san-gerardo-frosinone.jpgOmelia di mons. Ambrogio Spreafico - nostro Vescovo Coadiutore - ieri (28 sept 2008) alla Parrocchia di san Gerardo a frosinone

C
ari fratelli e care sorelle, siamo qui insieme per celebrare la festa di un santo la cui vita e il cui esempio ci attraggono. Siamo numerosi come ogni anno e saremo ancor più durante la processione. Perché quest'uomo, che ha vissuto così poco, solo 29 anni, ci fa accorrere qui? Basta aver ascoltato con attenzione le letture che la liturgia di questa domenica ci propone, per comprenderlo. San Gerardo ha vissuto cercando di fare sempre la volontà di Dio, non cercando quindi il suo interesse, ma quello degli altri. La sua obbedienza era così estrema, che si sottoponeva a qualsiasi cosa gli venisse chiesta senza discutere, senza affermare se stesso, senza rivalità né orgoglio. Come abbiamo ascoltato nella lettera di San Paolo ai Filippesi, Gesù stesso si è fatto obbediente fino alla morte di croce. Noi siamo in un mondo dove non fare la propria volontà, cioè non fare secondo le proprie convinzioni e i propri desideri, non affermare se stessi, non imporsi sugli altri, sembra diventato impossibile, anzi un segno di debolezza se non di stupidità. Chi non si impone, chi non vuole avere ragione a tutti i costi, è considerato un debole. Per questo la nostra società è diventata litigiosa e violenta, perchè l’importante è la vittoria sugli altri. Così l’obbedienza è fin da piccoli qualcosa di insopportabile. Sempre di più ci si convince che anche i piccoli, i bambini e i ragazzi, debbano decidere da soli, fare da soli. E’ un’idea di libertà stupida, perché invece tutti abbiamo bisogno di essere aiutati a crescere, di essere guidati a compiere le scelte giuste. Vi immaginate un bambino che cresce senza l’affetto e la guida dei genitori, dei nonni, dei maestri di scuola? Eppure ognuno a qualsiasi età si crede in diritto di fare da solo e di pretendere e di ottenere le cose che vuole senza curarsi degli altri. Perciò si vive male e non si è più capaci di ascoltarsi. Ci si infastidisce e ci si insospettisce appena qualcuno osa dirti qualcosa, farti un’osservazione o magari rimproverarti per qualcosa che hai fatto. Invece, cari amici, San Gerardo ci insegna che fare la volontà di Dio, cioè non fare di testa propria, vivere secondo il vangelo, rende la vita propria e quella degli altri migliore, più bella. San Gerardo ci insegna che tutti abbiamo bisogno di essere aiutati e guidati. Abbiamo bisogno soprattutto di essere guidati dal Signore, di ascoltare la sua Parola, di partecipare alla sua mensa. Per questo dobbiamo venire in Chiesa ogni domenica alla Messa. San Gerardo si è fatto guidare dal vangelo e dal Signore. I suoi miracoli, le sue guarigioni furono la conseguenza di un uomo che ascoltava il Signore, i suoi superiori e gli altri, e viveva quindi con semplicità la gioia del vangelo preso alla lettera. Oggi non si è disposti ad ascoltare nessuno. Non si ascoltano i bambini, i giovani, e soprattutto i vecchi. Ma anche i piccoli e i giovani non ascoltano i grandi. Che vita triste e piena di inimicizie. Ce ne accorgiamo quando siamo nel bisogno e diviene difficile trovare qualcuno che ti stia vicino ed sia disposto ad ascoltarti. Talvolta sembra che il nostro mondo abbia perso quella compassione e quell’amore di cui ci ha parlato l’apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi. Lo si vede soprattutto davanti alle notizie tragiche che ci raggiungono attraverso la televisione e i giornali. Non ci scandalizza più niente. Ci abitua a tutto. Sono morti questa settimana altri immigrati africani mentre cercavano di raggiungere il nostro paese, gente che fugge da situazioni di vita impossibili, dove si muore per un niente, per malattie che da noi si curano con poco o per guerre infinite, per miseria. Invece di preoccuparsi per loro, ci si preoccupa che non ne arrivino altri qui da noi, per paura che mettano in discussione il nostro precario benessere. Cari amici, si può vivere pensando solo a se stessi? Quanta divisione e quanta tristezza provoca questo modo di pensare e di vivere! E poi aumenta anche la violenza, che nasce dal disprezzo degli altri e dal poco rispetto reciproco. San Gerardo, vedendo i poveri soffrire, diceva: “Povere creature! Noi abbiamo peccato e loro ne pagano le pene”! San Gerardo ci insegna una cosa essenziale per qualsiasi tempo e per ogni età della vita. Egli scrive: “Essere disposto a rinunziare a tutto per rendersi servizievole agli altri. Saper donare il meglio agli altri. Allora mi sentirò felice quando sarò riuscito a fare contenti gli altri.” Ecco le parole di un uomo che ha cercato innanzitutto l’interesse degli altri e che ha capito che la gioia vera è nel dare piuttosto che nel ricevere. Credo che ognuno di noi ha gustato la gioia di quando ha dato qualcosa gratuitamente o ha voluto bene senza aspettarsi il contraccambio. E’ la gioia del cristiano, che vuole bene gratuitamente. Oggi tutto è calcolo e misura. Si vuole bene a chi ti vuole bene (talvolta non si riesce a voler bene neppure a loro), si dà a quelli che pensi ti possono ridare, ci si interessa di quelli che si interessano di te…Il cristiano vive invece un amore gratuito. La gratuità dell’amore compie miracoli, come ci ha mostrato San Gerardo, che dava sempre senza preoccuparsi di quanto restava per lui o per la sua comunità, e, miracolo, rimaneva sempre più del necessario. Care sorelle e cari fratelli, chi tiene solo per sé, perderà anche quello che ha e vivrà triste e nella continua paura di perdere il suo benessere. Non abbiamo paura di voler bene. Lasciamoci guidare dal Signore, per imparare a fare la sua volontà e non sempre la nostra. Questa è la libertà del cristiano, quella vera, la libertà di ascoltare il Signore e di amare gratuitamente. Questo è anche il segreto della nostra vita ed anche la forza che vince il male. Il Signore ci vuol bene e ci dà speranza. A differenza della vita di ogni giorno, in cui si giudicano gli altri e spesso si condannano, il Signore non condanna mai nessuno definitivamente. Il nostro Dio è pieno di compassione e di misericordia, pronto a perdonare e ad aiutare. Quel figlio non aveva voglia di andare a lavorare nella vigna del padrone, ma poi ci ripensò ed andò. Non sempre abbiamo voglia di vivere secondo il vangelo, di ascoltare quanto il Signore ci dice, possiamo sempre cominciare da oggi a dire di sì al Signore, a venire qui in tanti. Abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti a capire cosa fare e come vivere in questo mondo diventato difficile e complicato. La Parola di Dio sarà per noi tutti luce e guida nell’incertezza e nella paure della vita.

+ Mons. Ambrogio Spreafico - Vescovo Coadiutore