"Grazie a Papa Francesco per la fiducia con la quale mi ha nominato vescovo anche della Diocesi di Anagni-Alatri, unita in persona episcopi alla diocesi di Frosinone-Varoli-Ferentino. Cercherò di mettermi al servizio della Diocesi di Anagni-Alatri con generosità, con la consapevolezza di non essere un ragazzo. Quindi chiedo pazienza e comprensione. Del resto l’amicizia con il Vescovo Lorenzo mi aiuterà a conoscere il popolo di Dio che è nella vostra diocesi, ricca di fede e di cultura, con una tradizione radicata che si è mantenuta viva nel tempo. Il mio impegno per il seminario di Anagni e per l’Istituto Teologico Leoniano come Moderatore degli studi, e quindi membro della Commissione di vigilanza, mi ha aiutato a condividere molte decisioni e a vivere in uno spirito di fraterna collaborazione con gli altri vescovi del Lazio e soprattutto con il vescovo di Anagni Alatri.

Pontefici come Bonifacio VIII e Leone XIII con la prima enciclica sociale “Rerum novarum”, per citarne solo alcuni, sono la testimonianza di una vita ecclesiale che non si è sottratta al confronto con la storia e il mondo. Oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a porci la domanda di come la fede possa di nuovo diventare cultura in questo cambiamento d’epoca. È quanto ci chiede Papa Francesco quando parla di “Chiesa in uscita”.

Con il Vescovo Lorenzo, i sacerdoti, i consacrati, le consacrate e i laici so che state vivendo in questo spirito, spronati dal Cammino Sinodale. Assicuro che lo condividerò come lo sto condividendo con voi nella nostra Diocesi. Poi ci unisce il santuario di Vallepietra, meta di tanti pellegrini anche dalla nostra terra. Quindi ci unisce la preghiera e l’unità nella diversità delle Tre Persone della Trinità. C’è davvero bisogno di unità nel tempo travagliato che viviamo, segnato ancora dalla pandemia, dalla guerra atroce non solo in Ucraina e dalle sue conseguenze altrettanto pesanti. Auspico sempre che la differenza di ognuno non sia mai causa di divisione o di distanza, ma al contrario ricchezza da condividere fraternamente.

Cari amici della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, vi chiedo di accompagnarmi in questo nuovo servizio alla Chiesa con la preghiera, e poi con la generosità laboriosa di costruire un popolo di fratelli e sorelle, di cui ognuno si senta parte e ne senta la responsabilità, lasciando da parte ciò che ci divide. E infine: viviamo tra noi con umiltà e cortesia. Così saremo tutti più felici. Grazie sempre per il vostro impegno e la vostra collaborazione. E non manchiamo mai di sostenerci con la preghiera reciproca".

                                                                                                                † Vescovo Ambrogio



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