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teofania 4Oggi si accenderanno in Italia tantissime luci, dalla Val Padana alla Sicilia, per ricordare che “il Divino che è in noi deve risplendere con la luce della conoscenza sconfiggendo l’oscurità dell’ignoranza e della violenza”. Questo il “significato spirituale” della Festa della Luce, Dipavali, che gli induisti presenti nel nostro Paese celebrano il 7 novembre.
Il tema scelto quest’anno dall’Unione induista italiana per la celebrazione della Festa, è “Satyagraha: non violenza e verità, le forze del bene comune”, ispirandosi ai 150 anni della nascita del Mahatma Gandhi, che si ricorderanno il prossimo anno (2 ottobre 1869).
Agli induisti è arrivato anche l’augurio dei vescovi italiani. A formularlo è mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione ecumenismo e dialogo della Cei.
Mons. Spreafico cogliendo l'opportunità di una festa così luminosa e su un titolo così pregnante ha ricordato nel suo messaggio che: "... Le Luci che sono state accese in questi giorni per la festa induistaci dicono che in ogni essere umano c’è l’immagine di Dio. Non dimentichiamo mai che al di là della paura che l’altro, diverso da noi, ci può mettere, c’è l’immagine di Dio. Che la luce accesa in questi giorni ci aiuti a illuminare nell’altro ciò che ci unisce non quello che ci separa."
Qui l'intero messaggio
Messaggio dei Vescovi italiani alla Festa della Luce, Dipavali: "Satyagraha: non violenza e verità, le forze del bene comune"