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01-istantanea_della_Celebrazione_Eucaristica-New York.JPGSi è conclusa mercoledì la visita pastorale in America

Che bella accoglienza! Non ci sono parole migliori per descrivere l’incontro di Mons. Spreafico con gli italiani di origine ciociara residenti nella città di New York. Nella “grande mela”, prima tappa del viaggio intrapreso per visitare i fedeli della nostra diocesi emigrati in Nord America, il vescovo ha celebrato la messa nella chiesa di Santa Anastasia a Long Island alla presenza di alcune delegazioni di fedeli in rappresentanza degli immigrati della nostra diocesi. Erano presenti gruppi originari di Veroli, Monte San Giovanni Campano, Pofi, Ceprano e altri.

Durante l’omelia Mons. Spreafico ha ringraziato i nostri emigrati per aver portato con loro in America una testimonianza di fede ricca delle tradizioni ciociare, che hanno come centro il culto della Madre di Dio e dei santi patroni. In un mondo vasto e variegato come quello americano, dove talvolta la solitudine avvolge gli individui,  il bisogno di creare delle comunità con al centro la fede e il sostenersi nel bisogno, sono la caratteristica che con chiarezza i nostri conterranei testimoniano. Il vescovo ha anche raccontato di come la nostra diocesi, per spirito cristiano ma anche perché memore delle tante difficoltà patite dai nostri immigrati,  in questo tempo si è attivata per accogliere circa 30 migranti dalla Tunisia.

Al termine della celebrazione eucaristica il vescovo, accompagnato dai vicari foranei don Adriano Testani, don Angelo Conti, don Gianni Bekiaris e dal segretario don Giorgio Ferretti, si è intrattenuto con ogni delegazione presente facendosi raccontare e apprezzando come i nostri si sono ben integrati negli Stati Uniti. Infine ha benedetto i bambini nati cittadini americani che non parlano italiano, ma crescono alla scuola della fede sostenuti dai genitori e dai nonni che trasmettono loro tutta la nostra tradizione cristiana.

A Toronto, in Canada, il vescovo e la sua delegazione hanno trascorso 4 giorni intensi di incontri e cerimonie. Anche qui l’accoglienza è stata veramente calorosa. Alle due celebrazioni eucaristiche presiedute da Mons. Spreafico hanno partecipato in totale più di mille ciociari appartenenti a quattordici club rappresentanti ogni città della diocesi. L’offertorio è stato portato da donne con il vestito tradizionale e durante l’omelia i volti erano commossi mentre il vescovo diceva come noi in Italia ci ricordiamo sempre dei nostri immigrati in America e in particolare durante le feste patronali non si manca mai di pregare anche per loro, che spesso sono collegati via satellite con la messa e la processione.

Un altro momento familiare e profondo è stato l’incontro con i sacerdoti che si prendono cura delle parrocchie a maggioranza di italiani a Toronto. Organizzata dal vicario per la pastorale, la conferenza ha avuto come titolo “La Parola di Dio nella vita del presbitero”. Dopo la relazione del nostro vescovo si è acceso un interessante e vivace dibattito sui tempi presenti, su come mantenere vive le tradizioni di fede di fronte alle sfide della nuova evangelizzazione, e in particolare si è parlato dell’evangelizzazione dei giovani di origine italiana, integrati nel tessuto sociale canadese e al contempo bisognosi di vivere una fede genuina, vera.

Di questo e di altro si è discusso nel colloquio con l’arcivescovo di Toronto, Mons. Thomas Collins, che ha ricevuto la delegazione della nostra diocesi martedì pomeriggio presso la curia arcivescovile. La sfida della Chiesa in Canada, ha detto il presule, è oggi il comunicare il vangelo alle tante nazionalità presenti nel paese: italiani, cinesi, polacchi, indiani. Tanti convivono nella diversità e in questo mondo variegato la fede profonda della comunità italiana e ciociara possono essere un centro vivo di vita evangelica.

Ultimo atto di questi intensi giorni è stata la cena di gala che i club ciociari hanno organizzato in onore di Mons. Spreafico e i sacerdoti che lo accompagnavano. Circa quattrocento persone hanno fatto festa insieme, contente di ritrovarsi con il vescovo e i sacerdoti della loro terra di origine. In rappresentanza dei circa cinquecentomila italiani in Canada, i ciociari sono tanti e ben integrati nella società e nel mondo economico e finanziario. Se i primi tempi per loro non furono certo facili, oggi i nostri conterranei vivono con dignità la loro identità di italo-canadesi, e non pochi tra essi hanno raggiunto anche una invidiabile posizione sociale.

Grazie alla loro squisita accoglienza è stata una gioia vivere con loro questi giorni che sono stati per il vescovo di Frosinone e per il suo seguito come un pellegrinaggio ad incontrare una fetta della diocesi che, se pur lontana migliaia di chilometri dalla ciociaria, ne mantiene lo spirito religioso e ci rende tutti orgogliosi della loro operosità e della loro fede.



Seguono due brevi fotogallery

 

 


Su the Italian Canadian Web Magazine

un breve servizio con gallery

http://www.italiani.ca/index.php?pr=z11060501