immacolata_totale.jpg"La Chiesa ci chiede di fermarci con Maria in questa festa dell’Immacolata Concezione, proprio durante questo tempo di attesa, l’Avvento, attesa di colui che ella ha generato per la nostra salvezza. Maria ci conduce sempre non  solo alle origini del mistero della salvezza, ma anche nel cuore della nostra fede, lei che per prima fu discepola e madre del Signore nostro Gesù Cristo. Maria, la nuova Eva, colei che diventa madre dei credenti, di questo nuovo popolo di discepoli del Signore".




"La festa di oggi ci ricorda la storia di una donna, l’unica che fu concepita senza peccato, che non venne in questo mondo lontana dal Signore, perché accettò di ascoltare la sua parola fin dall’inizio. Per questo Maria è la nuova Eva, colei che non ascoltò la voce del maligno, ma solo quella di Dio. Così abbiamo letto nel brano evangelico, che ci descrive il mistero di Maria, la quale ascoltò prima ancora di capire. Durante questo tempo di Avvento la Vergine Maria ci aiuta a comprendere ciò che caratterizza la vita cristiana: ascoltare il Signore e non se stessi. Maria era una giovane donna di un piccolo e insignificante villaggio della Galilea, alla periferia dell’impero romano, una donna senza storia e senza importanza. Eppure proprio a lei fu inviato l’angelo Gabriele, il messaggero forte – “Dio è forte” è il significato del suo nome - , colui che poteva annunciare nella vita di una giovane donna la forza di una parola che avrebbe cambiato la storia. Così infatti è la parola di Dio: non scende dal cielo senza effetto e senza realizzare ciò per cui Dio l’ha mandata. La parola di Dio infatti cambia noi stessi e il mondo.

Eppure la parola dell’angelo creò turbamento in Maria e suscitò delle domande. Se la parola di Dio non mette turbamento, non suscita stupore e interrogativi, significa che non è stata ascoltata con il cuore. Non si può essere indifferenti davanti ad essa, non è possibile ascoltarla senza sentirsi toccare nel profondo, senza percepire la distanza che ci separa da essa. È dal turbamento che nasce l’invito a credere a quella parola. Noi siamo troppo sicuri di noi stessi. Ci riteniamo giusti e buoni e ci permettiamo con facilità di giudicare gli altri. “Non temere!”, disse l’angelo Gabriele. Quante volte nelle pagine della Bibbia risuona questo invito. È l’invito affettuoso del Signore a non dar ragione alla paura. Oggi la paura sembra dominare i cuori e la vita. Si hanno tante paure: paura del futuro, della debolezza, della malattia, della vecchiaia, della morte, paura degli altri. E la paura fa vivere per se stessi, fa chiudere in se stessi e guardare con diffidenza gli altri. Nella paura si diventa tutti più incerti e anche antipatici, scortesi, freddi, duri, prepotenti, a volte persino violenti, perché gli altri diventano concorrenti e nemici, gente da cui guardarsi e da cui difendersi. La paura allontana e divide.

Eppure l’Angelo di Dio non disprezza la paura di quella debole donna, la sua incertezza, la sua condizione di impossibilità. Al contrario, all’annuncio inatteso della nascita del Salvatore si unisce la certezza della presenza dello Spirito Santo ed anche la prova concreta che il miracolo che avverrà in Maria è già stato compiuto similmente in Elisabetta sua parente. Care sorelle e cari fratelli, ci sorprende la sollecitane divina verso Maria e verso ognuno di noi: la presenza e la parola del suo angelo ci accompagnano, perché anche noi possiamo dire il nostro sì al Signore senza dar ragione alla paura, con la fiducia che il Signore ci aiuta e che tutto con lui diventa possibile. Siamo di fronte al miracolo della presenza di Dio e della forza della sua parola. “Nulla è impossibile a Dio”.

Nel tempo di Avvento, mentre  come Maria ci prepariamo ad accogliere il Signore Gesù, è necessario riflettere su quest’ultima parola dell’angelo alla Vergine. Infatti troppe cose consideriamo impossibili. Ancora troppo spesso ci tiriamo indietro davanti alle parole del Vangelo, che rendiamo impossibili per la nostra poca fede o per un senso modesto della nostra vita cristiana. L’umiltà di Maria non fu l’umilismo di chi per paura o per egoismo preferisce sottrarsi alla domanda del Signore. La sua umiltà e debolezza si fecero domanda di aiuto, perché avvenisse secondo la parola di Dio.

I
l mondo di oggi ha bisogno del Vangelo dell’Avvento e del Natale, perché sia ancora possibile per Gesù trovare posto nella vita degli uomini e si possano compiere i tanti miracoli della sua presenza misericordiosa, quel miracolo che rende gli uomini amici e fratelli, che insegna la pietà e fa vivere umanamente. Dio è ancora alla ricerca di donne e uomini che come Maria sappiano rispondere alla domanda dell’inizio: “Dove sei?” E’ la domanda dell’inizio della storia umana, che Dio rivolse ad Adamo e oggi rivolge ad ognuno di noi. “Dove sei”?, chiede Dio ad ognuno di noi, mentre camminiamo chini su noi stessi, preoccupati e angustiati per le nostre difficoltà, invecchiati dall’abitudine e dal pessimismo, impauriti e sfuggenti quando il Signore ci parla. “Dove sei”?, quando triste e insoddisfatto cerchi approvazioni e consensi e giudichi gli altri, o ti illudi nel benessere, mentre tanti avrebbero bisogno del tuo aiuto e della tua amicizia? “Dove sei?”, ci chiede il Signore con affetto e insistenza. Perché ti nascondi al mio amore e alla mia parola? Perché ti vergogni della tua debolezza, della fragilità del tuo corpo, dei tuoi sentimenti incerti, del bisogno di vivere ascoltando il Signore e non te stesso? In questa domanda si nasconde il mistero dell’amore di Dio che cerca l’uomo ed anche il mistero dell’uomo, che pur venendo da Dio, si nasconde a lui, vorrebbe vivere come se Dio non ci fosse, perché la presenza di Dio è sempre una domanda, un invito ad ascoltare, a non vivere solo per se stessi, a guardare oltre il presente.

“Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola.” La risposta di Maria interrompe definitivamente la fuga e la vergogna degli inizi. “Eccomi”. La mia piccolezza e debolezza non mi impediranno di essere tuo servo, di vivere con te, o mio Signore, perché il mondo ti ritrovi e ascolti la tua parola. “Eccomi”, avvenga di me secondo la tua parola. Eccoci, Signore, siamo ancora deboli e incerti, sprechiamo tante energie che tu ci hai dato, ma siamo qui, con le nostre paure e la nostra fragilità. Non ci vergogniamo di essere così, ma come mendicanti ci rivolgiamo a te, per smettere di sottrarci al tuo sguardo e alla tua parola piena di amore e di sollecitudine. Parla, Signore, che i tuoi servi ti ascoltano. Così è l’Avvento, fratelli e sorelle: una donna, un uomo, che come la Vergine Maria non si sottraggono alla voce di Dio e si affidano al Signore, certi che renderà possibili le cose impossibili.  Preghiamo la Vergine Maria che ci aiuti a dire il nostro sì al Signore.
Amen"

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