler imporre il proprio modello di vita come se fosse il più evoluto e il più appetibile. Quanti errori sono stati compiuti nella storia dell’evangelizzazione volendo imporre un solo modello culturale! La uniformità come regola di vita non è cristiana! L’unità sì, l’uniformità no! A volte, non si è rinunciato neppure alla violenza pur di far prevalere il proprio punto di vista. Pensiamo alle guerre. In questo modo, si è privata la Chiesa della ricchezza di tante espressioni locali che portano con sé la tradizione culturale di intere popolazioni. Ma questo è l’esatto contrario della libertà cristiana! Per esempio, mi viene in mente quando si è affermato il modo di fare apostolato in Cina con padre Ricci o nell’India con padre De Nobili. … [Qualcuno diceva]: “E no, questo non è cristiano!”. Sì, è cristiano, sta nella cultura del popolo.

Insomma, la visione della libertà propria di Paolo è tutta illuminata e fecondata dal mistero di Cristo, che nella sua incarnazione – ricorda il Concilio Vaticano II – si è unito in certo modo ad ogni uomo (cfr Cost. past. Gaudium et spes, 22). E questo vuol dire che non c’è uniformità, c’è invece la varietà, ma varietà unita.  Da qui deriva il dovere di rispettare la provenienza culturale di ogni persona, inserendola in uno spazio di libertà che non sia ristretto da alcuna imposizione dettata da una sola cultura predominante. È questo il senso di dirci cattolici, di parlare di Chiesa cattolica: non è una denominazione sociologica per distinguerci da altri cristiani. Cattolico è un aggettivo che significa universale: la cattolicità, la universalità. Chiesa universale, cioè cattolica, vuol dire che la Chiesa ha in sé, nella sua stessa natura, l’apertura a tutti i popoli e le culture di ogni tempo, perché Cristo è nato, morto e risorto per tutti.

La cultura, d’altronde, è per sua stessa natura in continua trasformazione. Si pensi a come siamo chiamati ad annunciare il Vangelo in questo momento storico di grande cambiamento culturale, dove una tecnologia sempre più avanzata sembra avere il predominio. Se dovessimo pretendere di parlare della fede come si faceva nei secoli passati rischieremmo di non essere più compresi dalle nuove generazioni. La libertà della fede cristiana – la libertà cristiana - non indica una visione statica della vita e della cultura, ma una visione dinamica, una visione dinamica anche della tradizione. La tradizione cresce ma sempre con la stessa natura. Non pretendiamo, pertanto, di avere il possesso della libertà. Abbiamo ricevuto un dono da custodire. Ed è piuttosto la libertà che chiede a ciascuno di essere in un costante cammino, orientati verso la sua pienezza. È la condizione di pellegrini; è lo stato di viandanti, in un continuo esodo: liberati dalla schiavitù per camminare verso la pienezza della libertà. E questo è il grande dono che ci ha dato Gesù Cristo. Il Signore ci ha liberato dalla schiavitù gratuitamente e ci ha messo sulla strada per camminare nella piena libertà.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et Sœurs, Saint Paul nous enseigne que mort et la résurrection de Jésus nous libère de l’esclavage du péché et de la mort. Pour entrer dans cette condition nouvelle de liberté, seule compte la foi qui opère par la charité. La foi n’entre pas en conflit avec les cultures et les traditions. Elle n’implique pas d’y renoncer mais seulement à ce qui, en elles, fait obstacle à la nouveauté et à la pureté de l’Evangile. La foi entre dans toute les cultures, en reconnait les germes de vérité et les développe, portant à leur plénitude le bien qu’elles contiennent. C’est ainsi que l’annonce du Christ Sauveur respecte ce qu’il y a de bon dans les cultures auxquelles elle s’adresse: c’est l’inculturation de l’Evangile qui n’est pas une chose facile. L’Eglise a en elle-même une ouverture universelle à tous les peuples de tous les temps – c’est le sens du mot catholique - car le Christ est né, mort et ressuscité pour tous les hommes. La liberté chrétienne n’est jamais définitivement acquise. Dans un monde en perpétuelle transformation, elle est un don que nous devons garder et faire grandir jusqu’à sa plénitude.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare le parrocchie di Notre Dame des Champs e di Cognac. Come pellegrini di un cammino a volte difficile e doloroso, andiamo con gioia verso la liberazione definitiva dal peccato e dalla morte, che ci offre Gesù Cristo. Testimoniamo a tutti questa via di felicità e di pace.

Dio vi benedica !

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les paroisses Notre Dame des Champs et de Cognac.

Comme des pèlerins sur un chemin parfois difficile et douloureux, marchons dans la joie vers la libération définitive du péché et de la mort que nous offre Jésus-Christ. Témoignons à tous de cette voie de bonheur et de paix.

Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on Saint Paul’s Letter to the Galatians, we have seen that our new life of freedom in Christ comes as an unmerited gift of God’s grace through baptism, which makes us sharers in the Lord’s saving passion, death and resurrection. We have been set free by love, which becomes the new and supreme law of the Christian life. This Gospel message of our liberation is universal, addressed to all men and women, and to every people and culture. Indeed, the Gospel is meant to be “inculturated” in every time and place. The Church’s catholicity, her universality, is not found in uniformity of style or custom, or the imposition of any one cultural model, but in her respect for all that is good and true in each people and culture. As the Church seeks to inculturate the Gospel in contemporary culture, including today’s rapidly developing technological and media culture, may we respond creatively in proclaiming to all peoples the Good News of the freedom won for us by Christ the universal Saviour.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti dagli Stati Uniti d’America. In questo mese di ottobre, attraverso l’intercessione della Madonna, Regina del Rosario, possiamo crescere nella libertà cristiana che abbiamo ricevuto nel battesimo. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from the United States of America. In this month of October, through the intercession of Our Lady of the Rosary, may we grow in the Christian freedom that we received at baptism. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in unseren Betrachtungen über den Brief des Apostels Paulus an die Galater haben wir den inneren Kern der wahren Freiheit herausstellen können. Diese beruht darauf, dass Christus in seinem Tod und seiner Auferstehung uns von der Knechtschaft der Sünde und des Todes befreit hat. Wir sind frei, weil wir befreit wurden. Die Liebe hat uns befreit, welche selbst zum neuen und obersten Gesetz des christlichen Lebens geworden ist. Diese Neuheit schenkt jedem Volk und jeder Kultur eine größere Freiheit, da sie in Christus ihre Vollendung und ihr Ziel finden. Aus diesem Grund besteht nach dem heiligen Paulus für die, die Christus angehören, kein Unterschied mehr zwischen Juden und Heiden. Vielmehr zählt nur noch der „Glaube, der durch die Liebe wirkt“ (Gal 5,6). Paulus nimmt für diese Neuheit Anfeindungen in Kauf, nicht weil er den Menschen gefallen will, sondern weil er überzeugt ist von der Wahrheit des Evangeliums. Auch heute steht die Kirche in ihrer Universalität für alle Völker und Kulturen offen, die die Befreiung in Christus annehmen wollen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua tedesca. La Beata Vergine Maria, di cui quest’oggi ricordiamo le apparizioni a Fatima, sia la nostra guida sul cammino di continua conversione e penitenza per andare incontro a Cristo, sole di giustizia. La sua luce ci liberi da ogni male e disperda le tenebre di questo mondo.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Heute gedenken wir der Erscheinungen der seligen Jungfrau Maria in Fatima. Sie führe uns auf dem Weg der beständigen Umkehr und Buße, um Christus, der Sonne der Gerechtigkeit, entgegenzugehen. Sein Licht befreie uns von allem Bösen und zerstreue die Dunkelheit dieser Welt.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy reflexionamos sobre una consecuencia de la libertad que hemos recibido de Cristo, que nos lleva a acoger a todos los pueblos y culturas y, al mismo tiempo, hace capaces —a esos mismos pueblos y culturas— de abrirse a Él, a Jesús. Acoger la fe no supone renunciar en su esencia a las propias raíces y a las tradiciones, sino sólo a lo que obstaculiza la novedad y pureza del Evangelio.

Este es el verdadero sentido de la inculturación, que podamos anunciar a Cristo Salvador respetando lo bueno y auténtico que existe en cada cultura y en cada sociedad, considerando también su continua evolución. La libertad de la fe cristiana es dinámica y el don que hemos de custodiar nos exige que vivamos esa libertad en un peregrinaje continuo, orientados hacia la plenitud que todos estamos llamados a alcanzar.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a mantener un espíritu de peregrinos, siempre en camino, siguiendo juntos las huellas de Cristo con libertad y alegría, hacia esa patria a la que Dios nos convoca. Que el Señor los bendiga a todos. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Na chamada à liberdade tal como Paulo a explica na Carta aos Gálatas, descobrimos o verdadeiro sentido da inculturação do Evangelho: ser capazes de anunciar a Boa Nova de Cristo Salvador, respeitando aquilo que existe de bom e verdadeiro nas culturas. A visão paulina da liberdade é inteiramente iluminada e fecundada pelo mistério de Cristo, que, «pela sua encarnação – como recorda o Concílio Vaticano II –, Se uniu de certo modo a cada homem» (GS, 22). Assim a liberdade que Jesus nos alcançou, com a sua morte e ressurreição, não entra em conflito com as culturas e tradições que recebemos. Na verdade, o Batismo permite-nos obter a plena liberdade de filhos de Deus; e ao mesmo temos que permanecemos inseridos nas nossas raízes culturais, abrimo-nos ao universalismo da fé que penetra e abraça todas as culturas, desenvolvendo até à plenitude as sementes de bem nelas contido. Segundo explica o Apóstolo, acolher a fé obriga a renunciar, não ao coração das culturas e tradições, mas apenas àquilo que nelas possa obstaculizar a novidade e pureza do Evangelho. Para quem adere a Jesus, não conta ser circuncidado ou não circuncidado, ser judeu ou pagão; o que conta é a fé que atua pelo amor. A Igreja tem, na sua própria natureza, a abertura a todos os povos e às culturas de todos os tempos, porque Cristo nasceu, morreu e ressuscitou por todos.

 

Santo Padre:

Cari fedeli di lingua portoghese, vi saluto tutti. E vi auguro che si rinsaldi sempre di più, nei vostri cuori, il sentire e il vivere con la Chiesa, perseverando nella preghiera quotidiana del Rosario. Potrete così incontrarvi ogni giorno con la Vergine Madre, imparando da Lei a cooperare pienamente con i piani di salvezza che Dio ha per ciascuno. Il Signore benedica voi e i vostri cari.

Speaker:

Queridos fiéis de língua portuguesa, a todos vos saúdo e desejo que se fortaleça cada vez mais, nos vossos corações, o sentir e o viver com a Igreja, perseverando na reza diária do terço. Podereis assim reunir-vos quotidianamente com a Virgem Mãe, aprendendo d'Ela a cooperar plenamente com os desígnios de salvação que Deus tem sobre cada um. O Senhor vos abençoe, a vós e aos vossos entes queridos.

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا علَى الحُريَّةِ المَسِيحِيَّة، بِكَوْنِها خَمِيرةً شاملةً للتَّحْرير، في إطارِ تَعْلِيمِهِ في الرِسالَةِ إلى أَهْلِ غَلاطية. قال: تُساعِدُنا الحُرِيَّةُ المَسِيحِيَّةُ أنْ نَرَى ما هُوَ جَدِيدٌ في الحَياة. لِذَلِكَ إنَّ قُبولَ الإيْمانِ بَحَسَبِ بُولِسِ الرَسُولِ لا يَقْتَضِي التَخَلِّي عَنْ قَلْبِ الثَقافاتِ والتَقالِيد، بَلِ التَخَلِّي فَقَطْ عَمَّا يُمْكِنُ أنْ يُعِيقَ ما هُوَ جَدِيدٌ في الإنْجيلِ وَطَهارَتِه. الحُرِيَّةُ التي أُعْطِيَتْ لنا بِمَوْتِ الرَّبِّ يَسُوعَ وَقِيامَتِهِ لا تُدْخِلُنا في نِزاعٍ مَعَ الثَقافاتِ وَمَعَ التَقاليدِ التي تَلَقَيْناها، لأنَّها تَحْتَوِي علَى حُرِيَّةٍ جَدِيدَةٍ مُحَرِّرَةٍ هِيَ حُرِيَّةُ الإنْجِيل، التي تُساعِدُنا أنْ نَبْقَى مُتَجَذِّرينَ في جِذُورِنا الثَقافِيَّة، وَفِي الوَقْتِ نَفْسِهِ تَفْتَحُ أنْفُسَنا علَى شُمُولِيَةِ الإيْمانِ الذي يَنْدَمِجُ في كِلِّ ثَقافَة، وَيَعْتَرِفُ بِبُذُورِ الحَقِيقَةِ المَوْجُودَةِ فيها وَيُطَّوِرُها، فَيَحْمِلُ الخَيْرَ المَوْجُودَ فِيها إلى الكَمال. الحُرِيَّةُ المَسِيحِيَّةُ تُساعِدُنا أنْ نُعْلِنَ بُشْرَى المَسِيحِ المُخَلِّصِ وأَنْ نِحْتَرِمَ ما هُوَ جَيِّدٌ وَحَقِيقِيّ في جَمِيعِ الثَقافات. وَقَدْ سُمِيَّتْ الكَنِيسَةُ الكاثُولِيكِيَّةُ بِهَذا الاسْمِ لأَنَّها كَنِيسَةٌ جامِعَةٌ وَمُنْفَتِحَةٌ علَى جَميعِ الشُّعُوبِ والثَقافاتِ في كُلِّ الأَوْقات، لأنَّ المَسِيحَ وُلِدَ وَماتَ وَقامَ مِنْ أَجْلِ الجَمِيع.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. La libertà della fede cristiana non indica una visione statica della vita e della cultura, ma dinamica e chiede a ciascuno di essere in un costante cammino, orientati verso la sua pienezza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيِّي المُؤْمِنِينَ الناطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. حُرِيّةُ الإيْمانِ المَسِيحِيّ لا تُشِيرُ إلى رُؤْيَّةٍ ثابِتَةٍ لِلحَياةِ والثَقافَة، بَلْ إلى رُؤْيَةٍ حَيَوِيَّةٍ دِينامِيَّةٍ وَتَطْلُبُ مِنْ كِلِّ واحِدٍ أنْ يَكُونَ في مَسِيرَةٍ مُسْتَمِرَة، مُتَّجِهَةٍ نَحْوَ كَمالِها. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِنْ كُلِّ شَرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, w naszych katechezach na temat Listu do Galatów, mogliśmy uwypuklić to, co św. Paweł uważa za fundament wolności: fakt, że przez śmierć i zmartwychwstanie Jezusa Chrystusa zostaliśmy wyzwoleni z niewoli grzechu i śmierci.

Wolność, o której wspomina Apostoł Narodów, nie stoi w sprzeczności z otrzymanymi przez nas kulturami i tradycjami. Wyzwolenie zyskane przez chrzest pozwala nam otworzyć się na uniwersalizm wiary, która wkracza w każdą kulturę. Dla tych, którzy przystąpili do Chrystusa, nie ma już znaczenia, czy są Żydami czy poganami. Liczy się tylko „wiara, która działa przez miłość”.

Pawłowa wizja wolności przypomina obowiązek poszanowania pochodzenia kulturowego każdej osoby. Taki jest sens nazywania siebie katolikami i mówienia o Kościele katolickim. „Katolicki” to przymiotnik, który oznacza powszechny. Dlatego też Kościół posiada w swojej naturze, otwartość na wszystkie narody i kultury, ponieważ Chrystus umarł i zmartwychwstał za wszystkich.

Wolność wiary chrześcijańskiej nie ukazuje statycznej wizji życia i kultury, lecz wizję dynamiczną. Wolność jest darem, którego należy strzec i który wymaga od każdego z nas bycia nieustannie w drodze. Jest to sytuacja pielgrzymów; jest to stan nieustannego wędrowania - wyzwolenia z niewoli, aby podążać ku pełni wolności.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Questa settimana ricorrono l’anniversario dell’elezione di San Giovanni Paolo II e le memorie liturgiche di San Giovanni XXIII, Santa Teresa d’Ávila e Sant’Edvige di Slesia. Le loro vite sono chiari esempi di libertà cristiana.

L’esperienza di questi Santi vi ricordi che non esiste libertà senza responsabilità e senza amore per la verità. E la più grande realizzazione della libertà è la carità, che si concretizza nel servizio.

Vi benedico di cuore!

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

W tym tygodniu przypadają: rocznica wyboru Świętego Jana Pawła II oraz wspomnienia liturgiczne Świętego Jana XXIII, Świętej Teresy z Ávila i Świętej Jadwigi Śląskiej.

Ich życie jest wyrazistym przykładem wolności chrześcijańskiej.

Niech doświadczenie tych Świętych przypomina Wam, że nie ma wolności bez odpowiedzialności i bez umiłowania prawdy. A najwspanialszym wypełnieniem wolności jest miłość, która urzeczywistnia się w służbie.

Z serca Wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto le Suore Serve di Maria Riparatrici, che celebrano il loro Capitolo generale, e le incoraggio a proseguire con fedeltà e gioia il loro servizio al Vangelo e ai fratelli. Saluto le Suore Scalabriniane, che partecipano ad un corso di formazione, e le esorto ad essere generose testimoni di accoglienza e di fraternità. Voi che lavorate tanto con i migranti, continuate così. Brave! Saluto e ringrazio la Delegazione del Comune di Cervia, qui convenuta per il tradizionale dono del sale. E il mio cuore ricorda monsignor Mario Marini, di santa memoria.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. Oggi ricordiamo l’ultima apparizione della Madonna di Fatima. Alla celeste Madre di Dio affido tutti voi, perché vi accompagni con tenerezza materna nel vostro cammino e vi sia di conforto nelle prove della vita.

A tutti la mia benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 13 ottobre 2021