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di mons. Giovanni Di Stefano - Vicario Generale della Diocesi

Siamo qui in questa Basilica che ha 800 anni di storia riuniti in santa convocazione per rendere grazia al Signore per i dieci anni di ordinazione e di servizio episcopale nella nostra Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino del nostro Vescovo.
Preghiamo per il vescovo Ambrogio e con il vescovo Ambrogio.
Queste date e specialmente l’anniversario di ordinazione è momento di grazia singolare per il Vescovo che torna alla sorgente sempre fresca del Suo ministero, e per l’intera Diocesi di cui Egli è maestro e guida, padre e pastore. Pur nei rapidi e profondi mutamenti del nostro tempo, i fedeli e tutta la nostra gente ciociara sono ancora sinceramente affezionati alla figura del Vescovo. La liturgia ci invita a pregare perché non manchi al gregge la sollecitudine del Pastore e al Pastore la docilità del suo gregge. Nella riconoscenza al Signore che continuamente assiste la sua Chiesa: siamo grati a Lei, vescovo Ambrogio per la dedizione generosa, per le iniziative e anche per i pronunciamenti (e non solo) per la salvaguardia della Valle del Sacco.
Il Vescovo è chiamato a edificare il popolo a lui affidato con la parola e con l’esempio.  Vescovo e popolo di Dio camminano insieme ricorda Papa Francesco e si sostengono a vicenda nella preghiera reciproca.
Il caso che è un soprannome della Provvidenza Divina ha voluto che dieci anni orsono la liturgia solenne per l’inizio del suo servizio (giuridicamente iniziato il 28 luglio 2008) si tenne in Cattedrale il giorno dell’Immacolata perché la Madre della Chiesa, la tutta Santa, cui affidò il suo servizio vegliasse, sul Vescovo, i sacerdoti e il popolo.
La liturgia di ringraziamento si tiene oggi festa degli apostoli Simone e Giuda ma anche data da ricordare perché 60 anni orsono si affacciò dal balcone della Basilica di S. Pietro, quasi a quest’ora, Colui che poco prima aveva detto ai Cardinali in conclave “Vocabor Joannes”.  Il Papa buono, il Papa del Concilio, della Mater et Magistra, della Pacem in terris: San Giovanni XXIII, ricordato per tutto questo ed anche per il  discorso della luna nella sera dell’11 ottobre 1962.
Ma quella stessa mattina  aprendo il Concilio Ecumenico Vaticano II aveva pronunciato la mirabile allocuzione “Gaudet Mater Ecclesia”. Questo Papa che dirà di distinguere l’errore dell’errante, in quella allocuzione piena di speranza afferma di non dare credito ai profeti di sventura e “quanto al tempo presente la sposa di Cristo preferisce usare la medicina della Misericordia invece di imbracciare le armi del rigore”.
La Chiesa Cattolica vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti: benigna, paziente, mossa da misericordia e da bontà verso tutti i suoi figli anche quelli da lei separati. Ben riaffermando che “la Verità del Signore rimane in eterno”.
Le chiese di Veroli-Frosinone e di Ferentino aiutate dalla venerata memoria dei Vescovi che si sono succeduti hanno camminato in questo solco: Lei ha raccolto da 10 anni questa preziosa eredità: la Santa e bella Chiesa di Frosinone-Veroli-Ferentino. Chiesa in cammino aiutata dai Patroni Santa Maria Salome e S. Ambrogio martire e da altri Santi che poi invocheremo.
La Chiesa non è un museo di archeologia. Essa è l’autentica fontana del villaggio che dà l’acqua alle generazioni di oggi come la diede a quelle del passato. È un giardino con sempre fiori freschi e nuovi e belli. Un pensiero grato e orante va ai Vescovi, Sacerdoti e Laici impegnati che hanno profuso le loro forze per l’anelito della speranza cristiana nelle famiglie, nei giovani e nella pastorale vocazionale. Il Signore doni loro il riposo eterno nella Sua beata pace.
In Gesù c’è la definitiva prova della affidabilità del Padre nell’ascolto e nel perdono.
Lo so:  mi sovviene il suo motto “Dei Verbum audiens” e di rimando il poeta Clemente Rebora  “la Parola zittì chiacchiere mie”. Giusto! Non aggiungo altro...
Come ricordo di questa felice e familiare circostanza al dono della preghiera per il Vescovo che non deve mai mancare, la Diocesi Le offre un anello episcopale: è il segno eloquente del legame con la Chiesa e con questa Chiesa in special modo. Il giorno dell’Ordinazione Le è stato infatti detto alla consegna “Ricevi l’anello, segno di fedeltà e nell’integrità della fede e nella purezza della vita custodisci la Santa Chiesa Sposa di Cristo”.
Questa nostra Chiesa con Lei, in ascolto dello Spirito continui il suo cammino.
Deo Gratias e tanti auguri.

Casamari, 28 ottobre 2018